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Il Mandala in psicoterapia (con audio dell’articolo)

Lutilizzo del mandala in psicoterapia

PUOI ASCOLTARE LA LETTURA DEL BRANO IN QUESTO AUDIOARTICOLO

In questo articolo potrai comprendere che cosa è il Mandala e come avviene il suo utilizzo in psicoterapia.

Che cosa è il Mandala?

Il Mandala è una immagine grafica, con contorno generalmente circolare o quadrato e una serie di disegni all’interno. Disegni che possono essere semplici, come quelli di un bimbo, o complessi, cioè contenenti forme geometriche o immagini figurative più articolate.

Per la teoria junghiana, il Mandala si presenta spontaneamente nel soggetto all’interno dei suoi sogni o attraverso l’immaginazione attiva. E’ composto da forme geometriche simbolicamente rilevanti come il cerchio, il quadrato o il triangolo e con un centro ben definito. Ogni elemento manifesta un valore simbolico importante per il soggetto che lo ha disegnato.

I Mandala sono tipici della tradizione dei monaci buddisti tibetani che li costruiscono da secoli, con sabbie colorate e altri elementi naturali, con l’obiettivo di richiamare, contenere e integrare alcuni tipi di energia.

Perché fare un percorso col Mandala in psicoterapia

Lavorare professionalmente col Mandala significa utilizzare una tecnica che:

  • facilita il contatto con se stessi, 
  • stimola l’espressione spontanea di sé, 
  • aiuta a comprendere meglio se stessi e le proprie risorse.

Carl Gustav Jung fu il primo a riconoscere nel Mandala un potenziale terapeutico portandolo così alla conoscenza del mondo occidentale in campo psicologico.

Per lo psicoanalista svizzero, il Mandala agevola nell’individuo che lo crea il rapporto tra il sé e il proprio ego, cioè il contatto intrapsichico.

Il suo utilizzo in psiconcologia

In altri settori, studi psiconcologici specifici hanno dimostrato l’effetto positivo del Mandala nei pazienti in cura con chemioterapici. Si è riscontrata, infatti, la diminuzione dei sintomi dovuti ai farmaci oncologici e la minor presenza di distress (lo stress negativo) nei pazienti che coloravano i Mandala prima e/o durante le chemioterapie.

Il suo utilizzo nella gestione dello stress

Il Mandala può essere utilizzato per la gestione dello stress proprio per le sue caratteristiche rilassanti. Colorare un Mandala produce serenità, fa fermare il tempo, ci riporta a quando da bambini coloravamo e ci piaceva molto.

Ogni Mandala colorato è un bel Mandala perché ci rimanda bellezza e serenità. Ovviamente è importante approcciarsi col desiderio di rilassarsi, di staccare. Se lo coloriamo mentre ascoltiamo la televisione, guardiamo il telefonino e controlliamo i figli che giocano e litigano sarà ben difficile che possa avere un effetto rilassante.

Impariamo a ritagliarci anche solo 15 minuti di relax in cui stacchiamo tutto, in cui ci dedichiamo solo a noi stessi. Non è possibile che non troviamo mai almeno 15 minuti per il nostro benessere, se è davvero così allora stiamo continuando a nutrire il nostro forte stress e non ci facciamo del bene.

Mandala e Meditazione

Di fatto, colorare un Mandala, per i particolari disegni di cui è composto, produce uno stato mentale molto vicino alla meditazione.

La meditazione non è altro che concentrazione in assenza  di pensieri logoranti che produce benessere e l’abbassamento dei livelli di stress.

Chi può lavorare col Mandala?

A livello psicoterapeutico, nel mio studio, utilizzo il Mandala con le persone che possono trarne giovamento, cioè che hanno nell’uso dei simboli, dei colori e/o del disegno un canale psicologico espressivo.

Molte persone non sanno di avere questa potenzialità, che in realtà è propria della maggior parte degli individui; poiché il disegno e il colorare è tra le prime forme di creatività dell’essere umano che si sviluppa già nell’infanzia, età dove la spontaneità prevale e il contatto con se stessi è più diretto.

Non bisogna essere portati per il disegno o avere una vena artistica.

 Nel percorso che svolgo, il Mandala va primariamente colorato e solo in un secondo momento si procede col disegnarne uno proprio.  Il disegno che si andrà a fare, comunque, non richiede alcuna tecnica o particolare abilità, ma solo la motivazione a lavorare su di sé e ad esprimersi liberamente.

Si lavora col disegno psicologico e non con quello artistico

Non interessa l’accuratezza delle forme, ma i loro significati, perciò posso basarmi su disegni geometrici oppure, o anche, disegnare persone solo con tratti dritti e un tondino.

Sarà importante comprendere che emozioni sto esprimendo, che significati attribuisco a quei gesti grafici, non come ho rappresentato il disegno.

Come avviene la psicoterapia col Mandala?

Il percorso psicoterapeutico, quando si avvale di questo strumento, si basa su tre aspetti fondamentali che si sviluppano in itinere:

  • I colori
  • Il disegno scelto
  • Il disegno creato

Attraverso queste tre dimensioni si dà modo al soggetto di:

  • approfondire le conoscenze di sé,
  • contattare ed esprimere le emozioni,
  • migliorare la propria autostima,
  • diminuire la percezione di stress,
  • rafforzare il proprio Io.

Questa tecnica evidenzia le risorse del soggetto e sollecita la sua spontaneità nel raccontare e raccontarsi, aiutandolo a migliorare la conoscenza e la percezione positiva di sé.

Come tutti gli strumenti psicoterapeutici, il Mandala non va focalizzato come un lavoro a se stante, ma all’interno di un percorso professionale.

Il Mandala può essere utilizzato anche per altri impieghi come la gestione dello stress, l’arte-terapia o le attività di stimolazione emotiva e cognitiva.

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Laura Pedrinelli Carrara

Laura Pedrinelli Carrara

Psicologa e psicoterapeuta con oltre vent’anni di esperienza. Aiuta le persone a ritrovare equilibrio e serenità interiore, affrontando ansia, rabbia, fobie e difficoltà relazionali con un approccio empatico e mirato. Specializzata anche in tecniche di ipnosi, accompagna chi desidera superare blocchi emotivi, migliorare l'autostima e riscoprire sé stesso.