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Amore e autostima (con audio dell’articolo)

Amore e autostima (con audio dell'articolo)

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Provare amore per una persona significa amarla per ciò che è, per il suo modo di vivere, per i suoi pregi e i suoi difetti.

Se amo una persona, non cerco di cambiarla.

Posso discutere con lei, confrontandomi su quegli atteggiamenti che non condivido, ma non posso pensare di diventare il suo genitore, per educarla ad essere come me o come vorrei o come magari io non riesco o non posso essere.

Spesso, ci “innamoriamo“ di qualcuno per ciò che ci suscita, perché ci stiamo bene insieme, ma soprattutto perché ci soffermiamo principalmente su quelle parti della sua personalità che ci piacciono.

Quando poi emerge anche la parte meno favorevole per noi, quella che ci fa soffrire o che non approviamo, ecco che la relazione diviene molto meno idilliaca.

Può succedere anche che tendiamo a tollerare quei difetti del o della partner perché vediamo nell’altro o nell’altra soltanto ciò che ci fa comodo vedere oppure perché valutiamo quegli aspetti caratteriali come modalità personali disfunzionali che ci impegnamo a fargli o a farle cambiare.

Ma cosa c’entra l’autostima con l’amore?

Alcuni rapporti affettivi partono o divengono nel tempo sbilanciati. Può succedere che uno dei partner, quello dominante, metta l’altro sotto giudizio, criticandolo e sminuendolo spesso.

Le continue critiche e i rimandi negativi sulla persona possono produrre danni importanti sull’autostima anche in chi non è già così insicuro di sé.

Si crea, in questo modo, una profonda incrinatura nell’autostima del partner giudicato negativamente poiché viene esposto nel tempo a continue svalutazioni fatte direttamente o in modo subdolo.

Le reazioni dei partner attaccati

I partner attaccati reagiscono, generalmente, in tre modi:

  1. Passivamente, subendo la sfiducia del loro amato nella speranza di poterla riconquistare. Col tempo tendono a credere sempre di più che il partner giudicante abbia ragione e a fanno sempre più fatica a valutare in modo obiettivo quelle critiche.
  2. Attivamente, lasciando il partner oppressore una volta compresa la sua modalità di sfiducia e critica negativa.
  3. Conflittualmente, iniziando un rapporto di litigi per evitare di venir sottomessi psicologicamente. Con il litigio, il partner criticato si sente di reagire e di far capire all’altro le proprie ragioni. Questa dinamica però non fa che rafforzare il legame, che spesso ricalca il rapporto conflittuale, in essere o che è stato, dei propri genitori.

Anche le modalità passive e conflittuali possono portare la coppia alla separazione, ma generalmente dopo del tempo.

Perché il partner critica?

Quali sono i motivi per cui una persona “innamorata” dovrebbe svalutare il proprio partner? Innamorata è tra virgolette perché chi ama davvero non giudica, ma accetta l’altro o ci si confronta senza dover sminuire niente e nessuno.

I motivi sono tanti e sono da inquadrare primariamente nella personalità del partner svalutante e nel tipo di rapporto sentimentale sviluppato.

Nella maggior parte dei casi, un partner molto critico è un partner che può risentire di uno o più dei seguenti aspetti:

  • Ha una bassa autostima. È insicuro, quindi lo sminuire l’altro lo aiuta a sentirsi e a mostrarsi migliore. Generalmente più le persone sono aggressive, più sono fragili e insicure e si sentono di doversi difendere attaccando. Persone con atteggiamento spavaldo, che vogliono dimostrare una grande sicurezza di sé tanto da criticare gli altri, cercano di dimostrare la loro superiorità attraverso la svalutazione dell’altro. Superiorità che se fosse davvero presente non avrebbe bisogno di essere dimostrata.
  • Non è davvero innamorato, critica l’altro perché in realtà non gli piace o non gli piace più.
  • Si sta disinnamorando, quelle cose che prima apprezzava ora lo annoiano o le detesta.
  • È arrabbiato, verso il partner o verso di sé o per altri motivi e sta sfogando la sua frustrazione. Forse si sente tradito o non più amato oppure sta vivendo un momento di vita difficile e si sfoga sul partner (cosa comprensibile ma non giustificabile).
  • Ha paura di perdere il partner, o per altri motivi, e riversa la sua emotività sul partner.
  • Sta male con se stesso e questo malessere lo vomita sull’altro attraverso le denigrazioni.

I motivi del partner svalutato

Ora potremmo chiederci perché una persona continui ad essere innamorata di un partner che la sminuisce spesso o continuamente.

Anche qui di probabili motivi ce ne sono vari:

  • Ha un’autostima molto bassa e stare con una persona che paventa grande sicurezza e dinamismo lo fa sentire importante. Come dire: vive di luce riflessa. Le continue critiche non fanno che confermare quanto  abbia poco valore e sia fortunato a stare con qualcuno che invece di valore ne ha tanto.
  • Si è sviluppato un rapporto di dipendenza affettiva. L’amore non c’entra nulla quando si parla di dipendenza affettiva. C’è un bisogno di stare con l’altro perché senza ci si sente vuoti, incompleti, soli. Come il bambino che senza la mamma può morire, come la persona che con l’altro si completa e senza non può esistere.
  • È costretto da motivi diversi. Ci sono dei figli piccoli, non è autonomo economicamente o fisicamente o altro ancora. Teme la disapprovazione dei genitori o della propria comunità, per esempio, se lasciasse il partner.
  • Desiderio di avere l’altro comunque. Possono esserci dei motivi che riguardano l’idealizzazione dell’altro o il riuscire, o il pensare di riuscire, ad avere con l’altro la vita sognata.

Per motivi di maggior fruibilità di lettura faccio riferimento al partner maschile, ma ovviamente quanto descritto riguarda sia uomini che donne.

L’amore può migliorare l’autostima?

Certamente, avere una relazione felice e appagante può migliorare l’autostima. Il fatto è che la nostra autostima non deve basarsi sul tipo di rapporto che abbiamo col nostro partner o sul fatto di avere un partner.

Dobbiamo credere in noi stessi a prescindere dall’altro.

A volte il problema è che cerchiamo nell’altro le nostre certezze, ma l’altro non è una stampella su cui appoggiarci, né un termometro su cui valutare la nostra personalità.

Nei momenti di difficoltà è sicuramente importante che ci stia vicino, ma la nostra autostima non deve partire dalle conferme che ci arrivano dal nostro partner o dal tipo di relazione che abbiamo con lui.

Può interessarti anche l’articolo: Che cos’è l’autostima e come migliorarla

Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA
Psicologa, Psicoterapeuta, Ipnotista Ericksoniana
Studio in Via Marche, 71 a Senigallia
Cell. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

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