Nei precedenti articoli abbiamo approfondito che cosa è il confronto sociale, cosa si intende per confronto sociale tossico e quali sono le ripercussioni psicologiche. Se non li hai ancora letti, ti inserisco al termine del brano i 3 titoli su cui puoi cliccare per aprire le rispettive pagine.
In questo scritto ti indicherò alcune strategie davvero efficaci per poter evitare di entrare nella spirale del confronto sociale disfunzionale o tossico e per poterlo evitare.
Se vuoi veramente smettere di trascorrere la vita paragonandoti all’altro e temendo di essere mal giudicato se non ti conformi, ti consiglio alcune tattiche che potranno migliorare il tuo benessere e l’interazione con gli altri.
Le strategie psicologiche endogene
Per strategie psicologiche endogene si intendono tutte quelle tecniche che utilizzano le risorse interne del soggetto come le strategie mentali, la gestione emotiva e la crescita personale.
- Focalizza i tuoi miglioramenti
Non valutare i tuoi progressi osservandoti rispetto agli altri.
Per esempio: invece di chiederti “Sono stato performante come Giorgio?
Ristruttura il pensiero in modo più funzionale: “Non mi interessa essere come Giorgio, mi interessa valutare se in questa situazione ho migliorato qualcosa rispetto alla volta precedente e, se non è così, che cosa posso cambiare del mio comportamento per migliorare.
2. Alimenta la tua autostima
Dai un valore alle tue risorse, ai tuoi pregi, a ciò che ti riesce bene fare, ai tuoi principi, fallo in base alla qualità oggettiva che hanno e non in confronto all’altro e alla sua percezione e considerazione di te.
3. Utilizza in modo funzionale i successi altrui
- Focalizza i successi degli altri come opportunità da cui apprendere e non come traguardi per te irraggiungibili o mancanti.
- Evita di sviluppare invidia, non desiderare ciò che ha l’altro ma prendi spunto dall’altro per comprendere che anche tu puoi raggiungere i tuoi traguardi.
Non approcciarti in modo negativo davanti ai risultati positivi degli altri. Invece di coltivare il pensiero disfunzionale: “Perché lui sì e io no?”, dì a te stesso: “Se l’altro riesce a raggiungere i propri obiettivi posso farcela anche io! Lui/lei mi sta indirettamente mostrando che ci sono più strade, io posso trovare la mia”
- Considera la soggettività
Ogni persona è un micro cosmo e questo produce le numerose differenze soggettive che ci sono fra gli individui. La soggettività non è altro che un insieme di aspetti specifici della persona che possono essere simili o diversi da qualunque altra e possono riguardare aspetti come: la diversità caratteriale, le diverse risorse personali, i diversi tempi di reazione, i diversi contesti familiari/sociali, la diversa motivazione, le diverse possibilità economiche e così via. Ognuno vive e affronta esperienze, opportunità e difficoltà a modo proprio.
Non puoi paragonarti all’altra persona solo perché avete la stessa età e lo stesso titolo di studio, per fare un esempio, perché ci sono molti aspetti soggettivi che vanno a diversificare i risulti ottenuti. È anche possibile che se l’altro è molto bravo in un campo tu lo sei in un altro.
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5. Evita di idealizzare gli altri e/o le loro vite
Non esiste la vita perfetta, ogni percorso di vita ha i suoi alti e bassi. Stai idealizzando ciò che osservi o ciò che l’altro ti sta mostrando (soprattutto sui social) ma dietro a quei successi ci sono sicuramente anche momenti di crisi, di dolore, di rifiuto, di insicurezza, di paura piuttosto che errori, incomprensioni, vuoti.
Una strategia è quella di mettere tutto in discussione e di limitare il tempo che dedichi ai social o all’osservazione degli altri. In questo modo, diminuirai la possibilità dei confronti superflui e frustranti e del vissuto di inadeguatezza.
6. Impara a dare il giusto valore alle tue risorse
Focalizza in modo positivo gli obiettivi raggiunti (diploma, laurea, specializzazione, lavoro, patente, casa propria, non vivere più con i genitori, ecc.). Non dare nulla per scontato, ogni step della tua vita che hai ottenuto è un obiettivo raggiunto e merita di essere valorizzato.
