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La relazione genitori-figli: aspetti educativi di base

La relazione fra genitori e figli è un argomento molto complesso che risente ampiamente di diversi aspetti: la personalità dei soggetti, l’educazione ricevuta dai genitori, la storia di vita della famiglia attuale e delle famiglie d’origine, il contesto ambientale in cui si vive e il momento storico.

Troppo spesso si guarda alla relazione familiare senza comprendere le caratteristiche esistenziali e psicologiche che sono alla base delle scelte comunicative ed educative dei genitori e alla risposta personale del figlio.

Di fatto, educare un figlio in un rione di una metropoli è diverso dal farlo in una piccola città di provincia e, allo stesso tempo, genitori che hanno idee diverse sul metodo educativo incontrano non poche difficoltà che si riflettono anche sulla relazione di coppia.

Nonostante le differenze che si possono riscontrare esistono però degli aspetti base che sono davvero importanti in una relazione fra genitori e figli.

Il primo aspetto riguarda l’accettazione incondizionata, molti pensano che sia scontato, ma non lo è affatto. È importante che il bambino/ragazzo sappia che qualunque cosa succeda i suoi genitori ci saranno sempre. Sapere che i propri genitori ti amano e ti accettano sviluppa nel figlio un atteggiamento di fiducia verso di loro.

Accettare non significa prendere passivamente tutto ciò che il figlio produce, cioè anche le cose negative, ma nel caso in cui il bambino/ragazzo avesse un comportamento sbagliato è giusto fargli notare lo sbaglio e aiutarlo a capire quale potrebbe essere l’atteggiamento più giusto in quella situazione, il tutto senza metterlo in discussione come persona.

Se un figlio dice una parolaccia, non risolviamo nulla dandogli del maleducato, perché in quel momento lo giudichiamo totalmente, diventa un maleducato come persona e magari sentendosi offeso perpetuerà quel comportamento per farci ulteriormente irritare. Al contrario, fargli notare che ha usato una parola sbagliata, non corretta, non educata è diverso. Ciò che gli insegniamo è che ha avuto una atteggiamento maleducato, la persona maleducata è colei che ha la maggior parte degli atteggiamenti non educati.

Allo stesso modo se sbaglia a fare un compito, dirgli che non sa fare nulla o che non ha voglia di fare nulla significa rimandargli un aspetto negativo relativo alla sua persona e non ad un suo comportamento. Nel tempo, il ragazzo potrà farsi un’idea di inadeguatezza e quindi aumentare le proprie insicurezze.

Un altro aspetto riguarda le aspettative dei genitori/educatori; molto spesso non ci rendiamo conto che ne abbiamo tante, esse sono necessarie perché influenzano positivamente i bambini/ragazzi, ma a volte  inconsapevolmente le trasmettiamo in modo eccessivo.

Far notare agli altri, davanti al figlio, che è molto bravo a scuola e quindi poi aspettarci sempre un bellissimo voto da lui può creare nel ragazzino una sensazione di pressione, una richiesta di dare sempre il massimo con la paura di non farcela e di deludere i genitori. E’ importante focalizzare la differenza fra l’elogio per un bel voto, situazione premiante per il figlio e che lo stimola a continuare per riottenerlo, e un manifestare troppo spesso il proprio orgoglio per la bravura del figlio.

Al contrario, dare per scontato che non avrà mai la sufficienza perché non si applica  e non gli interessa studiare è come rendergli lecito il continuare a non studiare e il rimandargli che non è capace e che il genitore non crede in lui.

Con questo non si vuole dire che se il ragazzo non studia è colpa del genitore, sappiamo bene che ogni individuo ha un suo carattere, la differenza è che il genitore ha più strumenti per poter aiutare il figlio a migliorarsi e uno di questi concerne una buona relazione educativa.

Una buona relazione educativa sta proprio nel trovare la giusta misura, difficilmente un genitore di buon giudizio attua comportamenti educativi sbagliati, spesso sono proprio gli eccessi o le mancanze le note dolenti nell’educazione, si parla perciò di calibrare meglio il proprio stile educativo con qualche accorgimento in più o in meno.

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