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Il sostegno psicologico

Che cosa è?

Il sostegno psicologico è un’azione di supporto ben specificaeffettuata da uno psicologo verso una persona che sta vivendo un momento di vita particolarmente difficile e sofferente.

Quando richiederlo?

A volte la vita ci mette a dura prova, solitamente attraverso un evento particolarmente doloroso, oppure tramite una serie di esperienze difficiliche diminuiscono notevolmente le nostre energie psicofisiche.

In altri casi, è la persona che ci sta accanto a vivere un momento estremamente complesso a causa di una grave malattia o di unaccadimento angoscioso e noi, di riflesso, ne siamo addolorati e abbiamo bisogno di trovare un supporto psicologico per meglio riuscire ad aiutare la persona a cui stiamo vicino.

Perché richiederlo?

Quando si parla di vissuti psicologici i motivi sono sempre tanti quante sono le persone, alcune ragioni possono essere:

  1. Per stare meglio con noi stessi e con gli altri. Perché ci è stata diagnosticata una malattia organica. Perché abbiamo perso una persona a cui volevamo molto bene. Perché ci sentiamo soli o siamo rimasti soli. Perché il nostro partner non ci comprende o non ci dimostra più affetto come prima. Perché il nostro partner ci ha lasciato. Perché non ci sentiamo abbastanza compresi dagli altri.
  2. Per migliorare il nostro benessere e quello di chi ci sta accanto. Perché se vogliamo prenderci cura dei nostri cari dobbiamo prima stare bene noi stessi, altrimenti non siamo realmente di aiuto a nessuno, ma le nostre azioni e i nostri pensieri saranno influenzati dall’ansia e dall’inquietudine, dalla preoccupazione e dalla sofferenza che stiamo vivendo.
  3. Per migliorare la nostra autostima, aumentare la sicurezza che abbiamo di noi stessi e imparare a volerci più bene.
  4. Per iniziare a prenderci cura di noi stessi. Alcune persone tendono a prendersi totalmente cura di chi amano e a trascurare se stesse, col tempo succede che la psiche richieda le attenzioni mancate attraverso dei sintomi psico-corporei per riportare la persona a prendersi cura di sé, a riappropriarsi dei propri giusti spazi.

Ricordiamoci sempre che quando eravamo bambini ci accorgevamo se i nostri genitori avevano litigato, anche se al nostro rientro facevano finta di niente. Ancora oggi, verso le persone a noi care, abbiamo uno speciale intuito che ci fa comprendere se sono serene oppure no, quindi come pensiamo noi di poter mentire ai nostri cari essendo convinti di manifestare una certa tranquillità se non l’abbiamo?

In che cosa consiste il sostegno psicologico?

Il sostegno psicologico avviene attraverso una serie di sedute nelle quali lo psicologo ascolta la persona e l’aiuta ad esprimere ed elaborare nella giusta modalità i propri vissuti psicologici. L’individuo ha modo, così, di esprimere liberamente i propri disagi e di comprendere il modo migliore per gestire la propria situazione di vita. In alcuni casi, il professionista, può avvalersi anche di alcune tecniche specifiche per aiutare la persona a migliorare il proprio benessere, nel mio caso, per esempio, utilizzo tecniche del modello Mente-Corpo, come la respirazione e il rilassamento con immagini visive guidate, e le attività creative.

Perché rivolgersi ad uno psicologo?

Perché lo psicologo è l’unico che possa effettuare un sostegno psicologico professionale e quindi mirato realmente ad aiutare il soggetto nel suo momento di difficoltà psicologica, evitando così di far cronicizzare gli aspetti emotivi negativi e di far “congelare e archiviare” la sofferenza psicologica.Sofferenza che se non elaborata potrebbe influenzare comunque la vita della persona in modo inconsapevole ed essere rivissuta maggiormente amplificata nel caso di una prossima situazione di vita difficile e dolorosa. A volte, quando attraversiamo un momento doloroso, ci troviamo ad essere sempre molto attivi perché questo ci aiuta a non pensare e quindi a reagire ed affrontare bene la situazione di sofferenza, poi, una volta terminata la situazione forte di dolore, continuiamo a riempirci di impegni per evitare di pensarci in modo più profondo. In realtà non abbiamo superato il problema, lo abbiamo solo messo da una parte. Solitamente, sfogarsi con i propri cari non avviene o non basta, molte persone rinunciano a svelare le proprie preoccupazioni a chi gli sta vicino per non contribuire a peggiorare lo stesso malessere che direttamente o indirettamente stanno vivendo; per esempio, non posso sfogarmi, del dolore che sto provando, con mio marito perché lui stesso sta vivendo dei momenti difficili al lavoro e quindi contribuirei a farlo stare emotivamente peggio. Anche parlare con i propri amici non sempre fornisce un valido supporto. Di fatto, le persone a noi vicine pensano spesso che sminuendo il valore delle nostre preoccupazioni possano lenire le ansie e il dolore associato oppure hanno bisogno più di noi di sfogarsi. Per questo motivo, frasi del tipo: “Ma tanto tu sei forte!”; “Vedrai che le cose prima o poi miglioreranno”; “Tu non ci pensare, cerca di uscire e lascia un po’ di responsabilità anche agli altri!” ; “Sapessi io invece quello che vivo, proprio ieri mi è successo che ….” da un lato ci possono far piacere, ma spesso ci fanno sentire non compresi e ci inducono a parlarne sempre meno o comunque a non averne un riscontro costruttivo, che ci aiuti realmente a stare meglio con noi stessi. Un altro valido motivo è che lo psicologo è vincolato dal segreto professionale e ci sono casi in cui, pur avendo intorno a noi persone molto sensibili e accoglienti, ci sono cose di noi, della nostra storia, del nostro modo di comportarci che non vogliamo far sapere e che invece possiamo dire tranquillamente ad un professionista che ci ascolta, non ci giudica e non dirà mai a nessuno ciò che gli riveliamo.

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