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Che cosa è e come si supera la crisi di mezz’età

Quando si parla di crisi evolutive a livello psicologico si fa spesso riferimento alla crisi adolescenziale, mentre della crisi di mezz’età non si parla poi così tanto.

E’ opinione comune che oggi l’adolescenza possa durare a lungo negli anni, comprendendo in alcuni casi anche età più mature come quelle dei quaranta e cinquanta anni. Si tratta di persone che vivono la vita con minor senso di responsabilità e con il desiderio di continuare a provare stimoli e divertimenti  tipici di anni più giovani, per tal motivo questi individui vengono comunemente descritti come eterni adolescenti.

Ma quando si parla di crisi di mezz’età?

Erik Erikson nel libro Infanzia e società considera il ciclo di vita delineando otto tappe di sviluppo personale riferite a specifici stadi; all’interno di ogni stadio l’individuo si trova a superare un momento critico dato dal conflitto fra due tendenze opposte, la scelta che il soggetto farà per risolvere il problema sarà fondamentale per la sua crescita personale, per la sua evoluzione.

La fase di mezz’età è compresa, secondo la teoria di Erickson, all’interno dello stadio della età adulta media che va dai 40 ai 65 anni e che vede la generatività opposta alla stagnazione. In questo momento del ciclo di vita l’interesse del soggetto è quello di generare, di produrre, di impegnarsi socialmente.  Ciò la porterà a realizzarsi nel lavoro, a crearsi una famiglia, a impegnarsi in attività sociali; il non superamento di questa crisi porterà il soggetto a rifuggire dalle responsabilità mature creandosi una vita illusoria di “eterna” giovinezza. La mancanza di generatività si esprime perciò con la stagnazione, con l’indulgere su di sé e con la mancanza di crescita psicologica.

Solitamente, oggi, per mezz’età intendiamo quel periodo di vita che riguarda i 50/55 anni. E’ una fascia di età nella quale per lo più la persona si è posizionata a livello lavorativo, crisi economica a parte, ha costruito un proprio nucleo familiare e in alcuni casi ha già concluso una prima storia matrimoniale e iniziato una nuova vita.

Che tipo di reazione psicologica comporta la crisi di mezz’età?

Succede che ad un certo momento della nostra vita ci guardiamo indietro, analizziamo il nostro percorso, la nostra storia e allo stesso tempo guardiamo avanti e ci accorgiamo di quanto la senescenza sia vicina. I figli sono ormai grandi o comunque hanno meno bisogno di noi e i nostri genitori sono ancora autosufficienti oppure hanno bisogno di noi.

In quel momento possiamo essere gratificati da quanto abbiamo concretizzato oppure renderci conto che gli anni sono passati, che vorremmo ricevere ancora molto dalla vita, che non abbiamo ancora costruito abbastanza e rimpiangere ciò che non potremo più avere o produrre.

Le donne realizzano che ormai è troppo tardi per avere un figlio o averne un altro, il periodo della menopausa può essere vissuto in modo sereno se si ha un buon rapporto col proprio corpo, con la propria femminilità e con le scelte di vita fatte oppure può arrecare un importante momento di disagio. Il non essere più fertile o il non esserlo ancora a lungo può intaccare la percezione della propria femminilità e del proprio senso di vita. In alcuni casi, la ricerca di una nuova genitorialità in età matura proviene proprio dal continuare a sentirsi utili, generativi, giovani.

Generalmente , la persona, sia uomo che donna, si sente giunto in una età in cui può realizzare che in gioventù non sono state fatte le valutazioni giuste a livello lavorativo, di studio  o personale, che ora non è più possibile recuperare e che bisogna solo accettare la conseguenza dei propri errori.

