Col passare degli anni le nostre abilità mentali e fisiche subiscono delle variazioni, tramite questo articolo comprenderai l’importanza di attuare semplici cambiamenti per migliorare la qualità di vita della persona anziana, ma anche quella delle persone che ci si relazionano, e ottenere delle ripercussioni positive a livello cognitivo, emotivo e comportamentale.
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L’ alterazione del sistema sensoriale
Col trascorrere degli anni i nostri sensi, tatto, vista, udito, gusto e olfatto, subiscono in maniera diversa e in modo soggettivo dei cambiamenti.
La vista è generalmente il primo senso di cui, quando si altera, ci accorgiamo e che insieme all’ udito comporta maggiori limitazioni nella quotidianità se non viene compensato.
A volte, in alcuni casi o in età molto avanzata, gli occhiali non bastano e si sviluppano ulteriori problemi (come la cataratta per esempio) alcuni dei quali non sempre possono trovare una piena soluzione.
Stessa cosa per l’udito che risente maggiormente degli stereotipi culturali per cui, in diversi casi, la persona rifiuta la protesi acustica.
Il rifiuto dell’apparecchio acustico non riguarda soltanto un limite per la comunicazione ma anche dei cambiamenti relazionali e in molti casi una modificazione anche nei livelli di socializzazione con ripercussioni sul tono dell’umore e sulla percezione di sé.
Riguardo al gusto, la sua alterazione può riguardare, per esempio, l’affievolirsi dell’intensità o la variazione della qualità dei sapori percepiti sia per motivi fisiologici che per motivi diversi come l’effetto secondario di un farmaco o di una malattia.
In diversi casi, l’alterazione del gusto viene compensata spontaneamente con l’assunzione di cibi più saporiti. In realtà non sempre è una soluzione ottimale soprattutto in presenza di patologie che necessitano di una alimentazione meno carica per esempio meno sapida o meno zuccherata.
In altri casi, questa alterazione sensoriale può essere un motivo per aggravare uno scarso appetito spesso causato dalla presenza di patologie fisiche, psicologiche o mentali.
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Variare l’ambiente dell’anziano
In presenza dei limiti dati dall’età o da possibili patologie sarà fondamentale intervenire, per quanto possibile, in modo da agevolare il benessere psicofisico dell’anziano.
Con l’alterazione sensoriale molte azioni quotidiane divengono difficili se non impossibili. Considerare lo stato psicologico, fisico e cognitivo dell’anziano e apportare alcune modifiche all’ambiente e al nostro modo di interagire con la persona anziana è necessario.
Non sto riferendomi ad una ristrutturazione della casa, ma a piccoli interventi semplici e veloci che miglioreranno la sua qualità di vita e anche di chi interagisce con lui.
Spesso il benessere è fatto di piccole cose.
Alcuni cambiamenti che si possono apportare in modo semplice ed economico
In base alle specifiche problematiche della persona anziana possiamo apportare alcuni cambiamenti, ti indicherò alcune strategie riguardo alla vista, all’udito.
Vista
La vista è un senso estremamente importante per la piena autonomia della persona e quando è molto limitato può comportare in modo più probabile cadute, inciampi, diminuzione della mobilità (si cammina meno, ci si muove meno in casa per timore di farsi male). Proprio per questo, è fondamentale rendere l’ambiente intorno alla persona anziana più facilmente fruibile diminuendo la presenza di possibili ostacoli.
Strategie di variazioni all’ambiente e degli oggetti in casa
Alcune strategie per attuare delle variazioni all’ambiente semplici ed efficaci possono essere:
- In casa, individuare e diminuire il numero di ostacoli che possono intralciare e far sbattere contro i mobili o far cadere l’anziano. Per esempio, limitare le sedie allo stretto necessario, si possono spostare o accatastare. Sei sedie possono diventare 4 o 5 perché due sedie saranno accatastate. Si consiglia di non superare il numero di una sedia sopra l’altra per evitare di creare pile di sedie troppo alte e ingombranti (a meno che non vengano accantonate in un ripostiglio, per esempio).
- Scegliere mobili senza spigoli oppure applicare dei paraspigoli in gomma.
- Evitare ciabatte aperte e scegliere le pantofole che sono chiuse, si presentano come scarpe in stoffa. In questo modo si potranno limitare le cadute dovute allo sfilarsi della ciabatta durante la deambulazione. Inoltre, dato che la pantofola richiede maggior dedizione per inserirla, sarà meno probabile che la persona anziana la indossi sommariamente, convinta di averla infilata nel modo opportuno, e che quindi possa inciampare sulle sue stesse ciabatte, in questo caso. Anche nel caso che la persona anziana non riesca a chinarsi bene per infilarsi la ciabatta, dovrà farsi aiutare e più difficilmente tenderà a togliersela. Le situazioni di mancanza di lucidità sono un caso a parte.
- Togliere i tappeti perché sono spesso motivo di caduta in quanto l’anziano ha una deambulazione più incerta e spesso i tappeti non sono percepiti visivamente in modo tridimensionale anche a causa dell’abitudine al vederli sempre e quindi a non farci più attenzione.
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Attività cognitive riabilitative mirate
Ogni attività ludica può trasformarsi in un momento costruttivo per l’anziano se svolto in modo mirato.
