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La paura del terrorismo

Gli attentati terroristici avvenuti negli ultimi tempi hanno fomentato non solo il terrore di nuovi massacri ma la percezione di precarietà della vita e hanno diminuito il comune senso di sicurezza.

Differenza fra emozione di paura e sentimento di paura

La reiterazione e la drammaticità di questi attacchi ha intensificato i nostri stati affettivi riguardo alla percezione di quanto sta avvenendo. Per questo motivo, l’emozione di paura che si attiva dal momento in cui assisto o vengo  a conoscenza di un evento così tragico e devastante è divenuta per molti un vero  e proprio sentimento di paura.

Il sentimento di paura è quello stato affettivo duraturo che a volte rimane sotteso, ma che perduta ed emerge quando è a contatto con lo stimolo principale.

L’emozione di paura

Per esempio, l’emozione di paura si attiva se assisto o penso al terrorismo o se dovessi recarmi in un luogo a rischio, ma al di fuori di questi  contesti la mia paura svanisce. Sabbiamo bene che la paura può paralizzare il nostro corpo e la nostra mente, può focalizzare la nostra attenzione solo  allo stimolo che ci terrorizza, oppure può farci  sbiancare in viso o farci fuggire, per citare solo alcuni tipi di reazione. Le variazioni psicofisiche che avvengono a causa di stati emotivi intensi tendono ad essere di breve durata e transitorie, la durata è generalmente collegata con il tempo di esposizione e con l’intensità dello stimolo. Se assisto ad un evento terrificante per dieci minuti, probabilmente proverò un’emozione di paura per tutti e dieci i minuti o fino a quando non mi sentirò al sicuro.

Il sentimento di paura

Quando invece si prova un sentimento si tratta di uno stato affettivo che comporta anch’esso delle modificazioni psicofisiche ma che dura nel tempo. Mi accorgo che provo un sentimento di paura  quando, anche se in certi momenti mi sento rilassato, un rumore particolare che proviene da un gruppo di persone o un borsone lasciato incustodito mi fa trasalire, mi attiva subito angosce e paure anche se fino a quel momento i miei pensieri erano rivolti altrove. Ciò significa che la paura che non sentivo più di provare in realtà continuava ad esserci, ma era sottesa ed è riemersa alla presenza di uno stimolo che  spontaneamente ho collegato al pericolo del terrorismo.

La crudeltà dei terroristi

Ovviamente, non tutte le persone vivono un sentimento di paura. Di fatto, la crudeltà dei terroristi, le loro immagini cruente di sgozzamenti in diretta, il fanatismo che manifestano e che rende impossibile la probabilità di un dialogo oltre alla molteplicità e vicinanza degli attacchi terroristici e alla scelta di luoghi sociali per perpetuarli ci possono trasmettere un senso di impotenza, angoscia e sgomento.

Quali sono le più frequenti reazioni alla paura del terrorismo?

I comportamenti reattivi alla paura del terrorismo sono diversi e vengono assunti in base al momento, alla personalità e alla storia di vita del soggetto.

Fatalismo: si continua la vita di sempre pensando che il proprio destino sia già scritto e quindi se qualcosa dovesse accadere accadrebbe comunque. Pertanto, è inutile evitare di andare in Francia per la paura di morire in un attacco terroristico quando magari se “è giunta l’ora” ti può cadere la classica tegola nella testa davanti casa.

Arresto: si sospendono o annullano gli impegni valutati come pericolosi, ad esempio viaggi in altri Paesi, viaggi in aereo o in treno, luoghi giudicati come possibili obiettivi. Si vive la situazione con ansia e impotenza.

Evitamento:  si evita qualsiasi esposizione all’evento, iniziando dal cambiare canale televisivo, se ne stanno parlando, fino al cercare di non parlarne. Si fugge dal problema che ci terrorizza.

Attacco: ci si sente attaccati e quindi si reagisce volendo attaccare a nostra volta per non sentirsi impotenti e per difendersi. In questo caso, la persona vive appieno la situazione confrontandosi con gli altri, mettendo post inerenti sui social e muovendosi attivamente in base alle proprie possibilità.

Ogni comportamento non esclude l’altro, è possibile reagire inizialmente con un comportamento di arresto per poi passare ad uno di attacco, per esempio.

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