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Un esercizio di stimolazione cognitiva da svolgere individualmente e in gruppo (con audio dell’articolo)

Un esercizio di stimolazione cognitiva da svolgere individualmente e in gruppo (con audio dell'articolo)

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Un’attività importante da fare con gli anziani per stimolare il ragionamento, il linguaggio, l’attenzione e la memoria è rappresentata dall’esercizio di ragionamento presente  nell’immagine allegata a questo articolo.

Un esercizio tanto semplice quanto divertente e utile per l’anziano

Fra le situazioni più deleterie per il decadimento cognitivo nella persona anziana la noia e la pigrizia mentale hanno un posto rilevante.

Riuscire a stimolare l’anziano attraverso attività che lo divertono e  incuriosiscono è fondamentale.

Spesso ci si concentra sempre sulle stesse attività perché sono quelle che la persona anziana gradisce e svolge con più entusiasmo, alcuni esempi sono: giocare a carte, ascoltare musica, far colorare.

Ogni attività è  un grande stimolo, ma se tendiamo a ripetere sempre le stesse finiamo per non sollecitare mai o molto poco alcune abilità cognitive. Inoltre, la persona anziana può svolgere determinate attività in modo automatico, perché oramai le conosce molto bene, limitando ancora di più il lavoro mentale.

L’importanza della programmazione e della eterogeneità delle attività di stimolazione cognitiva

Svolgere animazione professionale con l’anziano significa programmare le attività in modo da poterlo sollecitare attraverso stimoli efficaci e diversi.

L’anziano è spesso abitudinario, ma purtroppo l’abitudine è la cosa più dannosa per le nostre funzioni mentali perché ci fa lavorare col minimo impegno cognitivo poiché più ripetiamo le stesse attività e più le conosciamo bene e tendiamo a dare le stesse risposte, a fornire gli stessi comportamenti.  Di conseguenza, possiamo effettuare gli esercizi impegnandoci molto meno rispetto alle attività nuove che invece, proprio perché tali, richiedono maggior attenzione.

E’ quindi fondamentale creare una programmazione che preveda l’inserimento di esercizi nuovi e la maggior complessità o eterogeneità di quelli vecchi.

Il livellamento cognitivo

Il livellamento cognitivo avviene quando in un gruppo si svolge una stimolazione cognitiva che non considera le differenti abilità mentali. In questo modo, effettuando esercizi che riguardano un livello basso o medio di prestazioni mentali, generalmente quelle più fruibili da tutti, si penalizzano le persone che invece possono ambire a performance più complesse oppure che hanno un maggiore o più veloce potenziale riabilitativo rispetto ad altre.

Al contrario, può succedere che si svolgano attività routinarie di bassa stimolazione con persone meno recettive e si privilegino programmazioni più eterogenee e produttive con gli anziani maggiormente abili. Anche in questo caso, si crea un livellamento e un depotenziamento dei soggetti più deboli che non vengono rafforzati mentalmente o aiutati a rallentare il decadimento cognitivo.

Per questo motivo, la programmazione aiuterà a far svolgere attività uguali nel gruppo e attività con difficoltà diverse nel lavoro individuale. Per esempio, se utilizzo un esercizio carta e penna posso distribuire stimolazione differenti pur con la stessa tipologia di lavoro.

Si possono creare anche gruppi di attività diverse, facendo sempre attenzione ad alternare i gruppi eterogenei (quelli con livelli di abilità differenti) con i gruppi omogenei (quelli creati in base alla performance, che contengono membri con potezialità affini) in modo da non produrre un clima selettivo e allo stesso tempo dare la possibilità a tutti di crescere e di socializzare.

La spiegazione dell’esercizio di stimolazione del ragionamento

Come anticipato in altri articoli, ogni esercizio focalizza maggiormente una abilità mentale da stimolare, ma contemporaneamente esso farà lavorare l’anziano su diverse sollecitazioni poiché è impossibile diversamente.

In questo caso, l’esercizio si basa sul ragionamento, ma per poter ragionare su quale sia l’oggetto a cui si riferiscono le descrizioni bisogna anche porre attenzione, ricordare specifici concetti ed esprimersi verbalmente (in modo scritto o parlato). Ovviamente anche le altre abilità mentali vengono sollecitate.


Questo esercizio è presente nel libro Attività di animazione con gli anziani, cliccando sul link potrai visitare la pagina con le descrizioni del manuale.


Come svolgere l’esercizio di ragionamento per la stimolazione cognitiva dell’anziano

Fase 1:  si dicono o si scrivono in un foglio tre o quattro descrizioni riguardanti un dato oggetto o una città o una persona, per esempio.

Fase 2: si chiede all’anziano di capire di che cosa si stia parlando. E’ fondamentale che gli oggetti da indovinare siano molto vicini alla realtà della persona anziana. Successivamente si potranno aggiungere obiettivi un po’ più complessi.

Fase 3: se l’anziano non riesce a comprendere l’oggetto in questione, lo si può aiutare fornendogli ulteriori descrizioni più dirette possibile, ma senza dargli la risposta giusta. Se rispondiamo noi al suo posto, gli mandiamo il messaggio indiretto che non è capace e gli togliamo il divertimento del gioco.

Per questo motivo è importante partire da oggetti molto semplici e facilmente indovinabili per rendere successivamente il gioco più complesso. Al contrario, è possibile che l’anziano si stanchi del gioco e non lo voglia più svolgere oppure si rattristi per non riuscire a trovare la parola giusta.

Inoltre, ogni volta che ci sostituiamo a lui fornendogli la risposta, lo lediamo nella sua autostima, lo facciamo sentire incapace.

Per l’attività individuale

Si può svolgere l’esercizio utilizzando delle fotocopie o sul libro stesso, oppure potete inventare voi delle descrizioni su una serie di oggetti.

Se la persona anziana ha problemi di vista o di manualità, questa attività si può svolgere anche soltanto a voce. In questo caso, più che mai, è importante evitare di dare descrizioni troppo lunghe e di non superare il numero di tre. La quarta definizione può essere utilizzata se l’anziano non trova la risposta giusta.

Per l’attività di gruppo

E’ sempre bene scrivere ogni descrizione perché quando ci sono più partecipanti la persona anziana fa maggior fatica a tenere la concentrazione e a sentire. Per questo motivo, servirsi di una lavagna o di un foglio di carta grande in modo che tutti possano vederlo.  Cercate di far parlare tutti e di evitare antagonismi esagerati.

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Laura Pedrinelli Carrara
Psicologa Psicoterapeuta
Via Marche, 71 Senigallia

Tel. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

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