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Essere single oggi: i diversi vissuti psicologici

Essere single oggi: i diversi vissuti psicologici

La vita da single è spesso descritta nei vari film in modo affascinante e goliardico. Il single o la single risultano persone libere, autonome, con un certo status sociale e sessualmente disinibite. Ma quanto ciò corrisponde al vero e quanto invece è un contenuto vincente per una storia hollywoodiana?

 

Single per scelta

Essere single non è assolutamente una condizione vissuta negativamente da tutti, ci sono persone che la scelgono. Alcuni evitano relazioni importanti che vivono come troppo onerose e vincolanti e invece prediligono relazioni occasionali o archiviano temporaneamente il discorso coppia.

 

Ma perché si sceglie di essere single?

Le motivazioni sono tante quante le persone che esistono al mondo, ma di seguito ne esploriamo alcune.

  1. L’individuo ha un carattere molto indipendente, non ama i legami stabili e preferisce vivere la propria vita senza sentirsi vincolato in alcun modo.
  2. Il soggetto ha vissuto un passato sentimentale tortuoso che si è concluso aspramente e ora vuole evitare di soffrire nuovamente.
  3. La persona ha avuto una storia d’amore intensa e magnifica, purtroppo terminata, e ora avendo idealizzato l’ex partner fa fatica a trovarne un altro all’altezza.
  4. Le vicissitudini della famiglia d’origine, per esempio, separazione tormentata dei genitori o vissuti che hanno trasmesso una visione negativa della coppia, influenzano in modo conscio o inconscio il desiderio di essere single.
  5. Il rapporto con un genitore troppo invasivo e direttivo, anche in modo implicito, può aver influito sul soggetto rendendogli difficile la relazione con l’altro. In questi casi, generalmente, la persona sperimenta rapporti sentimentali fallimentari e fatica a trovare una relazione duratura e appagante.
  6. La missione lavorativa assorbe completamente l’individuo mettendo in secondo piano il desiderio di una vita di coppia.

 

Single per forza

Molte persone non amano la solitudine sentimentale, se la storia affettiva finisce, dopo essersi lasciati alle spalle il vecchio rapporto tendono a voler ritrovare subito “l’amore”.

Percepirsi single spesso è visto come il risultato di una mancanza e non come una condizione di autonomia affettiva.


Sovente la vita di coppia viene idealizzata come il riflesso di una quotidianità felice e rispondente alle aspettative sociali.


Capita anche che, col crescere degli anni, ci si trovi single all’interno di un giro di amici composti essenzialmente da coppie. Questo fatto crea un disequilibrio nel single sia nelle scelte riguardanti il tempo libero sia nel trovare qualcuno disponibile con cui passarlo. Di fatto, l’individuo, essendo solo, non sempre trova un amico o una amica con cui trascorrere in modo soddisfacente le serate o i giorni di festa, ma soprattutto con cui condividere affettivamente le esperienze.

 

Spesso la persona vorrebbe condividere i propri momenti e determinate esperienze di vita, come viaggi o cene, assieme ad un partner sentimentale, e il vedere attorno a sé coppie di amici che trovano giovamento dallo stare insieme accresce il senso di solitudine e il bisogno dell’altro.

Ci sono casi in cui la persona fa fatica a percepirsi da sola e vede lo stato di single come un fallimento personale.

Per altre persone funziona il far buon viso a cattivo gioco e si sforzano di apparire sereni e contenti dell’essere single, per non mostrare la loro frustrazione.

Single: che fare?

I single per scelta, se sono davvero felici della loro condizione e si sentono sereni in merito, non devono fare proprio nulla. Non esistono canoni generali che obbligano lo stare in coppia, ma solo risposte individuali.

Magari, uno sguardo alla propria vita per comprendere se la condizione di single sia davvero una scelta e non una reazione ad eventi passati può aiutare. Il motivo è quello di non trovarsi avanti con gli anni da soli e pentirsi amaramente di non aver costruito e portato avanti una relazione importante.

Per il resto, se siete più che soddisfatti va benissimo così!!

I single per forza possono riflettere sulla loro condizione e valutare i seguenti aspetti:

  1. Un periodo di solitudine sentimentale è utile per poter metabolizzare i vissuti della relazione precedente e ricrearsi uno spazio affettivo e mentale per il prossimo partner.
  2. Chiedersi se il disagio nel rimanere single sia dovuto ad un periodo lungo di solitudine, e quindi al comprensibile desiderio di amare e di essere amati, oppure al bisogno dell’altro e alla difficoltà di percepirsi soli sentimentalmente.
  3. Osservarsi caratterialmente e valutare se la difficoltà a trovare un partner non sia dovuta ad una eccessiva selettività verso l’altro o a delle proprie insicurezze. A volte può succedere anche che, senza rendercene conto, assumiamo un atteggiamento distaccato. Spesso questo nostro atteggiamento non è altro che una maschera per nascondere certe timidezze, ma non sempre purtroppo viene compreso.

Si può chiedere un consulto

Una consulenza psicologica con uno psicoterapeuta può aiutare la persona a fare chiarezza e a star meglio con se stessa. Per fare soltanto tre esempi: a volte c’è bisogno di elaborare una o più relazioni precedenti che stanno ancora portando un peso nella vita attuale influenzandola notevolmente. In altri casi, il soggetto ha bisogno di recuperare le proprie risorse personali per poter meglio gestire la propria autonomia e fare scelte non legate al bisogno dell’altro. Le dinamiche della propria famiglia di origine, o di certe situazioni attuali, possono interferire più di quanto si possa pensare sul bisogno e sulla scelta dell’altro.

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Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA
Psicologa, Psicoterapeuta
Studio in Via Marche, 71 a Senigallia (An)
Cell. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

laurapedrinelli@libero.it

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