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Il timore dell’opinione degli altri

Il timore dell'opinione degli altri

Per molte persone il giudizio degli altri è un riferimento costante nella vita quotidiana.

Le domande fatte a se stessi: “Che cosa penseranno gli altri se dico questa cosa, se metto quel vestito, se cammino da sola?” sono solo alcuni esempi dell’importanza che può assumere l’opinione di altre persone anche sconosciute.

Perché è così importante l’opinione degli altri

Spesso, dietro al ragionamento “Se mi vedono al mare da sola chissà che cosa pensano gli altri” si celano meccanismi psicologici profondi e forti. Meccanismi sempre attivi a cui la persona fa fatica a reagire diversamente.

La persona teme così tanto il pensiero negativo degli altri da modificare il proprio comportamento pur vivendone un grande disagio.

Di fatto, chi è influenzato dalla opinione altrui si rende conto che sta modificando il suo comportamento limitando le proprie scelte e modalità espressive, ma non riesce a fare altrimenti.

Quali sono i vissuti psicologici alla base del timore dell’opinione degli altri?

Nella maggior parte dei casi, le persone che subiscono l’influenza della probabile opinione degli altri tendono a :

  • Avere importanti insicurezze.
  • Essere molto critici verso gli altri, ma soprattutto verso se stessi.
  • Avere, o aver avuto, almeno un genitore altamente giudicante o troppo protettivo che tende il più delle volte a vicariarli, a fare le cose al loro posto.
  • Sentirsi spesso al centro dell’attenzione e con molto imbarazzo.
  • Parlare poco quando sono in gruppo per paura di sbagliare e fare brutte figure.
  • Provare molto imbarazzo nelle situazioni sociali con persone sconosciute.
  • Avere una bassa autostima.

Il paese è piccolo, la gente mormora

E’ vero che nei paesi, o nei quartieri, ci sono molte persone che trascorrono il loro tempo a preoccuparsi dei problemi altrui e se i problemi non ci sono allora vengono creati per nutrire il virtuale ma sempre attivo “Gazzettino rionale”.

Purtroppo di persone che non vogliono pensare ai loro disagi, e per questo vivono dei problemi altrui, ce ne sono molte a questo mondo, ma non esiste comportamento che possa azzittirle.

Per fare soltanto un esempio: se vi truccherete allora, per loro, sarete troppo truccate, se non vi truccherete allora sarete trascurate.


Non c’è comportamento adatto per azzittire chi vuole ferire gli altri o denigrarli sparlando in giro. L’unica difesa è il portare avanti il proprio pensiero è il proprio modo di essere senza farsi influenzare e senza dare potere a chi denigra.


Cercare di comportarsi nel modo in cui queste persone si aspettano da voi non risolve nulla poiché quelle che sparlano sono persone frustrate che hanno dei disagi importanti (solitudine, fallimenti personali o affettivi, malessere con se stesse, rifiuto dell’altro o altro ancora) e il parlare male di altre persone serve loro per non fare i conti con i propri problemi o per sentirsi meno avviliti pensando che l’altro stia peggio di loro.

Tanto se cambiate il vostro comportamento, oltre che a farvi star male con voi stessi perché vi adattate ad un comportamento che non avreste voluto, date agli altri il potere di decidere sulle vostre scelte e, inoltre, non risolvete nulla perché quelle persone troveranno un altro vostro aspetto su cui sparlare oppure continueranno su quello ma in modo diverso.

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Qual è la differenza tra paura dell’opinione degli altri e dipendenza dal giudizio degli altri?

Fino a che il soggetto teme il giudizio degli altri, ma non ne dipende, il suo comportamento potrà subire delle influenze, ma la persona riuscirà a reagire e, spesso, a fregarsene.

Per questo motivo, nel timore dell’opinione degli altri la persona vive la possibile critica negativa che potrebbe arrivare a seguito di un determinato comportamento (frasi dette o mancate, tipo di abbigliamento, scelte di vita, ecc.), ma, anche se a volte si fa influenzare, nella maggior parte dei casi attua comunque la propria volontà.

Nella dipendenza, invece, la persona è molto più incatenata dalla paura del giudizio degli altri così tanto da non riuscire a comportarsi spontaneamente.

Al contrario del soggetto che teme il giudizio altrui, chi ne è dipendente raramente o comunque in maniera minima, si comporta in base a quanto desidera.

In maniera preponderante , egli tende a focalizzarsi sul probabile giudizio degli altri e se non riesce, a suo dire, a comportarsi come “dovrebbe” allora è convinto che verrà giudicato pesantemente.

Doverizzazioni e senso di colpa

Sono alla base del timore dell’opinione altrui, in molti casi la persona ha avuto una educazione fondata sul dovere e sui sensi di colpa se non attua quanto richiestole.

Questo senso di colpa che si attivava quando non rispondeva alle aspettative genitoriali durante l’infanzia si ripercuote nel tempo attivando  un sistema di doverizzazioni che continua nell’adulto e viene generalizzato verso tutti.

In pratica, il dover essere in un certo modo non è qualcosa che riguarda soltanto la persona verso chi l’ha cresciuta, ma anche verso quei “tutti” che in realtà sono un’entità astratta e ideale inesistente.

Inesistente perché è impossibile che un insieme di persone possano avere la stessa identica opinione su chicchessia.

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Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA
Psicologa, Psicoterapeuta, Ipnotista Ericksoniana
Studio in Via Marche, 71 a Senigallia (An)
Cell. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

laurapedrinelli@libero.it

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