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<Le attività appartenenti alla sezione dei laboratori linguistici comprendono esercizi che si basano sulla produzione di termini specifici e sulla loro classificazione. Sono attività verbali e numeriche che includono esercizi di stimolazione della fluidità verbale e numerica, di categorizzazione, di associazione e sollecitazioni alla produzione del pensiero creativo.
Per l’utilizzo della lavagna e l’attenzione alle nomenclature, gli esercizi linguistici possono apparire agli occhi dei partecipanti come performance di tipo scolastico, ma in realtà se ne discostano per la mancanza di giudizi e interpretazioni sui risultati e per la base principalmente ludica. (…)>
Un tipo di attività da poter fare con gli anziani per sollecitare il linguaggio
La foto, utilizzata per questo articolo, riguarda un momento di attività durante un laboratorio linguistico.
Questa attività consiste nel mostrare alla persona anziana una serie di immagini e, allo stesso tempo, di fargliele verbalizzare, di fargliele raccontare.
Le immagini possono riguardare qualsiasi cosa e si possono stampare, scegliendole su internet, oppure si può utilizzare il mazzo di carte di un gioco di società che contiene tante figure diverse.
Modalità per far svolgere l’esercizio
Scegliere se si vuol fare un lavoro di gruppo o individuale. Volendo si possono scegliere entrambi da svolgere in tempi diversi con immagini diverse.
Per il lavoro individuale
Scegliere prima le immagini che possono stimolare maggiormente l’anziano, in base alle sue necessità, poi mostrare una carta alla volta lavorando il più possibile su ogni immagine attraverso domande mirate del tipo:
Che cosa rappresenta quella immagine (chi o che cosa è, in che luogo, in che modo, ecc.).
A che cosa serve quell’oggetto, se è un animale o una persona, che caratteristiche ha (mite, aggressivo, veloce, vestito da lavoro, ecc.).
2. Chiedere se la persona ha un ricordo associato, diretto (esperienza propria) o indiretto (film visto o racconto ascoltato o situazione avvenuta ad una persona che conosce).
3. Lavorare anche con gi altri sensi; per esempio, se quell’oggetto ha un odore particolare (può trattarsi anche di un mestiere e quindi dell’odore associato), se è liscio o ruvido, se è freddo o caldo, se ha un gusto particolare.
4. Durante la somministrazione delle immagini è importante non vicariare l’anziano, non sostituirsi a lui. Se non ricorda che cosa è quell’immagine possiamo stimolarlo con degli input, alcuni esempi possono essere: CANE = è quell’animale che abbaia, come si chiama? FALEGNAME = è quella persona che lavora un materiale naturale, quello che danno gli alberi. Chi può essere?
5. E’ importante che il soggetto possa arrivare da solo alla soluzione o almeno avvicinarsi, se non ci riesce lasciar perdere e passare all’immagine successiva. Non dar peso, ma rimandarlo come una cosa che può succedere, magari la prossima volta se ne ricorderà. Nelle attività successive, stimolare l’anziano in base alle immagini che sono state incerte o non riconosciute, poi, nel lavoro successivo col linguaggio, riproporre le immagini per vedere se c’è stato apprendimento e ricordo.
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Per il lavoro di gruppo
- Utilizzare il più possibile immagini diverse da quelle adoperate per il lavoro individuale, cosicché ogni persona possa venir stimolata, e organizzare l’attività in modo che ognuno possa parlare.
- Estrarre l’immagine e presentarla assicurandosi che tutti i partecipanti riescano ad osservarla bene, con i loro tempi e modi.
- Iniziare con una domanda alla volta, attraverso un iter ben impostato che può essere predeterminato (per esempio, si sollecitano i membri del gruppo partendo da sinistra e andando verso destra) oppure occasionale (lasciare libertà a chi vuole parlare per poi stimolare direttamente quegli anziani che partecipano meno).
- Formulare le domande in base all’esempio fatto nel lavoro individuale.
Seguire i punti 2 e 3 del lavoro individuale. - Gestire nella maniera più proficua le interazioni fra gli anziani. A volte, il fatto che uno aiuti l’altro è stimolante per entrambi, altre volte diventa inibente per chi viene sostituito o troppo aiutato. Evitare anche che si crei competizione, casomai creare piccole gare fra gruppi, per rendere la competizione sportiva e non personale.
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Le abilità specifiche attivate con i laboratori linguistici
Ogni volta che si lavora anche solo su una abilità cognitiva, non si può evitare di coinvolgerne anche altre, come è giusto e proficuo che sia, comunque, volendo comprendere quali abilità vengono sollecitate in modo più specifico, gli esercizi dei laboratori linguistici riguardano soprattutto la stimolazione delle risorse cognitive e di quelle psicosociali:
A livello cognitivo
Sviluppo delle abilità linguistiche
- Fluenza verbale
- Associazione e classificazione: gli stimoli verbali proposti vengono collegati in base alla tipologia in categorie specifiche.
- Pensiero creativo.
Attenzione
Mantenimento e focalizzazione dell’attenzione.
Ragionamento
- Comprensione, calcolo e valutazione.
- Ragionamento logico.
Memoria
- Semantica: rievocazione di nomi (oggetti, animali, mestieri, ecc)
- Episodica-autobiografica: rievocazione di fatti del passato remoto o recente.
A livello psicosociale
- Socializzazione
- Confronto assertivo
- Percezione positiva di sé e del proprio ambiente
- Conoscenza di sé e dell’altro.
- Benessere e relax
* Brano ed esercizio tratti dal libro Attività di animazione con gli anziani Stimolare le abilità cognitive e socio-relazionali nella terza età di Laura Pedrinelli Carrara Edizioni Erickson Trento. Se vuoi approfondire il libro clicca sul link e potrai vedere la pagina dedicata.
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