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Che cosa sono le relazioni interpersonali fugaci?

Nell’arco della vita siamo soliti intrecciare uno svariato numero di relazioni interpersonali. A partire, generalmente, con quelle che effettuiamo all’interno del nostro nucleo familiare, in seguito  continuiamo a sviluppare rapporti di tipo amicale, sentimentale, occasionale e lavorativo, per citarne solo alcuni, che ci portano a conoscere, in modo più profondo o superficiale le persone e ad interagire con loro.

Nella maggior parte dei casi, però, siamo soliti pensare che le relazioni più significative siano solo quelle che durino nel tempo e che ci coinvolgano di più affettivamente. Questo può senz’altro essere vero, ma non è affatto una regola; in molti casi, sono proprio le relazioni fugaci, cioè quelle che hanno rappresentato soltanto delle piccole parentesi nella nostra vita, ad averci arricchito di nuove tonalità emotive e di maggior profondità nella conoscenza di noi stessi e dell’altro.

Di fatto, nelle relazioni interpersonali fugaci  tendiamo ad essere spontaneamente più attivi, come per ogni nuovo inizio di interrelazione, soltanto che in questo caso, rapportandoci con l’altro per un periodo estremamente breve, diamo sempre il “massimo” di noi.

Quando non prevediamo che la relazione sarà così fugace, la nostra risposta comportamentale sarà comunque tendenzialmente maggiore, almeno in base al nostro carattere, perché dal momento in cui calerà la nostra concentrazione il rapporto con l’altro tenderà a declinare fino ad esaurirsi completamente. Al contrario, se ciò non avviene e rimaniamo interessati e interagenti con l’altro, allora la relazione procederà, magari potrà prolungarsi anche a lungo nel tempo, ma i livelli di performance saranno molto minori e fluttuanti, poiché conosciamo la persona e quindi ci bastano molto meno energie e approfondimenti per rapportarci con lei.

Solitamente, nelle relazioni fugaci siamo dunque più attenti ai nostri e agli altrui atteggiamenti e nutriamo delle aspettative, sul modo con cui procederà la nuova relazione di qualunque tipo essa sia, che ci influenzano rendendoci molto più percettivi; questo succede proprio perché, non sapendo nulla di chi abbiamo davanti, necessitiamo di informazioni che ci aiutino a interagire meglio.

A rafforzare l’intensità di un nuovo rapporto c’è anche il fatto che la relazione è un processo circolare, ogni soggetto che vi prende parte attua un comportamento influenzato e influenzante. Per fare un esempio, se inizio a parlare con una persona che si mostra sgarbata, la mia risposta potrà evolversi in reazioni diverse: potrò rispondere con rabbia, con indifferenza, con gentilezza, chiudere la comunicazione o in altri modi ancora, qualsiasi modalità sceglierò sarà basata sulla mia personalità, sul contesto in cui avviene la comunicazione, ma anche sul comportamento dell’altro che a sua volta farà la stessa cosa. Questo perché  non siamo esseri a se stanti, perché la relazione prevede determinate regole di comportamento, perché con la relazione soddisfiamo specifici e personali bisogni e perché quello che l’altro pensa di, o vuole da, noi spesso ci interessa. Da questo si può evincere come l’instaurarsi di un certo affiatamento o reciprocità, dovuto a interessi sentimentali/lavorativi o a condivisioni caratteriali, possa agevolare più velocemente la sintonia quando questa inizia a crearsi fra due persone.

Tutto ciò fa sì che alcune relazioni vengano vissute in modo molto intenso, anche se per breve tempo. Conosciamo una persona,  ci parliamo solo per due ore e non abbiamo più modo di rivederla, come avviene spesso negli incontri casuali in treno, poi, nel tempo, ci rendiamo conto di quanto quella chiacchierata ci abbia arricchito, quante cose ci abbia aiutato a comprendere o quanto ci abbia fatto star bene.

Può succedere anche che frequentiamo una persona per alcuni mesi e poi ella scompare dal nostro mondo quotidiano, ma negli anni, quando ci ripensiamo, comprendiamo meglio le intense emozioni che avevamo provato e le particolari esperienze vissute e condivise con lei. Tali ricordi diventano indelebili e rappresentano un bagaglio affettivo e conoscitivo importante per la nostra maturità psicologica e affettiva.

Anche le relazioni con quelle persone ci hanno lasciato l’amaro in bocca o che ci hanno fatto soffrire (casi gravi a parte ovviamente) sono importanti per il nostro bagaglio maturativo, perché che ci piaccia o no, solitamente, cresciamo di più confrontandoci col dolore che con la gioia, anche se dei dispiaceri ne faremmo tutti quanti a meno!

Di fatto, nella vita può succedere che sviluppiamo relazioni interpersonalicosì fugaci che non ricordiamo più neanche di averle vissute e che magari invece ci hanno giovato inconsapevolmente e, per contro,  relazioni tanti brevi quanto intense e indimenticabili.

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