La coppia si trova a dover ricreare un rapporto duale, cosa che la crescita dei figli aveva alterato portando i due coniugi a relazionarsi principalmente in base agli impegni familiari. Oggi i figli sono cresciuti e molto dello spazio dedicato alla genitorialità si svuota. In alcuni casi, la coppia ha sempre mantenuto la propria intimità sentimentale e quindi è ben lieta di dedicarsi più tempo. In altre situazioni, si crea un vuoto che oggettivizza la mancanza di una relazione sentimentale vera e propria. Ciò può far reagire la coppia portandola alla ricerca di una nuova armonia e intesa, oppure creare un muro importante fra i partner che porta alla rottura del legame sentimentale oppure i due partner posso arrivare ad un tacito o meno accordo per il quale si sviluppa un rapporto più di convivenza che d’amore.

Generalmente, la crisi di mezz’età può produrre tre tipologie diverse di reazioni:

a) Forte senso di malinconia che porta la persona a vivere un periodo di forte disagio, ma poi a reagire per valorizzare ciò che ha oppure a concretizzare i suoi interessi in altro modo, per esempio iniziando una nuova esperienza lavorativa o trovando un partner con figli piccoli, se il soggetto si doleva di non averne avuti.

b) Senso di vuoto e umore di tipo depresso che immobilizzano la persona portandola a vivere in modo dominante la tristezza per  tutto ciò che non ha realizzato nella vita, cercando magari di ripiegare con le ambizioni sui figli.

c) Negazione della crisi, che viene percepita solo a livello inconscio o preconscio, e reazione all’età che avanza con una sensazione di eterna giovinezza, di lontananza dal sentirsi persona di mezz’età, cioè che sta invecchiando, attraverso l’assunzione di comportamenti adolescenziali . L’attenzione al proprio corpo viene estremizzata attraverso un abbigliamento molto giovanile e un ricorso all’esercizio fisico assiduo e/o alla chirurgia estetica per tonificare e rinverdire il proprio aspetto in generale. Il tempo libero è trascorso con attività volte alla conferma della propria “giovinezza”, il che comporta la frequenza di discoteche, pub, tipologie di vacanze con orari e svaghi tipici dei ventenni, la ricerca di un/a partner più giovane, la cui corrispondenza sentimentale possa così confermare la ancora ben lontana senescenza. La parola d’ordine è “sentirsi giovani e fare i giovani a tutti i costi”.

Come si esce dalla crisi di mezz’età?

a) Superamento della crisi attraverso una crescita psicologica spontanea. In molti casi, la crisi dura da alcuni mesi a pochi anni e poi la persona supera le difficoltà vissute e trova un nuovo accomodamento psicologico che l’aiuta a far pace con se stessa.

b) Superamento della crisi tramite l’aiuto di una consulenza psicologica o di un percorso psicologico.

In altri casi, quando inizialmente la persona non si rende conto di vivere una crisi, ma pensa di avere un giusto stimolo a perseguire la giovinezza, ciò può perdurare vari anni. Di fatto, se la persona sta bene il problema non si pone se non per chi gli sta vicino. Succede spesso che i figli si trovino ad avere comportamenti genitoriali con i loro genitori o comunque a subire il loro comportamento. Alcuni genitori si sentono fieri di uscire a volte la sera con i propri figli e i loro amici, vedendo la cosa come una confermata e affermata “giovanilità”. Ma se questo comportamento viene accettato inizialmente dai figli, siamo proprio convinti che siano poi sempre così contenti di avere un amico per genitore? Di sentire gli amici che ridono delle sue foto su facebook con un look e un atteggiamento per lui giovanili ma per loro grotteschi? Di trovarsi il genitore in una discoteca piena di ragazzini non per controllare i propri figli, ma per divertirsi anche lui?

In queste situazioni e anche quando la crisi comporta un umore di tipo depresso, mettersi in discussione può essere un buon modo per venir fuori dalla crisi di mezz’età. Richiedere la consulenza di uno psicologo può agevolare il processo di maturazione e di comprensione di sé per capire quali sono i motivi sottostanti la difficoltà ad accettare i propri anni e a viverli con giusta serenità. In molti casi basta soltanto parlare con un professionista per poter poi far ripartire il processo spontaneo di maturazione. In altri può necessitare un breve percorso psicologico.

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