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Gli effetti psicologici della relazione con gli animali

Gli effetti psicologici della relazione con gli animali

Molte persone vivono assieme ad uno o più animali, o ci si relazionano di frequente, e trovano giovamento da questa interazione.

Si può convivere con gatti, cani, conigli, ma anche criceti, pesciolini, tartarughe, cavalli.

La presenza di un animale in casa può essere davvero molto più importante per noi di quanto crediamo.

 Quali sono gli aspetti psicologici di base nella relazione con un animale?

Approfondiamo i fattori psicologici che possiamo riscontrare un po’ in tutte le situazioni, nei casi dei diversi tipi di animali.

  1. La presenza nella nostra vita di un animale non ci fa sentire troppo soli, è qualcuno che ritroviamo quando torniamo a casa oppure, come per il cavallo, è lì che ci aspetta.
  2. È un riferimento affettivo, di diversa entità in base alle risorse dell’animale e al carattere della persona. Lui ci vuole bene e ce lo dimostra in mille modi: è contento quando stiamo con lui, ci accetta così come siamo. Si può piangere anche per la morte di un pesciolino rosso, non è esagerato, significa che si era creato un legame affettivo importante.
  3. La presenza nella nostra vita di un animale ci porta a cambiare il nostro comportamento, a preoccuparci per un altro essere: che mangi, che abbia la lettiera pulita, che stia bene, che sia pulito, che possa muoversi, che possa correre, che evacui feci e urine, che si diverta.
  4. L’animale ci riconosce o comunque dipende da noi. Questo ci fa sentire importanti per qualcuno, dà un ulteriore senso, a volte quello più importante, alla nostra quotidianità.
  5. Spesso è caldo, morbido e piacevole al tatto e questo ci trasmette un benessere emotivo con un senso di rilassamento e piacevolezza.
  6. Anche la sola presenza di un animale può essere un conforto prezioso nei momenti di difficoltà o di umore negativo.

Nel caso di animali con una organizzazione mentale più complessa

I fattori psicologici che si sviluppano quando la bestiola ha una buona intelligenza e la capacità di socializzare, come il cane o il gatto, per esempio, porteranno a creare un legame  ancora più intenso e complesso.

  1. L’altro non è più “soltanto” un animale ma diventa un membro familiare. Perché ho interazioni maggiormente articolate e soddisfacenti.
  2. La relazione assume dei risvolti più dinamici e responsivi. L’altro, l‘animale, non solo mi riconosce, ma mi osserva, esprime con la voce e con le espressioni del muso e del corpo le sue emozioni verso di me. Con lui mi posso divertire, ma anche arrabbiare. Con lui ho un vero e proprio rapporto.
  3. In alcuni casi, la presenza di un animale può essere utile per mettere alla prova la mia relazione sentimentale. Non sono rare le coppie che adottano un cane prima di pensare alla nascita di un bambino. Il cane è un surrogato del figlio e li aiuterà a comprendere meglio la vita a tre e il modo col quale la coppia accoglie e gestisce un nuovo arrivato. A volte, l’animale può sopperire alla mancanza di un figlio, soprattutto quando l’umano non è pronto per la genitorialità o non può raggiungerla.
  4. L’animale può donarci un supporto psicologico importante attraverso il suo esserci e il suo dimostrarci affetto. In alcuni casi, gli animali possono avere un ruolo rilevante nell’aiutare il proprio umano nei momenti di depressione e forte sconforto.
  5. La bestiola che convive con noi può avere un ruolo importante nell’aiutarci a riequilibrare le nostre emozioni in modo positivo poiché se siamo arrabbiati o tristi, per esempio, la sua compagnia ci può far cambiare umore perdendo momentaneamente quell’irrequietezza, ma spesso anche completamente.

 Quali sono i vantaggi della relazione con il proprio animale?

Nel bene e nel male, l’essere umano soddisfa diversi bisogni psicologici ma anche pratici.

