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Il meccanismo ansioso

Si ringrazia vivamente l’artista Andrea Crostelli per aver gentilmente concesso la pubblicazione della sua opera per il mio articolo.

Che cosa è il meccanismo ansioso?

Nei disturbi d’ansia, l’ansia si sviluppa in modo elevato, tanto da influenzare la qualità di vita della persona ed essere vissuta come un vero e proprio disagio.

Ogni volta che la persona è sotto stress o prova una forte ansia, si produce un iter psicologico che rappresenta un vero e proprio meccanismo ansioso fatto principalmente di tre fasi.

I.  Fase dell’interpretazione del pericolo

È la fase iniziale, la persona si preoccupa fortemente per qualcosa, iniziano una serie di pensieri ipotetici negativi che si autoalimentano. In alcuni casi, l’ansia è talmente elevata da far produrre al soggetto idee catastrofichecome quelle di morte o di perdita del controllo di se stesso.

II.   Fase della tensione nervosa

La preoccupazione per un pericolo probabile attiva la persona a darsi da fare per reagire a quel pericolo. Purtroppo, nell’ansia, il pericolo sentito è probabile ma non è in realtà effettivo (per esempio, “Mario è andato in vacanza in Inghilterra … potrebbe subire un furto o avere  un incidente!!!”) perciò anche se l’organismo viene attivato (tensione muscolare, disturbi del sonno, tachicardia, respiro affannoso, ecc) non sempre la persona può far qualcosa per far cessare quel pericolo che l’allarma.

La tensione crea nel soggetto una vera e propria fallacia del pensiero, innesca cioè un ragionamento estremamente emotivo e infondatoattraverso cui l’individuo si convince delle proprie preoccupazioni e ne cerca continue conferme, alimentando a sua volta la tensione stessa.

III.  Fase del comportamento di evitamento

A questo livello, il vissuto insopportabile di tensione suscita nel soggetto un comportamento di tipo reattivo che lo porta ad evitare quelle situazioni che gli comportano maggiormente ansia; per esempio, non guidare più, non andare più in posti troppo affollati, ecc.

Attraverso il comportamento di evitamento l’individuo ansioso evita il pericolo, cioè lo allontana, e in questo modo si protegge dal provare un’ansia ancora più elevata. Allo stesso tempo, però, questo atteggiamento conferma l’esistenza di quel pericolo, lo rende “reale” e ingabbia sempre più la persona in azioni limitate. Col tempo, l’individuo evita gli incontri sociali, le feste, i viaggi, fino a trovarsi a suo agio, o comunque meno peggio, soltanto in casa.

Come liberarsi dall’ansia troppo elevata?

Per liberarsi dal problema della gestione della propria ansia è importante la terapia psicocorporea, che agisce sia sulla psiche che sul corpo.

Agisce sulla psiche:

a) Analizzando i pensieri disfunzionali, per renderli funzionali, e le condotte di evitamento  per estinguerle.

b) Approfondendo i conflitti psichici che stanno alla base dell’ansia per risolverli.

Agisce sul corpo:

Attraverso tecniche di respirazione, rilassamento e immagini visive, per allentare la tensione nervosa che si manifesta attraverso il corpo e avere giovamento anche sulla psiche.

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