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Le relazioni tossiche affettive e lavorative

Le relazioni tossiche affettive e lavorative

In questo articolo comprenderai che cosa è una relazione tossica e quali sono gli aspetti principali che riguardano il soggetto tossico e la vittima. Inoltre approfondirai quali sono gli ostacoli che puoi riscontrare nel volerti liberare di un soggetto tossico e come poter troncare una relazione disfunzionale.

La relazione tossica è un legame interpersonale totalizzante, spesso in senso unidirezionale, con dinamiche psicologiche e comportamentali distruttive e che produce danni emotivi e psicologici nei soggetti coinvolti.

Le relazioni tossiche sono contraddistinte da un legame dicotomico dato dai comportamenti di attacco e gratificazione attuati dal soggetto dominante verso la vittima e mirati al completo soggiogamento di quest’ultima.

Le relazioni tossiche affettive

Per relazioni tossiche affettive si intendono quelle relazioni disfunzionali che si sviluppano all’interno di relazioni affettive importanti e che sono, generalmente, sentimentali, famigliari, amicali.

Questo tipo di relazione si può trovare sia nel caso di due individui sia in un rapporto fra più individui: per esempio, un soggetto tossico che domina su due vittime.

Le relazioni tossiche lavorative

Sono relazioni distruttive che producono un malessere elevato a livello psicologico e sociale sia del soggetto nello specifico che nell’intero gruppo di lavoro.

Di fatto, le ripercussioni non riguardano soltanto le persone coinvolte direttamente, ma anche, per effetto domino, le persone che lavorano in prossimità.

Quando si sviluppa una relazione tossica all’interno dell’ambiente lavorativo si minano aspetti fondamentali come la motivazione, la collaborazione e la produttività.

Il soggetto tossico e le sue manipolazioni

Il soggetto tossico tende a manipolare la relazione sin dall’inizio soltanto che non ce ne rendiamo conto. Dal periodo dell’idillio, in cui ci sentiamo trattate/i come regine o re, pian piano il partner/amico/famigliare perfetto diventa sempre più aggressivo in modo diretto o passivo.

In campo lavorativo, il soggetto tossico (manager, collega, responsabile, ecc.) spesso non ha bisogno di circuire la vittima e quindi spesso tende ad imporsi direttamente.

Ci sono vari tipi di soggetto tossico, dal macchiavellico al narcisista per citarne solo alcuni. Difficilmente ci si accorge di chi sia veramente la persona che si sta relazionando con noi.

Il suo obiettivo è quello di annullare la nostra personalità per ottenerne il pieno dominio, perché è l’unica cosa che lo fa sentire valido e importante.

Il soggetto tossico, uomo o donna che sia, non si innamora o non si interessa veramente dell’altro. Lui ama soltanto se stesso e tende ad imporsi sulla vittima per nascondere, anche ai suoi occhi, le proprie insicurezze.

Quando troncare una relazione tossica nella vita e nel lavoro

Le dinamiche tossiche possono diventare così insostenibili da arrivare alla decisione di dover porre fine alla relazione.

È il caso di pensare alla separazione quando, per esempio:

  • La relazione è più disfunzionale che funzionale: le situazioni negative superano quelle positive perciò produce più sofferenza che gratificazione.
  • Soffrite nella relazione: vi sentite dominate/i e limitati/attaccati dall’altro/a
  • L’altro/a è disfunzionale, alcuni comportamenti tipo sono:

– non dimostra realmente di voler cambiare (differenza fra ciò che dice e ciò che fa)
– rifiuta il confronto reale (continua a manipolare le parole e le situazioni)
– svilisce la possibilità di un percorso terapeutico comune (in cui se entra non lo fa per mettersi in gioco realmente ma per far curare voi, perché ai suoi occhi siete voi che avete un problema)
– nei casi più gravi, esercita violenza fisica e/o psicologica.

La difficoltà nel terminare una relazione tossica

Il soggetto tossico difficilmente lascia andare la sua preda, per questo motivo è molto probabile che dopo la separazione subita si ripresenti per ricucire il rapporto.

