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lutto bloccato

In psicologia la parola lutto ha un significato di mancanza più generico, perciò il lutto è rappresentato dalle emozioni negative provate non soltanto perché un congiunto ha terminato i suoi giorni, ma anche quando si è perso il lavoro, è terminata una storia sentimentale o amicale, per esempio.

In questo articolo parlerò essenzialmente di lutto come perdita di una persona cara.

Ogni lutto può produrre emozioni intense, a volte devastanti, che ogni individuo gestisce e prova in base al proprio profilo caratteriale e al tipo di legame con la persona scomparsa. Per questo motivo, ci sono persone che vivono appieno il lutto, con tutto il dolore, l’impotenza, l’angoscia e lo stato depressivo che comporta, mentre altre, all’opposto, evitano di entrare in quelle emozioni costruendosi una corazza interna.

Ovviamente, ho esplicitato soltanto due modalità estreme, ognuno di noi ha il proprio modo di affrontare la perdita di una persona cara in base al momento di vita, alla personalità, al rapporto che c’era con chi ci ha lasciato e ad altri fattori ancora.

I risvolti psicologici del lutto bloccato

Determinati comportamenti e rituali sono fondamentali per elaborare la perdita del proprio caro. L’elaborazione del lutto è composta quindi sia dal fatto di aver visto la persona amata nei suoi ultimi giorni di vita, cosa che però non sempre è possibile (pensiamo agli individui che perdono la vita negli incidenti), sia dal fatto di poter essere presenti nella camera mortuaria e/o di partecipare al suo funerale.

Ognuno di questi comportamenti è importante per iniziare il percorso di elaborazione del lutto, per cominciare a fare i conti a livello emotivo con il fatto che qualcuno che amiamo non c’è più e non potremo più rivederlo.

Nel lutto bloccato tutte queste cose sono venute a mancare oppure sono state limitate.  Per qualche motivo specifico alla storia del soggetto, non si è potuta elaborare la sua perdita o comunque iniziare a rendersene conto, a realizzare che la persona sarebbe potuta morire in un certo arco di tempo.

Un esempio è il lutto Covid dove la perdita del proprio caro avveniva, in molti casi, dopo un periodo di ospedalizzazione in cui le visite erano negate o molto limitate e gestite in modo da impedire la diffusione del virus. Inoltre, se avveniva il decesso, spesso non era possibile vedere il proprio caro e fargli il funerale.

Per questi motivi, i risvolti psicologici del lutto bloccato concernono diversi stati emotivi e psicosociali fra cui:

  • Umore depresso con facilità al pianto che perdura nel tempo.
  • Disagio nelle situazioni sociali tanto da portare spesso all’evitamento degli altri, anche di persone care.
  • Ruminazioni mentali su quanto accaduto con sensi di colpa, rabbia, impotenza e dolore fra le emozioni maggiormente provate.
  • Commutazione spontanea delle emozioni negative in sentimenti. Ciò significa che la persona non prova momenti di dolore, ma vive nel dolore; il dolore, la rabbia, la tristezza vengono provate continuamente o, comunque, in maniera preponderante.
  • Focalizzazione del pensiero a quanto accaduto raggruppando però tutti i ricordi in modo a volte confuso o comunque non totalmente obiettivo. Generalmente, si ricordano soprattutto le situazioni negative sottostimando o dimenticando quelle positive, in questo modo, prevale la sensazione devastante. 
  • Immagini mentali spontanee del proprio congiunto e dei momenti in cui si stava con lui, momenti collegati in modo preponderante alla causa del decesso o agli ultimi istanti che lo si è visto per l’ultima volta.

Differenza fra lutto bloccato, lutto negato e lutto congelato

Il lutto congelato

La persona ha vissuto in un modo o nell’altro le circostanze che hanno portato al fine vita del congiunto, quindi il processo di elaborazione del lutto si è potuto attivare ma spontaneamente è stato fermato. 

Quando un soggetto congela un lutto se ne distacca emotivamente per evitare di viverne tutte le emozioni che sarebbero per lui devastanti.

