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La paura di convivere

La paura di convivere

Nel secolo scorso la convivenza è passata dall’essere esclusività di una vita matrimoniale a divenire il lasso di tempo che anticipava il matrimonio  fino ad avere una propria identità, a divenire una scelta alternativa alla vita coniugale, anche in presenza di figli.

Oggi, convivere è visto anche nella sua temporaneità, nel suo poter essere un periodo di conoscenza e di condivisione, magari anche soltanto per un periodo, per esempio durante gli studi  universitari per una giovane coppia che ancora non pensa al proprio futuro sentimentale.

Se per alcuni la convivenza è un modo di arricchire la propria vita, di vivere più felici o di non sentirsi soli, per altri invece può essere motivo di panico.

PERCHE’ ABBIAMO PAURA DI CONVIVERE?

Ci sono diversi motivi per cui una persona può aver paura di convivere con la sua dolce metà, analizziamone alcuni.

1. La paura di perdere i propri spazi vitali

Questo tipo di paura si sviluppa principalmente nelle persone che hanno vissuto in famiglie numerose oppure dovevano condividere la loro stanza e non avevano spazi propri,  luoghi e/o oggetti personali riconosciuti come loro esclusività. Dal momento in cui iniziano a vivere per conto proprio trovano il piacere di poter seguire i propri tempi, i propri gusti, il proprio e unico volere e il pensare di convivere crea loro la paura di poter perdere per sempre i vantaggi raggiunti.

2. La paura di essere “gestiti”

Alcuni genitori hanno grandi difficoltà a separare la loro immagine da quella dei figli e spesso sono troppo presenti con loro. Con la convivenza, la persona ha paura di rivivere col partner lo stesso rapporto che aveva in casa col genitore, quindi di essere “gestito” , di dover cedere di sovente a compromessi, invece di ritrovarsi in una convivenza alla pari.

3. La paura di fare la scelta sbagliata

Vivere insieme significa assumersi la responsabilità economica di una vita comune che richiede un appartamento (comprato o in affitto), dei mobili e molte spese vive come le bollette, il condominio, il cibo ecc.

Allo stesso tempo, una volta impostata una vita a due può essere increscioso tornare indietro, ci può essere la paura del giudizio degli altri, dove spesso il giudizio più feroce è il proprio.

4. La paura di soffrire o di far soffrire l’altro

Si può temere di non andare abbastanza d’accordo o di doversi lasciare recando così sofferenza all’altro e/o a se stessi. La convivenza diviene così sinonimo di degrado per la coppia, diviene quel cambiamento che porta in crisi i due partner poiché si sperimentano in una vita in comune a cui non sono abituati, con problemi nuovi che producono sempre nuove crepe al rapporto invece che rafforzarlo.

A volte, in persone che hanno avuto una coppia di genitori molto conflittuale, può svilupparsi un’idea negativa del matrimonio e della convivenza.

5. La paura di perdere la propria libertà quotidiana

Questo tipo di paura è più facilmente riscontrabile in persone che per anni hanno vissuto da sole e che quindi hanno coltivato le loro passioni e le loro abitudini casalinghe.

L’ingresso del partner in casa in modo continuativo viene visto come minante la loro privacy, la loro quotidianità. Di fatto, più si avanza con gli anni e più si creano delle abitudini che sono sempre più difficili da perdere.

Se per esempio si ama stare in casa in silenzio e il partner preferisce sempre la televisione accesa, si ama alzarsi tardi mentre il partner si sveglia presto, si vedrà la convivenza come una “invasione barbarica” alla propria serena quotidianità.

COME POSSIAMO GESTIRE LA PAURA DELLA CONVIVENZA?

