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La paura dell’ansia e l’ansia dell’ansia

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Leggendo questo articolo potrai approfondire l’ansia funzionale e l’ansia disfunzionale, le reazioni primarie e secondarie dell’ansia. Inoltre, capirai che cosa sia la paura dell’ansia e l’ansia dell’ansia.

L’ansia funzionale

L’ ansia è un’emozione spiacevole che, nella giusta misura, è funzionale perché ci tutela dai pericoli facendoceli prevenire e quindi evitare.

Per esempio, se la guida troppo sportiva e veloce dell’altro mi preoccupa, mi sentirò in ansia per la possibilità di un incidente oppure di poter prendere una multa e quindi chiederò al conducente di limitare la velocità.

L’ansia è funzionale anche perché non ci tutela soltanto dai pericoli oggettivi e/o emotivi (come l’ansia di trovarmi in una situazione dove potrei sentirmi in forte imbarazzo), essa ci aiuta anche a migliorare le nostre performance. Se devo dare un esame e provo ansia per non aver approfondito bene o ripassato i contenuti troverò del tempo per farlo e questo mi farà ottenere un risultato migliore.

L’ansia disfunzionale

Quando però proviamo ansia in modo troppo elevato e troppo a lungo allora non ci è più di aiuto ma diviene un disagio che ci comporta reazioni fisiche e psicologiche primarie e secondarie come la paura dell’ansia.

Solitamente le persone che stanno vivendo una forte ansia o che hanno un disturbo d’ansia non dicono mai che stanno provando un’ansia elevata ma che provano ansia. Magari possono descrivere che la loro ansia è forte, ma comunemente quando si afferma che si prova ansia è per intendere che l’ansia è così alta da comportare un forte disagio e spesso da non poter essere gestita in modo ottimale.

Per questo motivo si è diffusa la convinzione che l’ansia sia sempre disfunzionale anche se in realtà, come hai letto nelle righe precedenti, non è così.

Le reazioni primarie dell’ansia elevata
Riguardano generalmente tutti quei sintomi fisici e psicologici che proviamo quando stiamo vivendo una forte ansia. Alcuni esempi sono: battito cardiaco accelerato, affanno, fame d’aria, formicolio alle mani, pensieri catastrofici, comportamenti di controllo (telefonare, chiedere, andare a vedere, ecc.), stato di agitazione psicologica.

Le reazioni secondarie dell’ansia elevata
In questo caso, le definisco come reazioni secondarie perché sono sintomi che emergono in base all’ esperienza di forte ansia vissuta in precedenza e che, a loro volta, tendono a rafforzarla.
Si tratta di convinzioni, emozioni e comportamenti innescati dai pensieri preventivi negativi che si sviluppano dopo che la persona ha vissuto esperienze molto provanti di ansia.
Alcuni esempi sono:

  • I comportamenti di evitamento. L’esperienza di provare una forte ansia in determinate situazioni che porta il soggetto a stare male fisicamente e psicologicamente diventa un pericolo al quale egli deve sfuggire. L’individuo si convince che ogni volta che si ritroverà in quelle determinate situazioni l’ansia prevarrà e lo farà star male. La probabilità diventa per il soggetto una certezza, data anche dal fatto che l’ansia produce pensieri catastrofici. Per es. “Non guido l’auto da sola perché altrimenti può prendermi l’ansia e potrebbe capitarmi un incidente grave”. “Evito i locali affollati perché altrimenti posso andare in ansia, agitarmi e svenire davanti a tutti.”
  • I pensieri disfunzionali su base ansiosa. Sono pensieri influenzati dall’ansia elevata e che si basano su esperienze precedenti che divengono per l’individuo la convinzione che quelle situazioni si riproporranno automaticamente. Generalmente hanno un forte peso sui comportamenti di evitamento. Per esempio, “Se parlo con Giorgio sicuramente si arrabbierà e non mi farà spiegare perché mi sono offesa, il solo pensare di parlargli mi mette ansia.”
  • Le emozioni attivate dall’ansia più frequentemente sono paura, tristezza, incertezza, senso di vuoto. Queste emozioni sono spesso provate insieme e tendono ad aumentare i livelli emotivi di disagio influenzando la persona sia a livello mentale con pensieri pessimistici sia a livello psicologico innescando la paura dell’ansia o l’ansia di poter provare ansia.

Che cos’è la paura dell’ansia

La paura dell’ansia è una reazione psicologica che si innesca dopo aver provato forti sintomi a causa dell’ansia elevata e, soprattutto, dei sintomi che si sono provat

Quando una persona prova la paura dell’ansia tende ad avere le reazioni secondarie dell’ansia in modo elevato. Ciò influenza il soggetto in modo totalizzante tanto da bloccarlo nel poter gestire emotivamente quanto sta provando e quindi la situazione stessa.

Generalmente, le reazioni secondarie possono svilupparsi in modo più o meno accentuato e non sempre insieme. Per esempio, posso provare ansia se devo parlare con Giorgio, ma ciò non comporta automaticamente un comportamento di evitamento. È anche possibile che comunque io con Giorgio ci parli, magari assieme ad una persona amica che mi supporta.

Quando invece ho paura dell’ansia, questa paura è solitamente totalizzante e mi blocca, non mi permette di trovare altre risorse.

Ansia e paura si fondono perché ognuna è collegata all’altra e scatenante l’altra.

Che cos’è l’ansia dell’ansia

L’ansia dell’ansia è simile alla paura dell’ansia e spesso viene verbalizzata in questo modo ma è la paura dell’ansia in realtà.

In altri casi è un ulteriore livello di ansia che funge da allarme attivante per il soggetto, come una sorta di pre-ansia.

A volte la persona parla di provare l’ansia dell’ansia per intendere la reazione secondaria e cioè il provare pensieri negativi e/o emozioni di disagio e/o l’attuare comportamenti di evitamento se soltanto pensa a situazioni in cui potrebbe riandare in ansia.

Nel prossimo articolo Esercizio per gestire la paura dell’ansia e l’ansia dell’ansia troverai un esercizio per migliorare il modo di gestire la paura dell’ansia.

Laura Pedrinelli Carrara

Laura Pedrinelli Carrara

Psicologa e psicoterapeuta con oltre vent’anni di esperienza. Aiuta le persone a ritrovare equilibrio e serenità interiore, affrontando ansia, rabbia, fobie e difficoltà relazionali con un approccio empatico e mirato. Specializzata anche in tecniche di ipnosi, accompagna chi desidera superare blocchi emotivi, migliorare l'autostima e riscoprire sé stesso.