  • Mi sento amato in modo incondizionato. Mi sento accettato e ben voluto per quello che sono, senza giudizi o desiderio di cambiarmi.
  • Nell’animale posso sfogare o compensare le mie frustrazioni, se sono nervoso posso urlargli (in alcuni casi, purtroppo, questo bisogno viene soddisfatto in modo eccessivo portando al maltrattamento dell’animale), se devo fare la dieta, non avrò qualcuno accanto che mangia dolci o che mi dice come comportarmi.
  • L’animale mi obbliga a fare movimento perché ogni tanto devo cavalcarlo, nel caso del cavallo ovviamente, oppure perché è un cane e ha bisogno di correre, di fare i suoi bisogni, perché vuole giocare, perché devo comprargli da mangiare.
  • La persona soddisfa il bisogno di prendersi cura dell’altro, di preoccuparsi per lui, di sentirsi utile.
  • Tramite l’animale mi sento visto, ci sono. Animali come il cane e il gatto ti guardano negli occhi, ti fanno sentire che ci sei, che ti vedono. Molte persone non si sentono viste, non si sentono abbastanza considerate, alcune hanno la percezione di essere trasparenti quando sono insieme agli altri. Per il proprio animale invece tu ci sei, esisti.
  • Avere un animale mi fa sentire importante, mi dà la possibilità di gestire un altro essere, di decidere per lui. Se nella vita non riesco a gestire quanto vorrei, con lui invece ci riesco.
  • Un animale a cui vogliamo bene migliora il nostro stato psicofisico, ci cambia l’umore in modo maggiormente positivo, ci diminuisce i livelli di stress, ci riempie i momenti vuoti della quotidianità, ci fa sentire amati.

 Gli animali ci insegnano molte cose importanti

Vivere con una o più bestiole ci può cambiare il carattere in meglio, vediamo perché prendendo come esempio tre animali: il gatto, il cane e il cavallo.

Il gatto

  • Ci insegna a non accettare troppi compromessi, se non vuole qualcosa, lo rifiuterà perché lui sa bene cosa desidera e cosa no e porta avanti le sue esigenze.
  • Ci mostra l’importanza della determinazione, se vuole qualcosa cercherà di ottenerlo anche a costo di miagolare per ore e alla fine, in molti casi, lo otterrà.
  • Sa prendersi i propri spazi senza per questo amare di meno, ci saranno momenti in cui dormirà da solo in un posto che gradisce, mentre in altri momenti ci vorrà vicino. Amare qualcuno non significa stargli sempre appiccicato.
  • Sa chiedere ciò che vuole, anche se si tratta “solo” di una carezza. A volte ci chiama e si sdraia, siamo noi che dobbiamo andare da lui e accarezzarlo. Questo è un importante insegnamento del poter chiedere e non solo del dover dare o cercare di prendere.
  • È egocentrico, ma a volte sa mettere da parte le comodità pur di scambiare affetto con il suo umano.
  • Sa tenere testa all’umano, perché non si sente inferiore a lui. Questa è una grande lezione di autostima.
  • Le fusa del gatto possono essere molto appaganti per l’umano. Sono un feedback spontaneo di affetto, contentezza e accettazione dell’altro che hanno effetti rilassanti e gratificanti per lapersona.

Il cane

  • Ci insegna che a volte è importante anche adattarsi e seguire il branco, che possiamo farcela maggiormente se siamo insieme piuttosto che da soli.
  • Ci fa comprendere gli esseri che amiamo vanno difesi, vanno tutelati perché sono importanti per noi.
  • Ci mostra che si può giocare ad ogni età, perché l’importante è divertirsi e stare insieme.
  • Ci fa capire che si può chiedere ciò che desideriamo all’altro, senza arroganza e senza per questo sentirsi in difetto.
  • Ci insegna a prenderci cura di lui in tutti i sensi, dalla parte più pratica come quella di lavarlo, portarlo a fare i suoi bisogni e dargli da mangiare a quella più emotiva che è divertirsi insieme a lui, farlo contento.
  • Ci fa sentire protetti e ci fa comprendere l’importanza di avere qualcuno vicino che ci trasmetta sicurezza e tranquillità.
  • Il cane scodinzola e si agita festosamente quando vede tornare l’umano o comunque sta con lui, al pari delle fusa del gatto, lo scodinzolare è un comportamento molto appagante per la persona che ottiene una conferma del fatto che è desiderata, accettata e amata dal suo amico a quattro zampe.

Il cavallo

  • Ci insegna che possiamo fidarci dell’altro e farci trasportare da lui.
  • Ci fa comprendere che non serve controllare sempre tutto, ma a volte è piacevole e utile che qualcuno lo faccia per noi, come quando lo cavalchiamo e sappiamo che lui eviterà gli ostacoli anche se noi non li vedremo.
  • Ci aiuta a saper gestire la relazione in base anche al carattere dell’altro e al suo modo di essere.
  • Ci fa capire l’importanza di adattarsi all’altro, perché per cavalcare bisogna raggiungere il giusto assetto in modo che la nostra posizione sia in costante equilibrio.
  • Ci insegna a capire i segnali non verbali dell’altro accettandoli come diversi dai propri ma ugualmente importanti.
  • Stimola alla fusione di due esseri in uno solo, all’esperienza di poter fare qualcosa se unito all’altro nella piena interazione.

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Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA
Psicologa, Psicoterapeuta
Studio in Via Marche, 71 a Senigallia (An)
Cell. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

laurapedrinelli@libero.it

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