Alcune strategie che si possono utilizzare sono:
a) Utilizzare carte da gioco più grandi o con i numeri più grandi. In commercio si trovano facilmente sia per giocare a Briscola che a Burraco (quelle del poker); in questo modo la persona anziana potrà:
- sentirsi più autonoma
- sentirsi più performante
- divertirsi maggiormente
- aumentare il tono dell’umore
- trascorrere più tempo in attività ludiche invece che annoiarsi o non avere stimoli interattivi.
b) Scegliere giochi o attività ben visibili per la persona anziana e facilmente gestibili autonomamente, sia perché hanno scritte grandi e nitide sia perché sono facili da manipolare.
In base alle preferenze della persona anziana, scannerizzare e stampare alcune pagine del cruciverba o di altri giochi carta e penna aumentando la dimensione dei caratteri.
Utilizzare la tombola per anziani, si trova facilmente in vendita, e ha dei fogli con numeri grandi al posto delle cartelle.
Oppure si possono fotocopiare o riprodurre le cartelle della tombola aumentando la grandezza dei numeri e dando modo all’anziano di poter cancellare con la penna cancellabile autonomamente (può segnare i numeri senza chiedere aiuto e se sbaglia può cancellare il segno fatto con la penna) e con una ottima visibilità dei numeri.
Sarebbe meglio evitare le finestrelle di plastica o i classici fagioli secchi perché la manualità dell’anziano è meno performante ed è possibile che possa inavvertitamente spostare con le mani i legumi oppure che faccia difficoltà a spostare le finestrelle. Cerchiamo di renderlo il più possibile autonomo e di limitargli l’imbarazzo di sbagliare o comunque di far fermare il gioco per le sue difficoltà.
In commercio esistono diverse tipologie di libri per l’allenamento cognitivo dell’anziano in modo da aiutarlo a prevenire o rallentare l’invecchiamento cognitivo. Scegliamo i libri con caratteri grandi e aiutiamolo a non sentirsi sotto esame ma a divertirsi.
Molte persone hanno trovato giovamento utilizzando il libro Allenamento cognitivo a circuito. Training per il potenziamento delle abilità cognitive in adulti e anziani. di Laura Pedrinelli Carrara Ed.Erickson, cliccando qui puoi vedere la pagina di approfondimento del libro.
Invece di un calendario mensile classico da parete, utilizzare un orologio da tavolo con calendario giornaliero, con giorno e mese scritti per esteso. In questo modo si solleciterà l’attenzione visiva e l’orientamento nel tempo dell’anziano che spesso è alterato, anche perché tutti i giorni sono simili per lui e ci sono poche occasioni per ricordare il nome e il numero del giorno. Si può usare un calendario giornaliero cartaceo e magari far togliere ogni giorno alla persona anziana il foglio che riguarda la data precedente per attirare la sua attenzione verso il calendario e quindi orientarlo quotidianamente nel tempo.
Udito
Le strategie per aiutare la persona anziana con problemi di udito riguardano il cambiamento del nostro comportamento con lui.
Alcuni esempi sono:
a) Parlare più lentamente e guardando il soggetto assicurandosi di non avere il volto in ombra, in modo che l’anziano possa vedere bene il nostro viso quando parliamo.
A volte non ci rendiamo conto, ma parliamo velocemente e lo facciamo mentre sbrighiamo alcune faccende oppure mentre camminiamo guardando avanti. In questo modo, la nostra voce sarà meno forte soprattutto se siamo in un esterno e, inoltre, la persona anziana non potrà vedere il nostro labiale.
b) Far utilizzare alla persona anziana le cuffie specifiche per ascoltare la televisione, ce ne sono con il filo molto lungo che permettono di poter sentire la tv senza disturbare chi è in casa o i condomini dei piani attigui. L’anziano potrà sentirsi più a suo agio nel guardare il suo programma preferito. Ovviamente, sarà importante fermare il filo delle cuffie in modo che non ci siano possibilità di inciampo.
c) nell’interazione con un anziano che ha problemi di udito sarà fondamentale non dare mai nulla per scontato perché spesso afferma di aver capito anche quando non è così.
Alcune indicazioni possono essere:
- Prendere in mano gli oggetti per esplicitare meglio ciò che chiediamo. Per esempio se vogliamo chiedere all’anziano se preferisce mangiare il riso con la forchetta o con il cucchiaio, prenderemo in una posata per mano e gli mostreremo una posata alla volta.
- Indicare in modo inequivocabile gli oggetti di cui gli stiamo parlando.
- In presenza di difficoltà mnestiche, nel caso quindi che la persona anziana abbia un lieve declino cognitivo, si potranno utilizzare oggetti con il nome impresso. In questo caso, basterà prenderli o indicarli per far capire alla persona con poco udito cosa vogliamo intendere, è una modalità di cambiare l’ambiente in modo funzionale.
In questo articolo ti ho indicato alcuni accorgimenti per farti comprendere come, cambiando alcune cose, sia possibile migliorare la qualità di vita dell’anziano e di chi si relaziona con lui.
Ovviamente ogni situazione è soggettiva, ma la cosa importante è che anche se possiamo intervenire poco già quel poco sarà un beneficio per la persona anziana.
Ti segnalo il libro Una mente attiva. Percorsi di stimolazione cognitiva per la terza età di Laura Pedrinelli Carrara Ed.Erickson, cliccando qui puoi vedere la pagina di approfondimento del libro.

