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L’amore idealizzato (con esercizio e audio dell’articolo)

L'amore idealizzato (con esercizio e audio dell'articolo)

PUOI ASCOLTARE LA LETTURA DEL BRANO IN QUESTO AUDIOARTICOLO

L’amore è un sentimento con caratteristiche molto soggettive: ognuno di noi ama a proprio modo e ognuno di noi concepisce l’amore in modo personale.

Comunque sia, dal momento in cui ci sentiamo innamorati, tendiamo a sopravvalutare gli aspetti positivi caratteriali e comportamentali del nostro o della nostra partner sottostimando quelli negativi.

Da questa fase possiamo poi evolvere verso un amore più maturo, cioè più consapevole e accettante gli altrui difetti, oppure iniziano ad aumentare le incomprensioni, l’altro viene visto sempre più attraverso i suoi lati caratteriali che meno ci soddisfano e può finire l’innamoramento senza che inizi un vero e proprio rapporto di amore.

Quando proviamo un amore idealizzato?

Generalmente, possiamo provare un amore idealizzato in 4 situazioni:

  1. Nel bel mezzo del nostro rapporto amoroso, o che noi viviamo così, l’altro ci lascia.
  2. Viviamo un bellissimo rapporto che poi sfuma di intensità da ambo le parti o viene interrotto per cause esterne (lavoro, lutto, ecc).
  3. Non abbiamo mai avuto un partner che ci abbia soddisfatto pienamente e quindi ce ne creiamo uno ideale. Questa situazione è la più difficile, porta le persone ad una grande selettività nella scelta dell’altro e spesso alla solitudine sentimentale.
  4. Viviamo una relazione che ci appare perfetta, dove il o la partner viene vissuto in base unicamente agli aspetti positivi, mentre quelli negativi, ci sono, ma non gli diamo peso.

Riguardo ai primi due punti, è possibile che, dopo l’impatto negativo iniziale la persona possa reagire nel tempo idealizzando quel partner e quel tipo di relazione. In questo caso l’idealizzazione è successiva alla relazione sentimentale.

Più siamo insicuri di noi stessi, più tendiamo a vedere l’altro in modo superlativo; più abbiamo provato emozioni e sentimenti appaganti e più questi, una volta persi, divengono magnifici e irripetibili. Al contrario, dimentichiamo le situazioni negative vissute con l’ormai ex partner o non diamo loro quel peso che dovrebbero avere.

Per il terzo punto e quarto punto, invece, l’idealizzazione può nascere da una scarsa stima di sé che ci fa ricercare il partner perfetto, perché se una persona perfetta ci ama significa che siamo degni di amore.

Può anche succedere che in famiglia si abbia avuto esperienza di una relazione genitoriale idilliaca e che quindi si ricerchi un partner che risponda a quelle determinate caratteristiche.


Quando si idealizza, si dimenticano i vissuti negativi e si esaltano quelli positivi come nella fase dell’innamoramento, ma con una difficoltà maggiore ad essere obiettivi, anzi non ci si riesce proprio.


In realtà si percepisce l’altro non come davvero è, ma come lo vorremmo in base all’immagine mentale che ci siamo fatti e che gli proiettiamo. Per questo, molto probabilmente, noteremo in lui dei pregi che appartengono a noi o che desideriamo lui abbia, ma di fatto non gli appartengono o non in quel modo.

Si tratta di un meccanismo di difesa psicologico che ci aiuta:

  •  A limitare le frustrazioni durante la relazione, perché evitiamo di dar peso ai suoi difetti o a certi modi di trattarsi.
  • A gestire meglio il dolore per la perdita, anche se diverrà una perdita difficilissima da recuperare con un altro partner.  Il vuoto lasciato viene riempito dal valore di quel rapporto e di quella persona e quindi, di riflesso, anche noi assumiamo un grande valore.
  • Ad aumentare la nostra autostima, perché abbiamo qualcuno di così valido che ci ama, o ci ha amato, per questo anche noi abbiamo valore.

