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La diversa tipologia di fame alla base dell’alimentazione

La diversa tipologia di fame alla base dell'alimentazione

Mangiare non è sempre indice di fabbisogno per il nostro corpo, in vari casi l’assunzione del cibo non avviene per nutrirci, ma per motivi diversi. Motivi che non hanno nulla a che fare con il nostro benessere, ma sono molto più legati a fattori psicologici.

I TRE TIPI DI FAME

In una intervista televisiva, la dr.ssa Ramani Durvasula, psicologa americana, afferma che esistono tre tipi di fame che sono puramente psicologici e quindi non hanno nulla a che vedere con i fattori psicofisiologici che di norma ci inducono a nutrirci. Questi motivi possono portarci non solo ad ingrassare, ma anche a diventare fortemente in sovrappeso fino all’obesità.

La dottoressa descrive la fame sensoriale, la fame emotiva e fame rituale.

Generalmente tendiamo a provarne una di queste in preponderanza, ma è anche possibile ritrovarsi maggiormente in più di una. Ovviamente può succedere di ritrovarsi in tutte e tre, è facile che ci sia almeno una situazione per ognuna, ciò che fa la differenza è la frequenza con cui proviamo di più una o l’altra.

a) La fame sensoriale

Nella fae sensoriale, l’appetito viene sollecitato attraverso la stimolazione occasionale o ricercata dei sensi. Ovviamente ognuno ha uno o più sensi preferiti quindi per qualcuno basta vedere un cibo gustoso per sentire stimolato l’appetito, mentre per un altro può essere decisivo il sentirne anche o solo l’odore.


La vista di un piatto succulento, pensiamo ad un piatto di lasagne per chi ama la pasta o ad una frittura di pesce o ad una coppa di gelato, possono far subito scattare la voglia di cibarsi di quel preparato.


Anche l’odorato ci può far scattare la molla della voglia di mangiare, soprattutto per quegli odori di pietanze che ci sono particolarmente graditi.

Allo stesso modo potrei non avere tanta fame, ma come assaporo quel tale cibo, per esempio un morso di cioccolata o la fatidica ciliegia, dove una tira l’altra, potrei far fatica a fermarmi.

Il motivo psicologico retrostante è dato dalla difficoltà a gestire l’impulso di cibarci quando ci coglie attraverso i sensi, probabilmente anche per altre situazioni facciamo fatica a dire no, a mettere un punto.

Al bisogno di cibo ci potrebbe comunque essere collegato anche il bisogno di riempire una mancanza, il compensare un momento di bisogno, di difficoltà in un settore della nostra vita.

b) La fame emotiva

Chi prova la fame emotiva usa il cibo per anestetizzare un sentimento che sia di dolore, di ansia, di paura o di altro ancora che comporti comunque un certo disagio.

Questo tipo di appetito è generalmente improvviso, la persona viene colta dal bisogno assoluto di mangiare qualcosa che le dia una gratificazione istantanea, come nel caso dei dolci per esempio.


Il soggetto necessita di un alimento particolare o di qualsiasi cosa gli capiti fra i denti di commestibile, purché l’aiuti a placare quella tensione nervosa che sta provando e che non riesce a sopportare.


Il motivo psicologico è che l’assunzione del cibo l’aiuta a controbilanciare quella tensione e a riuscire a lenirla momentaneamente, il problema è che poi è possibile che successivamente la persona proverà sensi di colpa per ingerire troppo cibo e per vedersi, in vari casi, aumentare di peso. In questo modo la persona non solo non risolve i suoi problemi emotivi, ma in realtà li aumenta, aggiungendo anche la frustrazione nel vedersi col tempo più grassa.

c) La fame rituale o per abitudine

La persona mangia per abitudine, associa un certo tipo di pasto ad un certo luogo o momento della giornata e quindi automaticamente si mette a mangiare senza neanche chiedersi se prova fame. Un esempio è la scadenza nella giornata dei vari pasti, scandita da determinati tipi di cibo in base all’orario e la difficoltà a non rispettare tali rituali.


In questo caso, ci sono situazioni che attivano l’appetito poiché la persona è abituata a mangiare in quei dati momenti e in quelle date situazioni.


Il motivo psicologico riguarda il bisogno di controllo che ha la persona verso ciò che la circonda e quindi anche la gestione del suo tempo e dei suoi impegni. Generalmente queste persone tendono a cercare sempre di tenere il controllo sul mondo che li circonda illudendosi di poterci riuscire, quando non ci riescono spesso vanno in tilt perché non sono abituati a non avere un’idea precisa di che cosa accadrà.

Come capire se la mia fame è solo psicologica o fisiologica?

A prescindere dal fatto che anche la fame fisiologica, cioè quella che ci porta a nutrirci per star bene e apportare al nostro organismo i principi nutritivi che ci servono per la nostra sopravvivenza e non solo, viaggia spesso insieme a quelle psicologica. Di fatto, mangiamo con più gusto se il cibo è appetitoso, cioè gradevole di aspetto, con un buon odore, di nostro piacimento ecc.

Il problema qui però è che a volte mangiamo solo per motivi psicologici, quando cioè il nostro organismo non ci avverte di nutrirci per bisogno, ma lo fa il nostro sistema psichico facendoci così ingerire quantità di cibo più elevate e superflue.

Il modo di capire se è davvero fame o è una fame psicologica, spiega la dottoressa Durvasula, è quello di chiederci: “Fuori dai pasti principali, al posto di un cibo succulento mangerei una mela? 

Se la risposta è si, significa che abbiamo proprio fame, se è no significa che allora la fame è diversa.

Si potrebbe obiettare che chi soffre di fame nervosa, un lato di quella emotiva, la mangerebbe comunque e poi affonderebbe i denti sul cibo succulento. Ma si capisce che il concetto non è questo e, comunque, anche questa risposta fa capire che la fame è tropo elevata per essere fisiologica, dato che la domanda si riferisce ai pasti fuori dal pranzo e dalla cena.


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Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA
Psicologa, Psicoterapeuta, Ipnotista Ericksoniana
Studio in Via Marche, 71 a Senigallia (An)
Cell. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

laurapedrinelli@libero.it

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