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Un’attività importante da fare con gli anziani per stimolare il ragionamento, il linguaggio, l’attenzione e la memoria è rappresentata dall’esercizio di ragionamento presente nell’immagine allegata a questo articolo.
Nell’immagine la persona anziana ha a disposizione alcune forme geometriche che deve inserire in una scatola nell’apertura che corrisponde a quella specifica forma. Se si tenta di inserire la forma sbagliata, questa non entrerà nell’apertura e quindi nella scatola.
Si tratta di un esercizio tanto utile quanto divertente per l’anziano perché lo porta a svolgere un ragionamento che tenga conto della forma, del verso in cui inserirla e della corrispondenza con il foro nella scatola.
E’ basilare anche comprendere se l’anziano utilizza il ragionamento o prosegue per prove ed errori, comunque sia sarà sempre stimolante per lui.
Riuscire a stimolare l’anziano attraverso attività che lo divertono e incuriosiscono è fondamentale.
Fra le situazioni più deleterie per il decadimento cognitivo nella persona anziana la noia e la pigrizia mentale hanno un posto rilevante.
Spesso ci si concentra sempre sulle stesse attività perché sono quelle che la persona anziana gradisce e svolge con più entusiasmo, alcuni esempi sono: giocare a carte, ascoltare musica, colorare.
Ogni attività è un grande stimolo, ma se tendiamo a ripetere sempre le stesse finiamo per non sollecitare mai o molto poco alcune abilità cognitive. Inoltre, la persona anziana può svolgere determinate attività in modo automatico, perché ormai le conosce molto bene, limitando ancora di più il lavoro mentale.
L’importanza della programmazione e della eterogeneità delle attività di stimolazione cognitiva
Svolgere animazione professionale con l’anziano significa programmare le attività in modo da poterlo sollecitare attraverso stimoli efficaci e diversi.
L’anziano è spesso abitudinario, ma purtroppo l’abitudine è la cosa più dannosa per le nostre funzioni mentali perché ci fa lavorare col minimo impegno cognitivo poiché più ripetiamo le stesse attività e più le conosciamo bene e tendiamo a dare le stesse risposte e produrre gli stessi comportamenti. Di conseguenza, possiamo effettuare gli esercizi impegnandoci molto meno rispetto alle attività nuove che invece, proprio perché tali, richiedono maggior attenzione.
E’ quindi fondamentale creare una programmazione che preveda l’inserimento di esercizi nuovi e la maggior complessità o eterogeneità di quelli vecchi.
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Il livellamento cognitivo
Il livellamento cognitivo avviene quando in un gruppo si svolge una stimolazione cognitiva che non consideri le differenti abilità mentali. In questo modo, effettuando esercizi che riguardano un livello basso o medio di prestazioni mentali, generalmente quelle più fruibili da tutti, si penalizzano le persone che invece possono ambire a performance più complesse oppure che hanno un maggiore o più veloce potenziale riabilitativo rispetto ad altre.
Al contrario, può succedere che si svolgano attività routinarie di bassa stimolazione con persone meno recettive e si privilegino programmazioni più eterogenee e produttive con gli anziani maggiormente abili. Anche in questo caso, si crea un livellamento e un depotenziamento dei soggetti più deboli che non vengono rafforzati mentalmente o aiutati a rallentare il decadimento cognitivo.
Per questo motivo, la programmazione aiuterà a far svolgere attività uguali nel gruppo e attività con difficoltà diverse nel lavoro individuale. Per esempio, se utilizzo un esercizio carta e penna posso distribuire stimolazione differenti pur con la stessa tipologia di lavoro.
Si possono creare anche gruppi di attività diverse, facendo sempre attenzione ad alternare i gruppi eterogenei (quelli con livelli di abilità differenti) con i gruppi omogenei (quelli creati in base alla performance, che contengono membri con potenzialità affini) in modo da non produrre un clima selettivo e allo stesso tempo dare la possibilità a tutti di crescere e di socializzare.
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