Quando si idealizza, il pensiero alla base è che l’altro non è colui che ci ha ferito lasciandoci o che ci ha tradito, siamo noi che non siamo riusciti a tenercelo oppure la colpa è di chi ce lo ha portato via. Inoltre, si è pronti sempre a perdonare pur di non perderlo/perderla.

Il lato negativo dell’amore idealizzato

Nei casi di fine del rapporto

Il lato negativo dell’amore idealizzato è che sarà difficile trovare un nuovo partner che ci piacerà quanto quello che abbiamo posto sul trono della perfezione.

Nel relazionarci con l’altro ricercheremo quegli stessi aspetti caratteriali, per noi sintomo di un possibile grande amore, oppure nutriremo la fantasia di poter recuperare l’affetto perso con un degno sostituto, un surrogato.

Inoltre, ogni comportamento diverso da quello del nostro “amato” ci infastidirà mostrandoci in modo negativo il nuovo partner.

Idealizzare un amore significa toglierci la possibilità di amare ancora e di crescere in un rapporto perché ricercheremo sempre la “stessa” persona  e lo “stesso” rapporto,  anche se superficialmente ci sembrerà diverso.

Nei casi di rapporto ancora in essere

Idealizzare il o la nostra partner ci farà essere sicuramente più felici, il problema è che subiremo certi suoi atteggiamenti negativi senza dar loro peso.

Una ragazza ha vissuto per otto anni con un ragazzo vivendolo come il suo grande amore, quando lui la lasciò lei era sorpresa e devastata. Parlando descrisse quanto lui non fosse mai emotivamente presente, non facesse nulla per lei, non aveva delle accortezze per lei, non era andato neanche in ospedale quando lei lo aveva chiamato perché aveva avuto un incidente. Era una persona fortemente egoista, che prendeva grandemente dalla sua ragazza e restituiva molto poco. Lei però, pur verbalizzando tutte le situazioni non le vedeva come rilevanti perché comunque lui le chiedeva dei pareri, dei consigli, questo la faceva sentire importane per il suo partner tanto da accantonare tutto il resto, che in realtà era tanto, molto probabilmente anche troppo!

Come fare se abbiamo idealizzato un amore?

Può aiutarti questo esercizio.

Esercizio per capire se abbiamo idealizzato un amore

  1. Prova a scrivere su di un foglio, formando 2 colonne, da un lato i lati positivi della relazione con quel/quella partner e dall’altro quelli negativi.
  2. Mentre scrivi, ripensa alla relazione in modo obiettivo.
  3. Nello stesso foglio, o in un altro se non c’è spazio, crea altre due colonne: una con i tuoi pregi e una con i tuoi  difetti.
  4. Crea altre due ulteriori colonne per i pregi e difetti del/la tuo/a ex o partner attuale.
  5. Chiedi di fare la stessa cosa ad una persona amica, che ha conosciuto la tua storia e il tuo partner, in modo da avere un altro punto di vista.
  6. Alla fine, rivaluta quella relazione e quel partner in base a quanto emerso. Se c’è un importante sbilanciamento fra i pregi del partner (molti) e i suoi difetti (pochi o nulli) è possibile che tu abbia idealizzato quella persona. Inoltre, se hai messo meno pregi tuoi rispetto ai difetti (il contrario di quanto potresti aver fatto per il partner) anche questo potrebbe essere indicativo di una visione poco obiettiva di te e del partner. Ovviamente, questo esercizio serve soltanto a darti uno spunto di riflessione e non ha alcun valore diagnostico.

Fai attenzione anche:

  • al modo che hai di percepire te stesso/a,
  • a quanto chiedi ad una relazione,
  • a quali sono le risorse che metti in un rapporto amoroso,
  • a quali sono i tuoi bisogni verso l’altro.

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Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA
Psicologa, Psicoterapeuta, Ipnotista Ericksoniana
Studio in Via Marche, 71 a Senigallia (An)
Cell. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

laurapedrinelli@libero.it

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