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Anziani, percezione e riabilitazione mentale

Sovente, quando si parla di animazione con gli anziani, o di riabilitazione cognitiva in terza età, si tende ad inquadrare in modo prioritario il potenziamento mentale.

Per questo motivo, l’attenzione al lavoro con le persone in età avanzata è spesso focalizzato a limitare la perdita di memoria, fisiologica, cioè naturale, o patologica, cioè dovuta a determinati tipi di malattia. Si orienta il percorso riabilitativo anche verso le altre abilità mentali come il ragionamentoil riconoscimento delle formela comprensione e la produzione linguistica.

Di fatto, nella terza età, si tende però ad avere anche un calo delle potenzialità percettive, cioè di quelle abilità che si basano sull’uso dei sensi.

I motivi possono essere sia fisiologici che contestuali. Fisiologici perché i nostri organi di senso tendono a diventare col tempo meno selettivi, per questo motivo è più probabile l’abbassamento della vista e dell’udito e la maggior difficoltà a percepire i sapori e gli odori meno decisi.

Contestuali perché se la persona anziana tende ad avere pochi scambi sociali o comunque a contattare pochi stimoli e sempre gli stessi, col tempo farà fatica a riconoscere oggetti, odori e suoni anche per la mancanza del ricordo del loro nome.

Lavorare con la percezione significa quindi stimolare l’anziano nelle sue potenzialità sensoriali per limitare o rallentare la loro diminuzione, o la perdita delle conoscenze a loro collegate, e per mantenere il più possibile integro il bagaglio semantico personale.

Il libro Attività di animazione con gli anziani. Stimolare la abilità cognitive e socio-relazionali nella terza età  Ed. Erickson Trento 2013 è un testo contenente diversi tipi di attività utili a stimolare in modo ludico e produttivo le potenzialità cognitive, psicomotorie, psicosociali e percettive attraverso un lavoro eterogeneo.

Per esempio, nel Laboratorio sensoriale: Cosa c’è nel sacco? (presente nel libro a pag. 207/209) si può svolgere un valido allenamento mentale e percettivo che stimola la persona anziana a riconoscere determinati oggetti solo attraverso l’uso delle mani.

In questo modo si allena contemporaneamente il tatto, ma anche la memoria del nome di quell’oggetto (bagaglio semantico), il ragionamento e la produzione linguistica effettuando una attività che è anche molto divertente.

In conclusione, nel lavoro di animazione/riabilitazione cognitiva con l’anziano è molto importante coniugare gli esercizi che riguardano performances diverse per poter sollecitare non solo le classiche abilità cognitive come quelle della memoria o della comprensione linguistica, ma anche esercizi che stimolano l’uso dei sensi, quali il gusto e l’olfatto, perché anche questi ultimi con l’età tendono a diminuire di intensità. Nel caso invece del tatto, della vista e dell’udito si stimola la persona all’utilizzo meno selettivo di determinati sensi rispetto ad altri e a mantenere il proprio bagaglio semantico per quello che riguarda le conoscenze apprese sui nomi e le caratteristiche degli oggetti.

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