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La percezione e la riabilitazione mentale dell’anziano (con esercizio e audio dell’articolo)

La percezione e la riabilitazione mentale dell'anziano (con esercizio e audio dell'articolo)

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Sovente, quando si parla di animazione con gli anziani, o di riabilitazione cognitiva in terza età, si tende ad inquadrare in modo prioritario il potenziamento di quelle abilità che maggiormente riteniamo rilevanti.

Per questo motivo, il lavoro con le persone in età avanzata è spesso focalizzato a limitare la perdita di memoria, fisiologica, cioè naturale, o patologica, cioè dovuta a determinati tipi di malattia. Si orienta il percorso riabilitativo anche verso le altre abilità mentali come il ragionamento, l’attenzione, il riconoscimento delle formela comprensione e la produzione linguistica.

Di fatto, nella terza età, si tende però ad avere anche un calo delle potenzialità percettive, cioè di quelle funzioni che si basano sull’uso dei sensi.

I motivi del calo delle potenzialità sensoriali possono essere fisiologici, patologici e/o contestuali

Fisiologici perché i nostri organi di senso tendono a diventare col tempo meno selettivi, per questo motivo è più probabile l’abbassamento della vista e dell’udito e la maggior difficoltà a percepire i sapori e gli odori meno decisi.

Patologici perché lo svilupparsi di patologie sia neurologiche che organiche, in generale, spesso influisce sulle capacità percettive.

Contestuali perché se la persona anziana tende ad avere pochi scambi sociali o comunque a contattare pochi stimoli e sempre gli stessi, col tempo farà fatica a riconoscere oggetti, odori e suoni anche per la mancanza del ricordo del loro nome o del loro odore, per esempio.


Lavorare con la percezione significa quindi stimolare l’anziano nelle sue potenzialità mentali sensoriali per limitare o rallentare la loro diminuzione, o la perdita delle conoscenze a loro collegate, e per mantenere il più possibile integro il bagaglio semantico personale.


Il laboratorio sensoriale: esercizio “Cosa c’è nel sacco?”

L’attività che ti propongo è un valido allenamento mentale e percettivo che stimola la persona anziana a riconoscere determinati oggetti solo attraverso l’uso delle mani.

In questo modo si allena contemporaneamente il tatto, ma anche la memoria del nome di quell’oggetto (bagaglio semantico), il ragionamento e la produzione linguistica effettuando una attività che è anche molto divertente.

Come svolgere l’esercizio di stimolazione sensoriale

1 Prendi un piccolo sacchetto di stoffa leggera (puoi usare quelli che trovi quando acquisti le borse, perché servono a conservarle, anche la federa di un piccolo cuscino va bene o un sacchetto di plastica che non sia trasparente).
2 Facendo attenzione che la persona anziana non ti veda, inserisci un oggetto ben conosciuto e che non possa in alcun modo ferire la persona. Rifletti sul fatto che quando consegnerai il sacchetto, la persona anziana lo prenderà e lo stringerà per poterlo riconoscere, se gli dai un oggetto appuntito o di ferro, potrebbe farsi male. Alcuni oggetti potrebbero essere: un cappello, una pallina di gomma, una spugna, una pera.
3 Consegna il sacchetto chiuso con dentro l’oggetto e stimola l’anziano a riconoscere di che oggetto si tratti soltanto dal tatto.
4 Se la persona è in difficoltà, dalle la possibilità di fare domande a cui tu risponderai in modo chiaro e diretto, senza inserire ulteriori difficoltà.
5 Se la persona fa fatica a porre domande, dagli tu degli stimoli, comunicandogli alcune caratteristiche di quell’oggetto.
6 Una volta compreso il nome dell’oggetto si passa a quello successivo.
7 E’ importante iniziare da un oggetto molto facile da riconoscere, per poi aumentare le difficoltà molto gradualmente. La persona anziana deve divertirsi, non frustrarsi.
Questo esercizio è stato tratto dal libro Attività di animazione con gli anziani. Stimolare le abilità cognitive e socio-relazionali nella terza età  Ed. Erickson Trento 2013 . Si tratta di un manuale contenente diversi tipi di attività utili a stimolare in modo ludico e produttivo le potenzialità cognitive, psicomotorie, psicosociali e percettive attraverso un lavoro eterogeneo.

Coniugare esercizi differenti per stimolare in modo eterogeneo l’anziano

Nel lavoro di animazione/riabilitazione cognitiva con l’anziano è molto importante coniugare gli esercizi che riguardano performances diverse per poter sollecitare non solo le classiche abilità cognitive come quelle della memoria o della comprensione linguistica, ma anche esercizi che stimolano l’uso dei sensi, quali il gusto e l’olfatto, perché anche questi ultimi con l’età tendono a diminuire di intensità.

Nel caso invece del tatto, della vista e dell’udito si stimola la persona all’utilizzo meno selettivo di determinati sensi rispetto ad altri e a mantenere il proprio bagaglio semantico per quello che riguarda le conoscenze apprese sui nomi e le caratteristiche degli oggetti. Meno selettivo perché si stimola la persona ad avere una percezione più eterogenea.



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Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA
Psicologa, Psicoterapeuta, Ipnotista Ericksoniana
Studio in Via Marche, 71 a Senigallia (An)
Cell. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

laurapedrinelli@libero.it

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