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Psicologia e attualità: aspetti funzionali e disfunzionali nella comunicazione di Matteo Renzi

Perché renzi?

Matteo Renzi è attualmente uno fra i politici più noti e presenti nel piccolo schermo. Per questo motivo, partendo dal presupposto che ogni persona che ottiene una buona rilevanza mediatica, a livello politico, incarna anche un determinato e personale stile comunicativo vincente, si è voluto analizzare gli aspetti funzionali e disfunzionali dello stile “renziano” attraverso un punto di vista puramente psicologico e scevro da ogni connotazione ideologica o politica.

L’interesse verso il sindaco di Firenze nasce dal desiderio di approfondire e rendere maggiormente evidenti determinati aspetti della comunicazione e il tipo di influenza che possono comportare sul messaggio e su chi lo riceve.

Il fatto di aver preso Renzi come modello da analizzare non vuol significare, ovviamente, che nel mondo politico sia l’unico che utilizzi determinati aspetti comunicativi. Ogni persona che parla al pubblico e che riveste un determinato ruolo esprime un proprio stile comunicativo più o meno strutturato e preparato in base alle diverse personalità.

Ma che cosa sono gli aspetti funzionali e disfunzionali della comunicazione?

Nel processo comunicativo di base abbiamo:

  • L’emittente: colui che invia il messaggio.
  • Il messaggio:  l’insieme dei contenuti che diciamo all’altro.
  • Il ricevente: la persona a cui arriva il messaggio.

Ogni emittente diventa ricevente, dal momento in cui ascolta la risposta al messaggio inviato, e ogni ricevente diventa emittente quando risponde al messaggio ricevuto.

Nell’ambito della comunicazione, gli aspetti funzionali sono rappresentati dalle espressioni del linguaggio verbale e non verbale, cioè dalla lingua parlata o scritta e da quella manifestata attraverso tutto quanto non sia verbale (gesti, mimica, tono e ritmo della voce, postura, ecc), che aiutano il messaggio ad arrivare al destinatario in modo efficace ed efficiente.

Alcuni esempi sono:

¨       La chiarezza del messaggio. Una comunicazione effettuata con parole semplici ed efficaci arriva molto meglio di una comunicazione fatta utilizzando parole complesse.

¨       La sintesi. Effettuare una sintesi significa inviare un messaggio breve, ma che contenga gli elementi più importanti in modo da essere ben compreso e memorizzato.

¨       La veridicità di quanto viene espresso. A volte tendiamo a mettere le cose in una luce più brillante e positiva per renderle più facilmente accettabili, purtroppo ciò, se inizialmente produce vantaggi, successivamente tende a portare alla perdita di credibilità.

Utilizzando gli aspetti funzionali la comunicazione sarà quindi:                                       .
Efficace perché il messaggio è ben compreso dal destinatario.                         .
Efficiente perché ha soddisfatto il criterio per cui il messaggio è stato espresso, per esempio convincere un maggior numero di elettori.

Per contro, gli aspetti disfunzionali sono invece tutte quelle modalità comunicative che rendono il messaggio poco comprensibile, distorto o ignorato. Alcuni esempi possono essere:

¨       Parlare piano e veloce.

¨       Utilizzare un linguaggio troppo tecnico in un contesto non professionistico.

¨       Effettuare una comunicazione incoerente, cioè una comunicazione nella quale il non verbale non conferma ciò che è stato detto a parole. Per esempio, posso dire di credere fermamente in qualcosa, ma se non ci credo così tanto la mia mimica facciale e il tono della voce non confermeranno quanto verbalizzato, a meno che io non sia un abile mentitore, e le persone non mi crederanno. In questo caso giocano un ruolo cruciale anche le microespressioni del volto che vengono colte dall’osservatore in modo inconscio, ma consciamente producono diffidenza su quanto ascoltato.

Gli aspetti funzionali nella comunicazione di matteo renzi

Per comprendere meglio la distinzione dei due aspetti comunicativi si prendono come esempio alcune modalità utilizzate dall’attuale sindaco di Firenze.

Gli aspetti funzionali presi in considerazione sono: la chiarezza, la riformulazione, l’ascolto attivo, l’approccio accogliente, la concretezza.

La chiarezza: gli argomenti espressi da Renzi durante le interviste vengono formulati attraverso un linguaggio forbito ma non troppo tecnico, nel caso dell’utilizzo di una nomenclatura specifica essa viene subitaneamente spiegata. In questo modo, la risposta fornita risulta di più facile comprensione e memorizzazione.

