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Lo stato di incertezza

Ogni malattia comporta un iter di trattamenti e determinate sintomatologie che sono legate in modo molto stretto al tipo di malattia, agli interventi effettuati, ai farmaci utilizzati e alla risposta fisiologica e psicologica dell’individuo.

Tutto ciò crea momenti di profonda incertezza che minano lo stato di salute emotiva del paziente. Per fare alcuni esempi, uno stato di profonda incertezza può scaturire per l’attesa della ripresa fisica dopo un intervento chirurgico importante, un altro invece, dall’attesa del risultato di cura nelle chemioterapie utilizzate per diminuire la massa tumorale, in un altro caso ancora, l’incertezza  può riguardare la velocità di evoluzione di determinate malattie. In alcuni casi il paziente non sa se i sintomi che sta provando sono dovuti alla propria malattia, alla cura che sta effettuando o ad una influenza. Spesso, il medico che segue l’ammalato può aiutarlo a chiarire determinati dubbi, ma ci sono situazioni in cui non si può sapere tutto a priori.

Lo stato di incertezza può essere più difficile da sopportare di una cattiva, ma certa notizia. A volte, quando la situazione di dubbio continua, la persona è portata a preferire una notizia negativa, ma certa, con la quale può organizzarsi e che quindi può affrontare, rispetto ad un qualcosa che può avvenire oppure no, e che comporta quindi fantasie catastrofiche e un vissuto frustrante continuo.

L’incertezza, generalmente, può riguardare:

  • L’evoluzione della malattia (esami clinici, terapie, sintomi, diagnosi, prognosi, ecc)
  • Le risorse personali (capacità fisiche e psicologiche di affrontare la malattia)
  • Le risorse familiari ed economiche (capacità di far fronte alle difficoltà di gestione della malattia e del malato stesso)
  • La situazione successiva (la perdita o meno dell’autonomia dopo l’intervento, la riuscita del trapianto, il ritornare o meno della malattia, ecc)

Noi, come persone vicine all’ammalato o come operatori, non possiamo dare certezze al paziente, almeno non quelle che lui ci chiede. La persona ammalata conosce le risposte, da noi cerca solo la comprensione del suo stato emotivo. È importante accogliere le sue incertezze e dargli modo di esprimerle per  poi poterle valutare insieme fornendo così un personale supporto.


N.B. Questo brano è una parte dell’articolo Il vissuto psicologico della persona affetta da cancro o con malattia organica grave Con accenni anche al vissuto dei familiari e degli operatori
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