La rabbia è una emozione primaria, tutti proviamo rabbia, ciò che cambia è la motivazione che ci fa arrabbiare, l’intensità a cui solitamente arriviamo, il modo che abbiamo di esprimerla e/o di reprimerla e la frequenza di arrabbiature che sperimentiamo generalmente.
Che cosa è la rabbia reattiva?
La rabbia reattiva è quell’ emozione spiacevole che si sviluppa in seguito ad una frustrazione e che ci fa brontolare o inveire contro qualcuno, contro qualcosa o anche contro noi stessi.
Il motivo della rabbia può riguardarci:
- Direttamente, per esempio pensiamo che Tizio ci voglia prendere in giro o voglia approfittare di noi. Posso essere arrabbiato anche con me stesso, se ho agito in maniera sbagliata offendendo qualcuno oppure creandomi un disagio (per esempio, mi sono dimenticato di fare benzina e ora sono rimasto a piedi).
- Indirettamente, in questo caso la rabbia può essere generata da una situazione frustrante vissuta da una persona a cui teniamo affettivamente (famigliare, amico) oppure anche da un estraneo o conoscente, ma che pensiamo stia vivendo una circostanza negativa.
In quest’ultimo caso, a farci arrabbiare per un estraneo non è, ovviamente, un legame affettivo, ma più di ogni altra cosa un principio morale, un senso di giustizia o il sentirsi comunque coinvolto in quella situazione.
Si tratta di rabbia reattiva quando l’emozione si sviluppa verso un soggetto, un animale o una situazione (per es. il treno che ritarda, l’oggetto che si perde) in seguito ad un’azione ritenuta offensiva, lesiva o comunque disturbante.
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Che cosa è la rabbia endogena?
La rabbia endogena, percepita anche come “una rabbia dentro di noi”, è uno stato emotivo specifico che permane nella persona indipendentemente dalle azioni altrui o proprie.
I motivi della rabbia endogena possono essere molteplici e riguardano specificatamente il vissuto psicologico della vita della persona e non del momento.
Hanno rilevanza nello sviluppo della rabbia endogena: le esperienze affettive avute sin dall’infanzia, le vicissitudini complesse o disagevoli che hanno segnato la vita e gli aspetti di personalità (limiti e risorse caratteriali) con i quali sono stati filtrati gli eventi.
Si possono riscontrare più frequentemente due tipologie di rabbia endogena:
- La persona rabbiosa
- La rabbia sotto la cenere.
La persona rabbiosa
La persona rabbiosa manifesta continuamente nervosismo, cupezza d’animo, scatti d’ira e una visione pessimistica di ciò che gli si prospetta.
Solitamente, ha una personalità rigida che non si adatta facilmente alle novità, tende ad isolarsi e a provare uno stato d’animo amareggiato.
In pratica, la persona è generalmente nervosa e arrabbiata oppure tende ad arrabbiarsi facilmente. In questo modo, essa verrà vista dagli altri come una persona rabbiosa, sempre scontenta e pronta a criticare e a essere insoddisfatta.
Le cause di questo stato psicologico di così tanto disagio possono essere molteplici. In alcuni casi, la persona ha vissuto delle esperienze affettive molto negative o di forte mancanza che, perpetuate nel tempo hanno sviluppato uno stato di rabbia continuo.
In altre situazioni, il soggetto ha avuto una vita molto difficile che lo ha incupito profondamente generandogli un profondo disagio che, nel tempo, si è trasformato in rabbia verso tutto e tutti.
Può succedere anche che, in momenti anche sereni della vita, una malattia grave possa cambiare completamente e irrimediabilmente i progetti e le aspettative verso il proprio futuro, generando così una grande inquietudine e collera che diventa, negli anni, parte integrante del carattere del soggetto.
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La rabbia sotto la cenere
Questo stato di rabbia è molto frequente e spesso non consapevole o non pienamente consapevole dall’individuo.
Esternamente, il soggetto sembra tranquillo e pacato. Spesso è anche troppo accondiscendente. In realtà, la persona prova una profonda rabbia che può manifestarsi in forme diverse :
- Con somatizzazione, per esempio mal di testa, vomito, nodo o morsa allo stomaco.
- Serenità apparente con scatti d’ira improvvisi.
- Attitudine spontanea alla provocazione, spesso non riconosciuta come modalità rabbiosa ma letta come lato caratteriale del soggetto.
- Tendenza agli atti mancati o alle azioni svolte “casualmente” in modo diverso. Per esempio, si chiede al soggetto di comprare il pane e lui o se ne dimentica o ne compra un tipo diverso o arriva tardi dal fornaio e trova il pane finito. Si tratta di un comportamento non dovuto a cause diverse come la classica “testa per aria”, la reale incomprensione o l’impegno che si è protratto all’ultimo momento.
- Disagio nelle interazioni sociali con forte tendenza alla critica e al pregiudizio verso gli altri.
La causa di questo tipo di rabbia sta nel conflitto intrapsichico del soggetto che, inconsciamente, reprime una parte di sé. I motivi di questa repressione sono diversi e riguardano la sfera affettiva e sociale del soggetto.
Come superare la rabbia “dentro”?
Di seguito elenco alcuni accorgimenti che possono aiutare la persona a comprendere meglio se stessa e a provare a gestire diversamente la propria rabbia.
- Prendere contatto con ciò che stiamo provando, non solo l’emozione principale di rabbia, ma anche tutte le altre emozioni collegate (Paura? Dolore? Ansia?….). Se vogliamo gestire le emozioni dobbiamo sapere prima quali proviamo, altrimenti come possiamo gestirle?!
- Accettare l e emozioni che si stanno provando, non negarle, non soffocarle.
Troviamo un modo per incanalare quelle emozioni in modo produttivo: correre, confrontarsi con una persona amica, disegnare, suonare, ecc. - Se ci accorgiamo che abbiamo una rabbia endogena importante potrebbe essere il caso di rivolgerci ad uno psicoterapeuta per poter migliorare il nostro stato emotivo, evitando così decisioni o comportamenti dettati dal nostro disagio e non dalla nostra reale volontà.
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Il lavoro psicoterapeutico sulla rabbia
Attraverso un lavoro psicoterapeutico è possibile elaborare i motivi della rabbia e gestire l’effetto “pentola a pressione”.
Tramite questo approccio, la rabbia rappresenta quella pressione interna che ha bisogno di essere sfiatata pian piano, aiutando il soggetto a esprimere i contenuti e a prendere coscienza per evitare il continuo formarsi della rabbia.
E’ importante comprendere che la rabbia funziona come un ciclo continuo, più siamo arrabbiati più facilmente ci arrabbiamo ulteriormente.
Allo stesso tempo, è importante aiutare la persona a gestire la rabbia che prova e che tende a manifestare.
Ci sono diverse tecniche che vanno utilizzate in base all’individualità di ogni persona e riguardano:
- l’approccio psico-corporeo (rilassamento, respirazioni, meditazione, visualizzazioni, sfogo fisico innocuo, ecc.),
- l’approccio simbolico proiettivo (disegno emotivo, musica, immagini, ecc.),
- l’approccio psicologico verbale (tecniche del colloquio clinico e psicoterapeutico).
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