Soprattutto nei casi in cui il soggetto tossico è un famigliare o sia presente nell’ambito lavorativo può diventare maggiormente difficile liberarsene.

Gli ostacoli alla liberazione dalla relazione tossica

CI sono vari ostacoli che rendono complicato l’atto di liberarsi dal soggetto tossico, alcuni di questi sono:

Ostacoli ambientali: si vive insieme, si abita in prossimità, si lavora nello stesso posto, ecc.

Ostacoli psicologici: sono ostacoli dovuti al livello di plagio o di aggressività che l’altro esercita direttamente o indirettamente su di noi.

Alcuni esempi sono:

  • Il soggetto tossico ci ha plagiato e ha massacrato la nostra autostima perciò non riusciamo a credere di poter vivere senza di lui/lei.
  • Abbiamo paura che possa farci del male (per esempio licenziarci, picchiarci).
  • Temiamo che possa non volerci più bene (es. quando il soggetto tossico è un genitore/figlio/fratello/sorella).

Ostacoli economici: La vittima può non avere una indipendenza economica. Spesso a causa delle manipolazioni del soggetto tossico che la convincono a limitare le ore lavorative, a non mirare a posizioni più remunerative oppure a smettere di lavorare, magari trovando il momento più opportuno come per esempio a seguito di una maternità. Oppure la vittima può avere un’indipendenza economica ma il soggetto tossico può limitargliela.

Alcuni esempi di ostacoli economici sono:

  • Viviamo col soggetto tossico che si prende cura di noi anche economicamente oppure non possiamo sostenerci solo col nostro stipendio.
  • Abbiamo acquistato/affittato un appartamento e paghiamo noi il mutuo/l’affitto e senza il soggetto tossico non riusciremmo a sostenere gli oneri mensili.
  • Il soggetto tossico è il nostro titolare o un collega che può farci licenziare.

Come possiamo liberarci dalla relazione tossica

Liberarsi da una relazione tossica è un percorso più che un atto unico. Ci sono diverse modalità di coinvolgimento all’interno della relazione tossica ed è importante perciò comprendere quale sia il nostro livello di soggiogamento.

Per riuscire davvero a lasciare definitivamente quella relazione dobbiamo aumentare la nostra consapevolezza riguardo alle caratteristiche della relazione che stiamo vivendo e del soggetto tossico con cui la condividiamo.

Allo stesso tempo è fondamentale ricostruire la propria autostima e l’amor proprio. Comprendere che il modo col quale oggi ci vediamo è frutto delle manipolazioni, degli abusi emotivi, delle azioni di svilimento che il soggetto tossico ha attuato su di noi per tutto il tempo della relazione.

Lasciare il soggetto tossico significa avere la consapevolezza che molto probabilmente non accetterà la fine del nostro rapporto e che se lo farà, magari falsamento contento, tornerà di nuovo a cercarci per riprenderci.

Attuerà strategie diverse come il tradimento, la sparizione, lo stalking o altro ancora in base a ciò sa essere più proficuo, perché ormai ci conosce molto bene, e/o al suo livello di disagio psicologico.

Per questo motivo non bisogna mai essere soli, ma mantenere una rete di riferimenti affettivi reali anche se il soggetto tossico farà di tutto per allontanarci dalle persone a noi funzionali.

Molto importante sarà anche affidarsi a professionisti competenti in base al tipo di situazione che si vive col soggetto tossico (psicologico, avvocato, commercialista, forze dell’ordine, associazione di volontariato, ecc.).

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Laura Pedrinelli Carrara

Laura Pedrinelli Carrara

Psicologa e psicoterapeuta con oltre vent’anni di esperienza. Aiuta le persone a ritrovare equilibrio e serenità interiore, affrontando ansia, rabbia, fobie e difficoltà relazionali con un approccio empatico e mirato. Specializzata anche in tecniche di ipnosi, accompagna chi desidera superare blocchi emotivi, migliorare l'autostima e riscoprire sé stesso.