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L’importanza della funzione sociale nell’anziano

Per lo psicologo americano Robert Peck, la persona anziana si trova ad affrontare tre compiti importanti riguardanti gli aspetti sociali, biologici e psicologici.

A livello sociale, l’uscita dal ruolo lavorativo e dallo status professionale che comportava gli può produrre la difficoltà a riorganizzare un senso di identità forte e una nuova quotidianità.

Lo psicologo afferma che per l’anziano la possibilità di sviluppare una funzione sociale svolge un ruolo protettivo e la sua mancanza può portarlo ad una condizione di disperazione e di perdita del senso di vita.

Inoltre, il pensionamento spesso si associa a un minor introito economico con ripercussioni sia a livello psicologico che sulle interazioni sociali. Di fatto, il minor importo mensile a disposizione innesca spesso una ripercussione negativa sulle spese ritenute meno rilevanti, come le gite, le cene al ristorante, le uscite con gli amici.

Nei casi di istituzionalizzazione, l’anziano si trova, ancor di più, a fare i conti con uno status sociale negativo e con la perdita di tutte quelle mansioni che lo facevano sentire vivo e produttivo. Mansioni che a casa potevano riguardare anche il solo chiedere una determinata pietanza apposta per lui o il supervisionare un determinato servizio (es. “controllare” l’operato dell’idraulico), ma che all’interno di una struttura vengono solitamente a mancare.

L’importanza di mantenere mentalmente e fisicamente attivi gli anziani

Aiutare la persona anziana a sentirsi utile attraverso attività operative (pitturare, piegare gli indumenti, annaffiare, apparecchiare), in base alle singole possibilità, è fondamentale.

L’impegno crea nell’anziano la sollecitazione di diverse attività sia mentali che fisiche e la percezione di avere ancora una funzione sociale.

A livello mentale: l’impegnarsi stimola l’attenzione, la memoria, la concentrazione, il ragionamento, il linguaggio, l’intelligenza e tutte le altre abilità mentali che automaticamente mettiamo in moto quando ci attiviamo a fare qualcosa.

A livello psicologico: l’impegno significa sentirsi utile, sentire di poter fare ancora qualcosa e questo si ripercuote positivamente sull’autostima. Inoltre, in questo modo, il famigliare o l’operatore dimostra fiducia e interesse verso l’anziano perché trasmette considerazione e attenzione.

Un altro aspetto rilevante è che l’essere attivi e produttivi limita i pensieri depressivi e ansiosi, perché la mente è impegnata in altro, e aumenta il tono dell’umore.

A livello sociale: svolgere una mansione, nei casi di interazione, stimola la socializzazione, la reciproca conoscenza e la sensazione positiva di ciò che si sta vivendo.

Sollecitare la funzione sociale

Sollecitare la funzione sociale dell’anziano, creando momenti di confronto con altre persone in cui egli possa trasmettere le sue conoscenze, è un tipo di apporto che andrebbe sempre svolto.

Chiedere alla persona anziana di controllare il bambino quando dorme, di spiegare una certa ricetta, di insegnare come poter tagliare al meglio le rose, solo per fare alcuni esempi, significa non soltanto interagire con lui ma anche riconoscergli che ha ancora un funzione sociale importante.

 

Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA
Psicologa, Psicoterapeuta
Studio in Via Marche, 71 a Senigallia (An)
Cell. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

laurapedrinelli@libero.it

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