In pratica, la perdita del proprio caro è stata vissuta, in un modo o nell’altro, ma al momento il soggetto non ha le risorse psicologiche per affrontarlo, potrà averle successivamente e quindi fare i conti con quella tragica mancanza più in là nel tempo oppure farlo rimanere congelato per anni.

Il lutto negato

Un’altra reazione emotiva riguarda invece il negare un lutto, in questo caso la persona si comporta come se non ci fosse stato, evita di parlarne, di viverlo emotivamente, di confrontarsi con quanto accaduto per non fare i conti con la mancanza di quella persona.  

È possibile che parli del caro defunto al presente per diverso tempo, proprio come se fosse ancora in vita, e che si comporti come se non fosse accaduto nulla frequentando luoghi e feste in un’apparente serenità.

Come per le altre reazioni al lutto, anche la negazione può durare pochi giorni o permanere per molto più tempo.

Il lutto bloccato

Nel lutto bloccato il famigliare, o comunque la persona affettivamente legata al caro scomparso, non ha vissuto l’iter che porta ad accettare la separazione dal congiunto, non ha vissuto la sua malattia nei momenti terminali, spesso non ha visto neanche il congiunto privo di vita.

In questa circostanza è difficile avviare un processo di elaborazione del lutto che sia efficace e non si fermi alla rabbia o alla negazione.

Come elaborare il lutto bloccato?

Per poter aiutare la persona a elaborare il lutto in modo funzionale mi avvalgo di strumenti diversi che vanno dalle tecniche di verbalizzazione all’utilizzo del disegno, dalle visualizzazioni alla ipnosi naturale (o ipnosi ericksoniana) seguendo le necessità individuali della persona.

Di base, è fondamentale aiutare il soggetto a:

  1. Esprimere in modo mirato e supportato le proprie emozioni

Aiutare la persona a esternare le angosce, le paure, i sensi di colpa, la rabbia, l’impotenza, il dolore e le altre emozioni forti e devastanti invece di trattenerle oppure di verbalizzarle nel modo sbagliato. A volte, le persone rafforzano certi vissuti invece che lenirli; senza rendersene conto, rivivono determinati momenti o emozioni continuamente o comunque spesso. Elaborare un lutto non significa parlarne per rivivere quei vissuti, ma significa esprimere i propri vissuti per trovare un contenimento, un supporto, una chiave di lettura più costruttiva e per attivare quelle risorse molto importanti per il benessere della persona.

2. Comprendere in modo oggettivo ciò che veramente è successo 

Spesso, gli individui tendono a racchiudere i ricordi tutti insieme, basandosi sullo stato emotivo preponderante che è quello di dolore e di rabbia. Analizzare alcune situazioni aiuta la persona a rivedere in modo più equilibrato le dinamiche situazionali avvenute.

3. Ricostruire i pezzi che mancano

È essenziale aiutare la persona a recuperare quelle tessere del puzzle che mancano, quei giorni di vita del proprio caro a cui non si è assistito fisicamente.

Questo è un passaggio molto importante per la persona perché l’aiuta a ricostruire una parte della vita con il congiunto che manca e che è alla base del lutto bloccato.

Nell’esperienza che sto avendo con i lutti bloccati noto quanto sia importante ricreare l’esperienza mancante, seguendo i ritmi e l’indole della persona e nel pieno rispetto.

Ricostruire non significa inventare, ma dare al soggetto la possibilità di riprendersi quel tassello mancante che è alla base del suo blocco.

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Laura Pedrinelli Carrara

Laura Pedrinelli Carrara

Psicologa e psicoterapeuta con oltre vent’anni di esperienza. Aiuta le persone a ritrovare equilibrio e serenità interiore, affrontando ansia, rabbia, fobie e difficoltà relazionali con un approccio empatico e mirato. Specializzata anche in tecniche di ipnosi, accompagna chi desidera superare blocchi emotivi, migliorare l'autostima e riscoprire sé stesso.