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La stimolazione della persona con aprassia

L’aprassia è il termine col quale viene definita la perdita della capacità di eseguire movimenti volontari; i pazienti aprassici hanno difficoltà a produrre su richiesta delle risposte che invece riescono a produrre facilmente quando non ci pensano (Pinel – Biopsicologia).

Il primo a parlare di aprassia fu Leipmann il quale si accorse che alcuni pazienti neurologici non riuscivano a svolgere movimenti manuali se gli venivano richiesti, mentre riuscivano a farli spontaneamente.

Per poter parlare di aprassia è fondamentale che la persona non abbia deficit motori, paralisi, debolezza o che non comprenda bene ciò che le viene richiesto. Anche il fatto che il soggetto non lo faccia perché non motivato, non può essere valutato come aprassia.


Stimolare una persona aprassica significa aiutarla a eseguire dei movimenti su richiesta, cioè che essa stessa decide di fare in risposta a quanto a lei sollecitato.


Nei casi gravi, sarà difficile ottenere risultati soddisfacenti, ma in situazioni iniziali o a livello di prevenzione sarà invece fondamentale stimolare l’individuo al movimento autodeterminato.

Come avviene la stimolazione nella prevenzione dell’aprassia

Per stimolare la persona è importante farle fare una sequenza di azioni mostrate direttamente dall’operatore.

Per questo motivo è importante organizzare una serie di sequenze semplici e brevi (generalmente 3 movimenti) che dovranno essere prima fatte dall’operatore in modo da accertarsi che la sequenza sia stata ben compresa.

Il numero dei gesti da compiere e la dimostrazione dell’operatore sono fondamentali  per evitare errori dovuti alla non comprensione o alla dimenticanza.

E’ bene perciò spiegare in modo chiaro durante l’esecuzione della sequenza, lasciando al soggetto la possibilità di chiedere ulteriori spiegazioni.

Esempi di attività per la stimolazione nella prevenzione dell’aprassia

Queste attività saranno prima spiegate e mostrate dall’operatore.

  • Prendere un bicchiere alzarlo in alto, appoggiarlo sul tavolo e poi spostarlo a destra.
  • Premere sul telefono i numeri 2 con l’indice – 4 col medio – 9 con l’indice
  • Aprire un giornale, strappare una pagina, richiudere il giornale
  • Prendere un palloncino, tirarlo verso un compagno (che lo prenderà e lo ritirerà) riprendere il palloncino e tirarlo in aria.
  • Eseguire una specifica sequenza con le braccia (per es. Tirare su il braccio sinistro, poi piegarlo sulla spalla omolaterale, poi mandarlo in avanti) .

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Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA

Psicologa, Psicoterapeuta

Studio in Via Marche, 71 a Senigallia (An)

Cell. 347/9471337

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