La parola stress deriva dal latino strictus, e significa stretto, serrato, compresso.
Nel 1936 il dr. Selye spiegò llo stress come una risposta, generale e aspecifica, del nostro organismo alle richieste provenienti dall’’ambiente.
Lo stress è quindi una risposta fisiologica e psico-comportamentale dell’organismo, di tipo adattivo e difensivo, ad ogni richiesta che gli viene effettuata.
La richiesta avviene da vari stimoli chiamati agenti stressanti (stressor) che possono essere ambientali (climatici, strutturali, ecc.), fisici (muscolari, sessuali, ecc.) o psicologici (emozionali, decisionali, ecc).
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In che modo si sviluppa lo stress?
La risposta del nostro organismo è sempre la stessa ed è la conseguenza di una reazione difensiva dell’organismo denominata Sindrome Generale di Adattamento (SGA) e si sviluppa in 3 fasi:
- Fase di allarme: nella quale avvengono determinate modificazioni biochimiche ormonali.
- Fase di resistenza: dove inizia l’organizzazione funzionale dell’organismo per difendersi o adattarsi alla stimolazione che continua ad avvertire.
- Fase di esaurimento: quando avviene il crollo delle difese e l’incapacità di adattarsi ulteriormente a delle richieste che continuano a giungere e lo fanno in modo rilevante. In pratica la stimolazione avviene per lungo tempo e per elevata intensità.
Lo stress negativo e lo stress positivo: il distress e l’eustress
Inizialmente, perciò, proviamo uno stress positivo (Eustress) che ci consente di attivarci maggiormente e assolvere alle richieste che sopraggiungono. Successivamente, invece, se continuano le richieste al nostro organismo prevale lo stress negativo (Distress).
Quali sono le cause dello stress (gli stressor)?
- Fattori ambientali (suoni, luce, caldo/freddo, rumore, ecc)
- Fattori fisici (malattia, dolore, handicap, ecc)
- Fattori psicologici (comportamentali: dinamiche relazionali conflittuali, interazioni lavorative difficili, modalità di controllo degli eventi; cognitivi: soggettività di risposta alle diverse situazioni stressanti, valori personali, stili di coping, ecc. ; psichici: difese intrapsichiche maggiormente utilizzate, conflitti irrisolti, dinamiche affettive, perdite affettive, ecc.)
- Fattori funzionali (pressioni lavorative, stili di vita acquisiti, cambiamenti, ecc)
E’ importante sottolineare la soggettività della percezione dello stress, sia per motivi ambientali, che fisici, che psicologici.
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A livello ambientale non tutti risentiamo allo stesso modo del tipo di clima (alcune persone sono più freddolose, per esempio) o del tipo di luce.
A livello fisico in base alla prestanza della persona ci saranno carichi diversi di peso che vengono sopportati o resistenza diversa in caso di malattia.
A livello psicologico, in base alla personalità del soggetto ci saranno minori o maggiori aspettative, diversa modalità di adattamento a circostanze stressanti e diverso modo di reagire a situazioni conflittuali).
In pratica: ciò che è molto stressante per una persona, può esserlo poco per un’altra e per nulla per un’ altra ancora.
I sintomi dello stress
Lo stress non è una malattia, ma può causare problemi di salute mentale e fisica (come ad esempio depressione, esaurimento nervoso e cardiopatie) se si manifesta con intensità per periodi prolungati.
Sintomi Fisici: (accertata eziologia non organica):
Tachicardia, aumento pressione del sangue, ipersudorazione, disturbi del sonno, disturbi dell’appetito, mal di testa, dolore da tensione muscolare, abbassamento delle difese immunitarie, disturbi digestivi, disfunzioni sessuali, ecc.
Sintomi Psicologici:
Agitazione, ansia, difficoltà di concentrazione, difficoltà nel mantenere i dati in memoria, forte stato di apprensione, impulso di fuga dal dilemma della scelta, umore depresso, calo del desiderio sessuale, stanchezza mentale, facile irritabilità, attacchi di panico, ecc.
Che cosa è lo stress lavoro correlato?
È lo stress legato all’attività lavorativa che si manifesta quando le richieste dell’ambiente di lavoro superano la capacità del lavoratore di affrontarle (o controllarle).
Tra le cause più frequenti: l’introduzione di nuove tecnologie, per le quali spesso i lavoratori non si sentono adeguati, e la precarietà.
4,58 milioni: i lavoratori italiani esposti a stress lavoro-correlato, secondo i dati dell’Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro).
I sintomi più frequenti sono disturbi depressivi e ansiosi e sono soprattutto le donne ad accusare sintomi da stress lavoro-correlato.
La difficoltà nelle rilevazioni sta nel determinare quanto lo stress sia da attribuire solo all’ambiente lavorativo o anche alla sfera personale.
Da studi condotti su scala europea emerge che lo stress è il secondo problema di salute legato all’attività lavorativa ed incide per il 50-60% sul totale delle giornate lavorative perse.
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Lo stress può essere indotto da problemi relativi al luogo di lavoro quali:
- Mancanza di adeguati comfort ambientali,
- conflitti con i colleghi o con i datori di lavoro,
- ruoli lavorativi non ben delineati
- la limitazione della crescita personale per il sottoimpiego delle capacità individuali,
- carichi e ritmi di lavoro, orario e turni,
- livelli di sicurezza non adeguati,
- la monotonia del lavoro,
- la paura di perdere il lavoro,
- La precarietà lavorativa.
Effetti dello stress sul lavoro individuale
Atteggiamento negativo verso:
- Gli stimoli al cambiamento
- Le richieste di adattamento a nuove situazioni
Esecuzione rituale dei compiti: ritualità = mancanza di attenzione
Decisioni conflittuali (incertezza, ansia, vacillare della discussione)
Scissione operatore – lavoro: strutturazione del problema e non presa in carico. Es. pianificare i lavori e intervenire o assistere senza valutare la presenza di clienti insofferenti o agitati.
Effetti dello stress sul lavoro di gruppo
- Riduzione dell’efficienza
- Improvvisazione
- Aumento della conflittualità
- Immagine di lavoro approssimativo
- Difficoltà o rallentamento a livello cognitivo: nella concentrazione, nel pensiero, nel ragionamento, nella memoria, ecc.
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