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Il vissuto di impotenza

L’impotenza è uno stato emotivo molto spiacevole attraverso il quale il soggetto realizza di non aver alcun tipo di controllo su ciò che gli sta avvenendo. E’ molto probabile riscontrare sensazioni di impotenza nelle persone ammalate, nei loro familiari e negli operatori sanitari. Spesso, l’impotenza del paziente viene proiettata sul familiare e/o sull’operatore che, in questo modo, si sente anche lui impotente. Può succedere che tale sensazione susciti dei comportamenti compensatori attraverso l’ipercontrollo su altri aspetti della vita o la decisione di voler affrontare da solo la malattia (per il paziente).

 Che cosa fare?

La persona ammalata deve riuscire ad accettare questo stato di impotenza, rendendosi conto però che se riguardo la malattia può solo adeguarsi al percorso terapeutico e all’evoluzione o meno che la patologia instaura, come persona può fare ancora molto:

  • Collaborare con i medici alle proprie cure
  • Godere di quelle piccole ma grandi cose che la vita ci dà (un sorriso, la gioia di un nipote, il parlare con una persona amica, lo stare vicino alla persona che si ama, ecc)
  • Effettuare quelle attività che al momento può fare, anche se sono diminuite (nel caso lo fossero) però è importante il fatto che possa organizzarsi e attivarsi
  • Prendere la vita in base a ciò che dà ogni giorno, evitando di pensare a ciò che non potrà più fare o avere, anche perché quello nessuno lo sa e solitamente abbiamo una visione più pessimistica e non completamente attendibile, in quanto influenzata dallo stato d’animo del momento.

La persona vicina all’ammalato (FAMILIARI E OPERATORI) è bene che comprenda questo tipo di vissuto psicologico e che aiuti l’individuo a non soffermarsi troppo su ciò che ora non può, o non può più fare, ma su ciò che ancora riesce ad effettuare e a cogliere. E’ importante perciò ascoltarlo e aiutarlo a focalizzare i progressi o i non regressi giornalmente. Ricordiamoci che ciò che ci chiede il paziente è soprattutto il saperlo ascoltare e comprendere, se riusciamo a fare questo stiamo già facendo molto, se invece ci convinciamo che per reagire all’impotenza che proviamo dobbiamo per forza fare qualcosa, facilmente faremo tanto ma non ciò che a lui realmente serve. Ricordiamoci che l’impotenza che avvertiamo è spesso apportata dal senso di impotenza che sta vivendo la persona ammalata e dalla nostra convinzione di aiutarlo solo facendo qualcosa. Se c’è impotenza è proprio perché non si può fare nulla di più che già non si stia facendo e lo stare vicino emotivamente all’ammalato è il modo più giusto per fare qualcosa di concreto.


N.B. Questo brano è una parte dell’articolo Il vissuto psicologico della persona affetta da cancro o con malattia organica grave Con accenni anche al vissuto dei familiari e degli operatori
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