Per gestire la paura della convivenza dobbiamo prima capire da dove nasce questa paura e perché ci blocca, in base alle diverse paure appena analizzate possiamo reagire di conseguenza, vediamo come:

1. Paura di perdere i propri spazi vitali

E’ basilare che in ogni coppia permangano i propri spazi vitali, pensare di vivere tutte le esperienze assieme è l’atteggiamento che più di tutti è responsabile della fine dei rapporti sentimentali. Stare sempre insieme è la stessa cosa che trascurarsi, “il troppo stroppia” in ogni senso!! Non perdete l’abitudine di fare la passeggiata con un’amica/un amico, di fare le vacanze con gli amici senza il/la partner oltre che insieme. Se fate palestra, non c’è bisogno che coinvolgete anche il/la partner.

E’ basilare che vi lasciate degli interessi personali e che poi abbiate degli interessi in comune. Ovviamente,         visto  che da grandi si lavora, è importante che il tempo da passare col partner sia maggiore di quello che passerete per conto vostro, ma non trascurate mai i vostri spazi personali!!

La coppia ha bisogno di respirare, di poter sentire la mancanza dell’altro/a, di sognare che l’altro/a ci sia quando non c’è, di non vivere delle  frustrazioni perché si ama sciare e all’altro/a non piace (per esempio). Sono quegli aspetti  a cui inizialmente ci si priva senza problemi ma che poi col tempo pesano enormemente, solo che ci si accorge troppo tardi.

2. La paura di essere “gestiti”

Non troviamoci un/una partner uguale al nostro genitore ultra esigente, ma se proprio non ne possiamo fare a meno, ricordiamoci che il partner è un nostro pari e nessuno può obbligarci a fare nulla che non vogliamo se ci ama davvero.

Nella maggior parte dei casi, le persone che tendono a controllare il proprio amato o la propria amata sono persone insicure, che non si fidano dell’altro perché non credono abbastanza in se stesse, anche se manifestano una grande sicurezza. Questa sicurezza generalmente è pura arroganza che serve a nascondere la grande insicurezza di sé.

Siamo noi che diamo agli altri il potere di controllarci, se ci ama davvero deve aver fiducia in noi, altrimenti sarà il caso di aspettare ancora un po’ prima di convivere!!

3. La paura di fare la scelta sbagliata

Quando abbiamo così tanto paura del giudizio non ci sarà nulla che faremo a cuor leggero. Sarebbe il caso di renderci conto di quanto siamo i più feroci critici di noi stessi e che le persone, in realtà, non sono tutte così prese da noi e dalla nostra vita da farne il loro principale interesse.

Se la paura del giudizio ci blocca così tanto, forse è il caso di confrontarci con uno psicologo che possa aiutarci ad avere più fiducia di noi stessi.

4. La paura di soffrire o di far soffrire l’altro

I cambiamenti possono indurci ansie inaspettate, la convivenza è un grande cambiamento, ma non è nulla di immutabile. Se ci si vuole bene i problemi che si incontreranno non saranno che occasioni per rendere la coppia più salda.

Se, al contrario, la convivenza porterà sempre più distacco, allora sarà il caso di rivedere le proprie scelte, del resto siamo persone adulte e sappiamo bene che ci scegliamo ogni giorno oltre al fatto che si potranno valutare anche nuove soluzioni che al momento sono impensabili.

5. La paura di perdere la propria libertà quotidiana

Spesso, la libertà che si teme di perdere è solo un’utopia.

La libertà non consiste nel poter mangiare a quell’ora invece che ad un’altra. La libertà è molto di più.

Se siamo ancorati alle nostre abitudini e non vogliamo perderle possiamo parlarne col partner per valutare cosa possono fare due persone adulte che si amano per riuscire a convivere in modo sereno e rispettoso dell’altro.

Se la nostra paura è così tanto grande, allora dobbiamo chiederci quando davvero siamo innamorati oppure se è il caso di temporeggiare ancora e di trovare un rimedio temporaneo come quello della convivenza nel fine settimana.

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Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA
Psicologa, Psicoterapeuta, Ipnotista Ericksoniana
Studio in Via Marche, 71 a Senigallia (An)
Cell. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

laurapedrinelli@libero.it

 

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