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La resistenza al cambiamento. Perché può essere difficile accettare un cambiamento? (con audio dell’articolo)

La resistenza al cambiamento. Perché può essere difficile accettare un cambiamento? (con audio dell'articolo)

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Che cosa significa resistere al cambiamento?

Nella vita ci troviamo davanti tante vicissitudini, tante situazioni che col tempo possono cambiare anche drasticamente. Non per tutti è facile accettare quel cambiamento e adattarsi, ma anche nelle persone che vivono le variazioni come stimoli, può succedere che qualche volta questi cambiamenti non siano ben accetti.

Che cosa può cambiare nella nostra vita?

Cambiamenti nel lavoro: può succedere che ci troviamo a dover cambiare professione,  ruolo oppure un tipo di mansione all’interno dello stesso ruolo.

Cambiamenti nella vita privata: possiamo trovarci a cambiare casa, città, regione o addirittura Stato. Possiamo cambiare partner o amici, possiamo trovarci anche a dover “cambiare” un nostro caro animale, per la scomparsa di quello precedente.

Cambiamenti personali: i cambiamenti possono riguardare anche noi stessi;  l’età ci può portare modificazioni fisiche, possiamo contrarre  una malattia o un infortunio che cambia per un periodo o per sempre la nostra quotidianità. In base alle diverse esperienze muterà anche il nostro carattere, il modo di gestire le relazioni e i diversi accadimenti. Ogni situazione diversa può cambiare la nostra quotidianità o il nostro stile di vita facendo sì che le abitudini ormai consolidate debbano venir riprogettate per gestire le nuove situazioni fisiche, ambientali e/o psicologiche.

Perché può essere difficile accettare un cambiamento?

Di seguito sono elencate alcune motivazioni per cui il cambiamento può essere vissuto in modo complesso e spesso ostacolante.

  1. Una motivazione può venire dalla naturale attitudine di tutti gli organismi viventi all’omeostasi cioè al serbare le proprie caratteristiche, anche quando mutano alcuni requisiti esterni dell’ambiente, attraverso meccanismi di autoregolazione. In pratica, vi è una naturale propensione a mantenere le proprie abitudini.
  2. Il cambiamento può suscitare la paura di perdere la stabilità ottenuta, proprio perché comporta il mutare delle condizioni già esistenti, di quelle condizioni che avevano contribuito a creare quella solidità.
  3. Alcune persone sviluppano un attaccamento ad alcuni schemi mentali ed esperienziali che trasmettono loro sicurezza nell’affrontare le diverse situazioni. Questi schemi, però, spesso interferiscono con la possibilità di affrontare nuovi apprendimenti.
  4. In altri casi, si tende ad applicare sempre la stessa soluzione poiché si pensa sia la migliore e che possa risolvere ogni problema, trovarsi a dover cambiare quella modalità può essere per la persona davvero difficile.
  5. La passività può essere un altro ostacolo al cambiamento, vi sono persone che preferiscono che le cose trovino da sole una loro soluzione, che siano altri ad attivarsi, piuttosto che farlo loro stesse.
  6. In ultimo, ci sono persone che credono di accettare qualsiasi cambiamento, mentre invece, quando è il momento, tendono a voler far cambiare gli altri non vedendo le proprie rigidità, ma soffermandosi soltanto su quelle dei loro interlocutori. Alla base possono esserci convinzioni sbagliate o apprendimenti mancati che influenzano il soggetto nelle sue decisioni e nel modo col quale si approccia alla novità e al cambiamento.

Come si comporta il soggetto quando teme il cambiamento?

La persona può sperimentare la difficoltà a fidarsi dell’altro o della nuova situazione. I pensieri più frequenti sono quelli che riguardano la preoccupazione o la certezza che quel nuovo metodo, quella nuova casa o quei nuovi amici non andranno bene. Si vagliano le diverse possibilità sempre massimizzando gli sviluppi negativi e non vedendo le potenzialità o osservandole con un filtro attenuante.

L’individuo che vive in modo difficile quel cambiamento può ostacolarlo direttamente, cercando in tutti i modi di evitarlo o di annullarlo oppure può fingere di accettarlo, ma in realtà produrrà nel tempo solo pensieri pessimistici verso la nuova situazione.

In altri casi, dopo un periodo di ostracismo la persona si rende conto degli agi di quel cambiamento e inizia ad accettarlo. In base al carattere del soggetto ci sarà un miglior o minor adattamento.

Qual è la reazione psicologica  al cambiamento non accettato?

Ci sono persone che tengono tutto dentro di sé, vivendosi un mare di emozioni forti che magari si ripercuotono in disturbi del sonno, della digestione, maggior nervosismo, facile irritabilità e tutti quei sintomi collegati con un forte stress.

Altre persone, invece, ne parlano continuamente, cercando così di sfogare quella tensione che stanno vivendo internamente.

Anche il chiedere molte informazioni circa la situazione che andrà variando è un comportamento che si attiva per valutare se ci si potrà fidare di quella nuova persona o ambiente oppure se sarà davvero la soluzione più giusta a cui il soggetto riuscirà ad adattarsi.

Come affrontare la resistenza al cambiamento?

  1. Osservarsi, vedere i propri comportamenti e ascoltare le motivazioni che si stanno verbalizzando circa quel tipo di cambiamento. Dobbiamo osservarci e ascoltarci come se fossimo distaccati e ci guardassimo da fuori.
  2. Comprendere quali sono i reali motivi per cui facciamo fatica ad accettare quel cambiamento: paura del nuovo, timore di non riuscire a fare cose diverse, esperienza già vissuta in modo negativo che si teme di ripetere allo stesso modo o cos’altro?
  3. Confrontarci con persone di fiducia per valutare oggettivamente la situazione, sentire persone diverse che possono darci pareri anche differenti dal nostro. Evitare le persone che la pensano sempre come noi,  altrimenti, cercheremo soltanto conferme e non pensieri diversi!
  4. Utilizzare le nostre paure, le nostre ansie, i nostri timori per superarli o compensarli. La rabbia, il dolore o la paura del cambiamento possono diventare volontà di muoversi per reagire e riuscire a trovare un adattamento.
  5. Se invece abbiamo capito che quel cambiamento proprio non fa per noi, allora ascoltiamo le nostre emozioni e utilizziamole per reagire, per trovare scelte più adatte. È sempre bene chiedersi quale sia la scelta più giusta per noi.

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Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA
Psicologa, Psicoterapeuta
Studio in Via Marche, 71 a Senigallia (An)
Cell. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

laurapedrinelli@libero.it

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