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La reazione emotiva incontrollata

La reazione emotiva incontrollata

L’amigdala è una ghiandola del cervello deputata alle emozioni. Essa funziona come  archivio della memoria emozionale e perciò contiene il significato degli eventi.

Il lavoro che svolge l’amigdala nello specifico è quello di valutare l’esperienza attuale paragonandola a quanto avvenuto precedentemente. Essa si basa su un sistema di tipo associativo quando riscontra delle analogie nelle diverse esperienze confrontate.

Per esempio, se entro in un ambulatorio dove le persone hanno il camice bianco e, nel passato, ho avuto una esperienza che mi riattiva il confronto col camice bianco. L’amigdala ci farà provare emozioni in base al tipo di vissuto che abbiamo avuto nel passato. Se abbiamo provato dolore, il nostro approccio, anche se si tratta di un ambulatorio diverso, sarà guardingo e/o timoroso se, al contrario nel passato abbiamo avuto una esperienza piacevole saremo molto più disponibili.

L’amigdala ha l’abilità di mediare la parte fisica delle emozioni attraverso le proiezioni che effettua verso l’ipotalamo e il Sistema Nervoso Autonomo. In questo modo essa controlla il Sistema Nervoso Autonomo, il Sistema Endocrino e l’Asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Dato che l’amigdala si basa sui ricordi che abbiamo immagazzinato nel tempo, in base a come li abbiamo recepiti in quel preciso momento di vita. Le reazioni emotive che risultano dalle associazioni fatte possono corrispondere alle reazioni emotive avute in quel preciso periodo associato.


Ciò significa che la nostra risposta emotiva e comportamentale può riguardare un periodo anche molto precoce della nostra vita.


La frase: “Perché reagisci così, ti comporti come un bambino!” a volte è proprio azzeccata, poiché le nostre reazioni emotive sono influenzate dall’amigdala attraverso le sue associazioni che possono anche risalire ai ricordi emozionali dei primi anni di vita e alle risorse fisiche e mentali di quell’età.

Proprio per la capacità dell’amigdala di interagire con le altre strutture cerebrali, essa può farci reagire in modo incontrollato attraverso, per esempio, comportamenti di fuga e attacco o di paura prima che la corteccia cerebrale sappia che cosa stia accadendo, e questo perché l’emozione viene provocata anticipatamente e in modo indipendente dal pensiero razionale.

Una esperienza vera di emozione incontrollata

(…)Una paziente descrisse la sua reazione alla prima radioterapia che eseguì dopo l’intervento per un carcinoma mammario. La fecero spogliare e poi si dovette sdraiare per sottoporsi al trattamento, ma  subito prima dell’inizio notò il personale che, a suo avviso, “scappava via velocemente per non prendersi le radiazioni”. Al termine della terapia la signora si trovò istintivamente ad alzarsi e ad allontanarsi di corsa dalla stanza, uscendo seminuda. Solo dopo si rese conto di quanto avvenuto e parlandone comprese che il vedere il personale che usciva sollecitamente dalla zona di emissione dei raggi l’aveva atterrita. Di fatto, lei rimaneva dove gli altri, a suo dire, fuggivano. 

            Questo può accadere perché, probabilmente, l’amigdala della signora ha associato il comportamento di auto protezione del personale sanitario con la fuga dal pericolo imminente. L’amigdala, attraverso collegamenti diretti con altre parti del cervello, ha fatto agire la paziente prima ancora che l’informazione passasse per la parte del pensiero e quindi dell’elaborazione cognitiva che era rimasta bloccata dall’ansia e dalla paura. Per questo motivo, ancor prima di potersi rivestire, la signora si era precipitata fuori dalla stanza. (…)

Dal libro La conoscenza e la gestione delle emozioni del paziente, del caregiver famigliare e dell’operatore di Laura Pedrinelli Carrara Ed. Streetlib.

 

La difficoltà nell’utilizzare il pensiero critico

Quando associo spontaneamente, a volte senza accorgermi a livello cosciente, una situazione attuale con una del passato, difficilmente avrò un pensiero critico per analizzare in modo più obiettivo la realtà.

Se, in una certa situazione, le associazioni automatiche dell’amigdala mi fanno sentire in pericolo vorrà dire che scapperò, mi proteggerò, eviterò quel dato evento e, inoltre, il mio pensiero apparirà più rigido e meno disposto a mettersi in discussione.

Per riprendere l’esempio di prima, se devo recarmi dal dentista soltanto per una visita, ma da piccolo ho avuto una esperienza molto negativa, difficilmente ora penserò che le cose saranno diverse. In molti casi eviterò il più possibile quell’evento, magari posticipandolo per tremila ragioni apparentemente giuste, fino al sottopormi a quella visita ma con un certo timore e rigidità fisica.

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Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA
Psicologa, Psicoterapeuta
Studio in Via Marche, 71 a Senigallia (An)
Cell. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

laurapedrinelli@libero.it

 

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