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Il conforto è quell’atteggiamento tipico degli esseri umani, ma riscontrabile anche nei nostri amici animali, attraverso il quale gli individui trasmettono sostegno e vicinanza emotiva al soggetto in difficoltà.
Come si trasmette il conforto?
Il conforto è possibile trasmetterlo attraverso una parola, un gesto, una posizione del corpo che mette l’individuo più in prossimità dell’altro. Anche il silenzio può essere di conforto, in un momento di troppo frastuono emotivo, se è un silenzio di ascolto e di empatia.
Quando si può dare conforto?
Tutte le volte che comprendiamo che l’altro ne ha bisogno e lo desidera. Per dare conforto bisogna utilizzare l’empatia, solo attraverso l’intelligenza emotiva possiamo comprendere di cosa necessita l’altro .
Una frase della canzone di Tiziano Ferro e Carmen Consoli afferma:“… Quel conforto che ha a che fare con te”
E’ importante sottolineare, che anche se siamo bravissimi a metterci nei panni dell’altro per comprendere appieno il suo disagio emotivo e il tipo di bisogno di supporto, ciò può non essere risolutivo. Di fatto, non basta che la persona abbia un vissuto frustrante o di sofferenza per il bisogno di conforto, è fondamentale che chi è in difficoltà accetti questa situazione e comprenda l’importanza dell’apporto dell’altro.
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Ma il conforto è sempre confortante?
Sembra un giro di parole, ma in realtà non basta cercare di confortare l’altro per farlo sentire confortato.
Solo se comprendiamo la vera natura di quel disagio e il modo più indicato per quella persona di aiutarlo, possiamo davvero riuscire a confortarlo.
Due frasi della stessa canzone affermano:“… il tuo conforto
ha a che fare con me
È qualcosa che ha a che fare con me”
Per confortare l’altro dobbiamo anche metterci in gioco noi, superare alcune nostre diffidenze o paure o rigidità di pensiero.
Allo stesso tempo, il venire confortati è anche una sensazione soggettiva. Perciò, per quanto giusto possa essere il vostro conforto non è detto che l’altro si senta confortato o che lo desideri.
Il motivo è dato dal fatto che non sempre siamo pronti a ricevere. A volte alziamo dei muri di difesa invalicabili senza accorgercene. Siccome in una relazione ci sono sempre minimo due poli, se il ricevente chiude la cassetta della posta, il mittente vedrà cadere la sua bella lettera.
Ciò non significa che bisogna desistere. Se capiamo che l’altro ha bisogno di noi, possiamo sempre ritentare in un altro momento.
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Chi ha bisogno di conforto?
Praticamente tutti nella vita abbiamo o abbiamo avuto bisogno di conforto.
Dal primo pianto inconsolabile per il palloncino volato in cielo alla prima delusione d’amore, dal litigio importante in famiglia all’ultima incomprensione nel lavoro e per tanti altri motivi ancora.
Ci sono anche persone ammalate o che possiedono delle disabilità che hanno bisogno di conforto e persone anziane o anche giovani rimaste sole che necessitano di quell’apporto emotivo.
Aver bisogno di conforto non significa essere deboli o non sapercela fare da soli. Riflette soltanto il fatto che siamo essere umani e che possiamo accettare di passare dei momenti difficili in cui il supporto dell’altro può aiutarci a sentirci meno soli e meno avviliti. Stessa cosa che probabilmente faremmo noi se fosse l’altro ad averne bisogno.
Nella canzone di Ferro troviamo inoltre; “… Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio”
Solo le persone davvero coraggiose riescono a comprendere e ad accettare la situazione che stanno vivendo e il bisogno di conforto che ne consegue.
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