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La comunicazione nella coppia: come evitare il comportamento di reazione

Si ringrazia vivamente l’artista Andrea Crostelli per aver gentilmente concesso la pubblicazione della sua opera per il mio articolo.

Non sempre in una relazione di coppia c’è una buona comunicazione.

La psicologia della coppia afferma che ci sono coppie nelle quali si fa fatica a comprendersi a causa delle forti diversità caratteriali oppure la difficoltà sta proprio nel parlarsi perché uno dei due , generalmente l’uomo, è poco incline a manifestare i suoi vissuti.

L’errore più comune è dato dal comportamento di reazione, cioè la tendenza ad interpretare l’atteggiamento del partner e poi a reagirvi di conseguenza, in base quindi alla propria interpretazione.

In realtà, mediante il comportamento di reazione succede che:

  1. Diamo per certa una nostra ipotesi e su questo basiamo le nostre azioni e decisioni, ma in realtà non è affatto sicuro che abbiamo avuto una giusta comprensione del  comportamento dell’altro, anche se noi ci crediamo.
  2. A volte, certi comportamenti di reazione suscitano l’atteggiamento ipotizzato. Per esempio, se penso che il mio partner non si interessa abbastanza a me, e quindi evito di telefonargli come lui si aspetterebbe  per testare il suo coinvolgimento, è probabile che lui, non conoscendo tutte le mie fantasie, non richiami semplicemente perché pensa che sono indaffarata oppure rimanda ad un momento più propizio. Dall’altra parte, io leggerò questo comportamento come una conferma della mia ipotesi iniziale, anche se in realtà non è così.
  3. I comportamenti di reazione tendono a creare muri di incomprensione perché l’altro si sente giudicato male, incompreso, sottovalutato e quindi attuerà sempre di più un comportamento distaccato o si irriterà più facilmente  pensando che nutriamo pregiudizi nei suoi riguardi.

Che fare per migliorare la relazione nella coppia evitando i comportamenti di reazione?

Seguire questi semplici quanto necessari atteggiamenti:

  1. Sincerità e chiarezza = evitare di inventare scuse o di interpretare, siamo sinceri e chiariamo subito senza pregiudizi o polemiche un nostro dubbio sull’atteggiamento dell’altro,  solo così eviteremo equivoci e incomprensioni. Ovviamente usiamo anche tanto tatto, altrimenti più che un chiarimento diventa un’aggressione.
  2. Assenza del giudizio = va bene fare delle ipotesi, ma ricordiamoci che sono solo tali, non le facciamo diventare realtà assoluta a priori. E’ un atteggiamento che ci pone negativamente verso l’altro, prima ancora di sapere la verità.
  3. Chiarificazione in prima persona = parlare, parlare, parlare e farlo partendo da noi, da ciò che proviamo. Se si ha un dubbio, dire all’altro che è sorto quel dubbio partendo dalla nostra sensazione e non dal suo comportamento.

Esempio:

a)“Da un po’ di tempo sei sempre arrabbiato, te la prendi spesso con me per niente

b) “Da un po’ di tempo ti sento più irrequieto, è solo una mia impressione oppure ci sono dei problemi? “

Con l’esempio a) diamo un giudizio verso l’altro e lo mettiamo subito sulla difensiva, probabilmente la nostra stessa domanda lo indisporrà e difficilmente potremo chiarire.

Con l’esempio b) evitiamo il giudizio, facciamo capire che siamo attenti all’altroe che ci teniamo a comprenderlo. Non dirigiamo subito il suo comportamento verso di noi, potrebbe essere irrequieto anche per motivi esterni a noi. Infine, gli diamo l’opportunità di parlarne o comunque di sapere che noi gli siamo vicini.

Per ultimo, è bene ricordare che la coppia spesso risente delle importanti differenze caratteriali che possono essere presenti, quindi è basilare comprendere se l’altro non si apre con noi perché è introverso oppure se si è creato un blocco nella nostra relazione.

Amare significa anche accettare l’altro con i suoi pregi e difetti,  se questi ultimi divengono troppo pesanti da sopportare è inutile e ingiusto cercare di cambiarli o l’aspettarci che l’altro si comporti in modo diverso, lo potrà fare una volta, ma poi ritornerà a comportarsi in base alla sua indole e non perché non ci vuol bene, ma perché lui è così. Ovviamente si fa riferimento a pregi e difetti comuni.

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