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La violenza sulla donna: il trauma emotivo

Il 25 novembre si celebra la giornata mondiale delle donne vittima di violenza maschile. Se focalizziamo i numeri, 6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale (Fonte: www.istat.it), mentre solo nel 2014 sono state uccise in Italia 152 donne per mano di un uomo (Fonte: Secolo XIX).

Si tratta di un argomento molto vasto e complesso, per questo motivo l’articolo ne approfondirà un aspetto, quello del vissuto emotivo.

Le emozioni che caratterizzano lo stato emotivo della donna maltrattata fisicamente e psicologicamente dal proprio uomo sono tante e ognuna di esse contiene molte sfaccettature legate alle diverse personalità.

Otto, però, sono le emozioni fondamentali che caratterizzano il vissuto del trauma in oggetto, esse sono: il dolore psichico, la rabbia, l’angoscia, l’imbarazzo/la vergogna, la paura, il senso di colpa e il senso di solitudine.

IL DOLORE PSICHICO: è un emozione molto profonda e logorante che scaturisce dai risvolti situazionali e dal modo col quale la persona riesce a reagire o meno all’impotenza provata. Un esempio può essere il dolore per non essere rispettate, per le umiliazioni subite oppure la sofferenza per non riuscire a proteggere adeguatamente i propri figli.

LA RABBIA: si può provare rabbia verso il proprio partner maltrattante oppure, o anche, verso se stesse, perché la manipolazione mentale che spesso attuano questi uomini fa sentire la donna sbagliata e colpevole di suscitare la loro ira.

LA PAURA: la donna prova paura verso le azioni violente, come l’essere picchiata, sbattuta, presa a calci, per la possibilità di venire uccisa; si prova paura anche per i possibili maltrattamenti sui figli o sugli altri familiari. Anche un semplice gesto, come una carezza può innescare il terrore di un capovolgimento della situazione, data l’imprevedibilità spesso dei comportamenti del partner.
E’ importante sottolineare che ogni emozione, quando è vissuta intensamente e per lungo tempo diviene sentimento. Provare un sentimento di paura significa essere quella paura e ciò influenza negativamente la capacità di pensare e scegliere lucidamente.

Ciò induce, in molti casi, la donna ad attuare atteggiamenti compensatori per evitare comportamenti che suscitino l’aggressività del compagno. Difficilmente tali strategie andranno spesso a buon fine perché la causa delle aggressioni non è nelle azioni della donna, ma è insita nel partner violento.

L’ANGOSCIA: le donne che subiscono violenza possono provare angoscia per il timore di ulteriori aggressioni, per la paura delle rappresaglie fisiche e psicologiche verso i figli, i parenti o gli amici e nel non vedere una soluzione possibile al loro profondo disagio.

L’IMBARAZZO/LA VERGOGNA: sono due emozioni sociali, cioè si provano solo se si è in presenza di altre persone o si pensa di poterlo essere. Hanno la stessa natura ma cambiano di intensità motivo per il quale, l’imbarazzo influenza i comportamenti sociali mentre la vergogna li limita ampiamente. Per esempio, la donna che subisce maltrattamento fisico può provare imbarazzo o vergogna nel mostrare il proprio viso tumefatto, nel primo caso troverà alcuni accorgimenti estetici per coprirsi il viso ma uscirà ugualmente, nel secondo caso se le tumefazioni non saranno ben nascoste difficilmente uscirà di casa e probabilmente non uscirà comunque.

Un tipo di maltrattamento psicologico riguarda gli insulti e le svalutazioni fatte dal partner alla propria compagna sia in privato che in pubblico e, soprattutto in quest’ultimo caso, questo tipo di atteggiamento può produrre nella donna imbarazzo o vergogna nelle relazioni con gli altri in base all’entità effettiva e vissuta delle offese.

IL SENSO DI COLPA: vivere quotidianamente violenze psicologiche e/o fisiche diminuisce notevolmente il livello di autostima fino ad annullarla. Si crea così una sottomissione mentale che può indurre la donna ad incolparsi dei comportamenti aggressivi del partner, valutati come una reazione alle proprie incapacità.

In altri casi la donna può convincersi di dover salvare il partner da se stesso e quindi sentirsi in colpa per non riuscire a modificarlo, a farlo star meglio, a farlo rimanere tranquillo, a fargli smettere di bere o quant’altro.

IL SENSO DI SOLITUDINE: in una situazione di tensione continua, di percosse, di spiragli di affetto e dolcezza per rientrare nell’ombra cupa della violenza, la donna vive un profondo senso di solitudine. Difficilmente ha qualcuno con cui parlare, a cui appoggiarsi, le pressioni del partner la isolano spesso anche dai familiari. Inoltre, la paura che possa rivalersi su di loro spesso frena la donna nell’esprimere loro tutto il suo dolore.

In conclusione, tanti sono gli aspetti psicologici rilevanti nel vissuto di una donna vittima di violenza. A livello emotivo si prova un intenso e vario numero di emozioni otto delle quali sono quelle che maggiormente caratterizzano la reazione psicologica a questo tipo di trauma.

Anche l’impotenza è un’emozione che può invadere la persona paralizzandola, spesso le donne sono convinte di non poter sfuggire alla situazione, come se fossero predestinate. In altri casi, temono fortemente le ripercussioni del partner pensando che se scoprisse la loro richiesta di aiuto potrebbe ucciderle o rivalersi sui figli.

E’ fondamentale ricordare che esistono associazioni che possono ospitare gratuitamente le donne vittime di violenza e i loro figli fornendo  tutto l’aiuto che necessitano sia dal punto di vista esistenziale (alloggio, vitto, vestiario) che psicologico (supporto, ascolto) che legale.

Se sei vittima di violenza ricordati che un uomo che ti picchia non ti ama e mai ti amerà e non bastano mille scuse assieme a qualche rosa per coprire i calci o le botte.
Ma se lui non ti ama tu puoi e devi volerti davvero bene, CHIAMA IL NUMERO VERDE ANTIVIOLENZA.

Numero verde antiviolenza 1522

Il numero è attivo 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno ed è accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, con un’accoglienza disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo, russo e arabo.

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