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Come fare quando l’anziano rifiuta la badante?

Come fare quando l’anziano rifiuta la badante?

Quando una persona anziana peggiora le proprie condizioni di salute, tanto da occorrere un’assistenza continua, per la famiglia iniziano a porsi forti dubbi su come attivarsi.

Nella maggior parte dei casi, si opta per ricercare un operatore domiciliare preparato che possa sostituire il parente nelle ore in cui deve assentarsi per lavoro. Questa nuova situazione non sempre è vissuta dalla persona anziana in modo positivo.

Ma qual è la differenza fra badante e operatore socio assistenziale?

  • La badante è la persona che, generalmente, svolge il suo lavoro di accudimento basandosi unicamente sull’esperienza. A volte, è provvista di un titolo di studio inerente il lavoro di assistenza.
  • L’operatore socio sanitario (OSS) ha svolto una preparazione teorica e pratica ottenendo un titolo di studio professionalizzante e specifico.

Il rapporto privilegiato fra caregiver famigliare e anziano

Spesso, l’anziano crea un rapporto privilegiato col famigliare che lo accudisce in modo continuativo e che, solitamente, è anche il parente più vicino affettivamente. In altri casi, invece, è il parente che ha maggior tempo a disposizione per l’accudimento.

Quanto più le ore di assistenza saranno elevate tanto più la persona anziana richiederà l’esclusività di quell’accudimento.

Che cosa è il caregiving?

Il caregiving consiste nell’apportare cure ad un individuo bisognoso; per questo motivo colui che attua l’assistenza si chiama:

  • Caregiver professionale se lo fa di mestiere.
  • Caregiver volontario se presta assistenza al di fuori di un rapporto di lavoro.
  • Caregiver familiare se il soggetto accudito è un congiunto che accudisce al di fuori di un rapporto di lavoro.

I cambiamenti caratteriali della persona anziana che influiscono nel rapporto col caregiver

Più si diventa anziani più alcuni lati caratteriali si possono fortificare, per esempio:

  • l’affettività è espressa in modo maggiore ma a meno persone,
  • si richiede sempre più la presenza del famigliare a cui si è più legati,
  • si richiedono maggiori attenzioni da parte dell’altro, si è più egoisti e egocentrici,
  • il carattere può divenire più rigido, meno disponibile ad adattarsi. Spesso ciò succede perché la persona anziana ha meno elasticità intellettiva e risorse sensoriali per poter cambiare le proprie abitudini o effettuare nuovi apprendimenti. Altre volte c’è la paura di sbagliare, di non riuscire a svolgere quel dato compito come richiesto; anche se sembra banale agli occhi del caregiver familiare, per l’anziano invece può tradursi in una conferma che ormai è troppo vecchio.

Il rifiuto dell’operatore domiciliare da parte dell’anziano

Un anziano abituato ad essere assistito dal proprio congiunto di riferimento farà fatica, in molti casi, ad accettare in modo positivo un estraneo. Alla base ci può essere il bisogno della vicinanza continua del proprio caro (spesso un coniuge o un figlio) e quindi la creazione di strategie oppositive per evitarne il distacco.

Generalmente, nei casi in cui non c’è una buona accettazione della badante o dell’operatore socio sanitario, le tipologie di reazione sono:

  1. Rifiutare caparbiamente la badante/operatore socio sanitario.
  2. Accettarlo di mala voglia per poi lamentarsi di sentirsi abbandonato dal caregiver famigliare.
  3. Subire la presenza della badante/operatore socio sanitario per poi contestarlo spesso e volentieri, creando così un turnover di operatori diversi che lasciano l’assistenza o vengono licenziati.

Come poter prevenire o gestire il rifiuto della badante/operatore socio sanitario?

Per prevenire il rifiuto della badante/operatore socio sanitario possono essere utili alcuni consigli:

  1. Cercare una badante/operatore esperto, che sappia come interagire con le persone anziane, soprattutto che conosca gli aspetti di determinate patologie (se sono presenti) perché a volte influenzano fortemente il carattere e i comportamenti dell’anziano.
  2. Far venire la badante/operatore inizialmente soltanto per conoscere l’anziano, stando magari una ventina di minuti con lui (giocare a carte, ascoltare insieme la musica, parlare di vecchi ricordi).
  • Per gli anziani che caratterialmente sono diffidenti, potrebbe essere produttivo inserire gradualmente la persona, Per esempio, inizialmente viene soltanto per fare le pulizie, poi prepara anche da mangiare; l’accudimento diretto sarà lasciato, per il primo periodo, soltanto al famigliare o altra persona con cui l’anziano ha già affiatamento.
  • Nei casi ancora più ostici, l’operatore può entrare in casa come conoscente che magari porta solo il pane o il pesce, per la vicinanza con il negozio di riferimento (reale o meno) e gradualmente saluta e parla sempre di più con la persona anziana, fino a fermarsi dieci minuti e ancora di più nei giorni. Il suo inserimento può richiedere da una a tre settimane. Più avverrà gradualmente e maggiore sarà la possibilità che abbia successo. È fondamentale evitare di dire bugie, posso anche inventarmi che ho conosciuto la signora in un negozio o è amica di un’amica, ma non aggiungere altro perché la persona anziana comprende quando il proprio caro mente e, comunque, la verità viene sempre a galla. Più bugie diciamo e più ci giochiamo la complicità dell’anziano.

3. Può essere utile coinvolgere il medico di medicina generale, il proprio medico di famiglia, che di solito ha un buon ascendente sull’anziano e quindi può convincerlo maggiormente dell’utilità di una badante o di un operatore sanitario. Si può chiedere l’interessamento anche di un’altra persona di riferimento verso cui l’anziano ha fiducia.

4. Nei primi giorni o turni della badante o operatore socio sanitario sarà fondamentale attuare una compresenza con il caregiver famigliare. In questo modo, l’anziano non si sentirà abbandonato, le sue diffidenze saranno attutite dal fatto che c’è sua moglie o figlia o altro parente a controllare l’operatore e potrebbe accettare maggiormente la nuova circostanza.

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Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA
Psicologa, Psicoterapeuta
Studio in Via Marche, 71 a Senigallia (An)
Cell. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

laurapedrinelli@libero.it

 

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