Spesso, chi ha poca autostima tende a vivere i propri progressi come scontati, come qualcosa che ha poco valore perché “ce li hanno tutti”(anche no!) o come dovuti alla fortuna o al fatto che si è “impostori”. In quest’ultimo caso, si crede che tutto ciò che si è ottenuto è perché si è riusciti a convincere gli altri di avere risorse che in realtà non si hanno; come se gli altri fossero tutti dei creduloni e non si rendessero conto da soli, col tempo, delle reali risorse dell’altro.
Cerca sempre di porre attenzione a ciò che possiedi e hai costruito, in questo modo solleciterai lo spostamento del focus dalla mancanza alla consapevolezza di ciò che hai.
7. Insegui obiettivi possibili e che desideri davvero
In diversi casi si tende a mirare verso obiettivi molto elevati oppure non voluti realmente, ma ricercati perché li ha raggiunti l’altro e per sentirsi altrettanto validi si pensa di doverli ottenere.
Valuta in maniera realistica quali obiettivi vuoi raggiungere, utilizza gli obiettivi raggiunti dall’altro come stimolo a focalizzare meglio i tuoi e a trarne maggiore motivazione.
Non cercare di copiare gli obiettivi dell’altro perché vivresti una vita non tua e probabilmente non ne saresti neanche appagato. Aumenta la consapevolezza su ciò che desideri davvero e che rappresenta in realtà il meglio per te.
8. Impara ad accettarti con pregi e difetti
Nessuno è perfetto e nessuno vale più dell’altro: valiamo tutti 1 perché siamo una persona. Riconosci le tue risorse e accetta di avere dei limiti proprio perché sei un essere umano. Più sminuisci i tuoi pregi e ingrandisci i tuoi difetti e maggiormente ti sentirai inadeguato.
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Le strategie psicologiche esogene
Per strategie psicologiche esogene si intendono tutte quelle tecniche che utilizzano le risorse esterne dell’individuo come l’esposizione graduale o la diversa reazione ad uno stimolo disturbante.
- Evita gli ambienti competitivi
Gli ambienti competitivi tendono a sollecitare un clima di confronto disfunzionale e eccessivo basato sul dover raggiungere determinati livelli sempre più alti. Questo modo di vivere le situazioni o di approcciarsi agli eventi tende a sviluppare vissuti basati sulle mancanze, sugli obiettivi non raggiunti e sulla focalizzazione dell’errore come fallimento.
Cerca di avere il pensiero aperto a varie possibilità mettendo sempre un punto interrogativo alle frasi negative o ai pensieri negativi. Per esempio: “È una situazione altamente difficile, non ci potrò riuscire!”
Puoi farlo diventare: “È davvero una situazione altamente difficile da cui non potrò uscire? Magari posso valutare altre soluzioni.”
2. Riduci il più possibile l’interazione con le persone competitive
Le persone competitive, tendono a focalizzare le situazioni in modo nocivo, sottolineando i tuoi limiti e gli ostacoli e provocando emozioni di impotenza, frustrazione, rabbia, ansia e paura.
Limita la frequenza di soggetti che tendono spesso a metterti alla prova o a mostrarti direttamente/indirettamente che loro sono più performanti di te o alimentandoti la competitività in generale.
3. Evita il confronto col soggetto “tossico relazionale”
Interrompi il processo di paragone soprattutto quando l’altro è un soggetto disfunzionale, quindi: super performante, iper critico, giudicante, disprezzante, sminuente, centrato su di sé, non empatico, non veramente supportivo e che non ascolta i tuoi bisogni.
4. Stimola la tua socializzazione
Spesso quando non ci si sente così validi come l’altro oppure l’altro è il nostro strumento di paragone che ci ricorda quanto siamo inadeguati, tendiamo ad evitare le situazioni sociali. Non evitare riunioni, cene, cerimonie o quant’altro ti faccia sentire troppo esposto o non all’altezza degli altri o di alcuni di loro. Al contrario, cerca di attuare l’esposizione graduale, inizia ad andare ad alcuni eventi e a cestinarne altri per poi aumentare sempre di più la partecipazione alle situazioni sociali.
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