La riformulazione: nell’interazione Renzi tende spesso a riassumere il messaggio che gli è stato inviato prima di fornire la risposta.  Tramite questo aspetto comunicativo egli soddisfa almeno tre criteri:

a) Si prende del tempo per poter ricomporre le idee in modo più ponderato; ripetere con proprie parole e in maniera concisa quanto ha appena espresso l’altro aiuta a comprendere meglio il messaggio ricevuto e a rielaborare la risposta.

b) Si accerta di aver ben capito, di fatto se nel riassumere quanto ascoltato sbaglia, l’altro lo correggerà automaticamente e lui avrà così modo di fornire una risposta più accurata e precisa.

c) Attraverso la riformulazione della domanda, Renzi ottiene anche di poter far risaltare, qualora occorresse, significati impliciti usati dall’altro per metterlo in difficoltà o per manipolare la risposta. In questo modo, egli scopre le carte a proprio favore e agevola il campo per il proprio riscontro.

L’ascolto attivo: difficilmente si noterà Renzi interrompere bruscamente l’interlocutore o parlargli sopra. Se il sindaco fiorentino viene interrotto  lascia l’altro terminare la frase o prova ad intervenire, ma se non ottiene riscontro lascia continuare chi sta parlando e lo ascolta in modo attento e concentrato. Ascoltare ciò che dice l’altro attivamente, senza interromperlo, agevola la comprensione del messaggio ricevuto, rimanda attenzione verso l’altro che a sua volta si sentirà maggiormente capito e aiuta a fornire una risposta più adeguata.

L’approccio accogliente: nel parlare con colleghi e giornalisti Renzi tende a:

a) Mantenere un volto sorridente pur nel rimando di affermazioni scomode.

b) Rispondere sottolineando le risorse dell’altro e gli elementi in comune.

c) Tenere un atteggiamento cordiale ed educato.

Queste modalità trasmettono sicurezza di sé a chi osserva, mentre verso l’interlocutore possono metterlo a proprio agio o, nel caso si ponga in modo ostile, produrre difficoltà perché rimandano una sorta di muro di gomma. In oltre, evitano alla comunicazione di trascendere con parole poco “ortodosse” o atteggiamenti troppo emotivi.

La concretezza: il linguaggio di Renzi è concreto perché si basa sul frequente utilizzo di esempi chiari e semplici, presi dalla vita comune o dagli input dati dai suoi stessi interlocutori.

Gli aspetti disfunzionali nella comunicazione di matteo renzi

Se gli aspetti funzionali appena citati rappresentano alcuni punti forti dello stile comunicativo di Renzi quelli disfunzionali possono invece produrre effetti negativi sugli ascoltatori.

Gli aspetti disfunzionali presi in considerazione sono:la prolissità, l’eccessiva autoreferenzialità, l’eccesso di comunicazione implicita.

La prolissità: per essere incisiva ed arrivare al destinatario in modo efficace ed efficiente la comunicazione deve essere concisa. In vari casi, Renzi tende a prolungare il discorso probabilmente per aumentare il livello di dati e di tempo a proprio favore. Generalmente ciò provoca un calo della concentrazione in chi ascolta, risulta come un rafforzamento eccessivo di quanto viene espresso e porta alla perdita di parte dei contenuti ascoltati con una maggiore possibilità di fraintendimenti del messaggio.

L’eccessiva autoreferenzialità: le risposte dell’attuale sindaco di Firenze contengono troppo spesso un ampliamento e un approfondimento teso a far risaltare i propri apporti; tale comportamento può risultare a chi osserva e ascolta come una continua o eccessiva campagna politica e indicare un eccessivo livello di ambizione. In questo modo, si toglie una parte del valore personale a quanto è stato espresso e costruito.

Eccesso  di comunicazione implicita: la comunicazione implicita avviene quando il messaggio che inviamo in modo diretto ne sottende un altro indiretto. Per esempio, se sottolineiamo un atteggiamento anche se non lo giudichiamo in alcun modo, il fatto stesso che lo abbiamo trattato, e il modo col quale lo abbiamo fatto a livello non verbale, porterà l’ascoltatore a comprendere l’idea di fondo che abbiamo pur non avendola detta. Matteo Renzi utilizza molto questa modalità per apportare al suo messaggio le sfumature volute pur lasciandolo esplicitamente regolare. Questa modalità è sicuramente molto diffusa e non solo fra i politici; nel caso di Renzi, dato che abbiamo preso lui come esempio, l’elevata frequenza sviluppata risulta pesante per l’ascoltatore e può sortire l’effetto opposto portando la persona a rifiutare l’idea implicita che gli è stata suscitata e a valutarla differentemente o in modo contrario a quanto desiderato dal sindaco fiorentino.

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