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L’atteggiamento psicologico nel dubbio del pericolo

L'atteggiamento psicologico nel dubbio del pericolo

Molti di noi aspirano prima o poi a una crociera, un sogno romantico che dalla fine degli anni ’70 alla seconda metà degli  ’80 venne ben rappresentato dalla serie televisiva americana The Love Boat.

Ma anche per i meno romantici la crociera rappresenta sempre un tipo di turismo diverso, che rende piacevole ed entusiasmante anche il viaggio oltre che la meta.

Alcuni anni fa il naufragio della Costa Concordia e l’incidente accaduto alla Costa Allegra non hanno messo a repentaglio solo l’immagine di una società, nonostante i suoi anni di ineccepibile servizio, ma hanno minato anche l’idea di sicurezza legata al turismo da crociera.

Perché bastano due gravi incidenti per mettere a repentaglio l’immagine di sicurezza delle navi da crociera?

Se ci fermiamo a riflettere e ci informiamo, sappiamo che ogni anno i crocieristi sono svariati milioni, il programma “La storia siamo noi” pubblica nel suo sito la stima effettuata nel 2005 che è stata di circa 13 milioni di turisti che avevano scelto la crociera come meta di vacanza. Ciò significa che ogni anno partono migliaia di crociere in tutto il mondo di cui si sa molto poco dato che vanno tutte a buon fine, ma come succede per gli aerei, basta che ne cada uno e tutto il sistema di trasporto aereo viene messo in discussione.

Di fatto esiste un meccanismo psicologico chiamato generalizzazione attraverso cui noi estendiamo l’evento a qualsiasi altra cosa gli assomigli. Per fare un esempio, se il naufragio della Concordia può essere attribuito all’errore umano, da un lato posso pensare che cambiando nave la possibilità di pericolo si annullerà oppure che, essendo già avvenuto, sarà difficile riviverlo perché ora ci sarà maggior attenzione; dall’altro invece, soprattutto se già avevo dei timori in tal senso, avrò la conferma che le crociere non sono sicure = ho generalizzato.

L’ulteriore sventura capitata alla Costa con l’incendio della Allegra, potrà rimandarmi una immagine di conferma della non sicurezza della  Società Costa (generalizzazione a tutte le navi della stessa compagnia) o delle navi da crociera in generale (generalizzazione massima).

Ma quali sono le 3 tipologie principali di atteggiamento nel dubbio del pericolo?

Generalmente possiamo manifestare tre tipi di atteggiamento, in maniera più frequente, si tratta dell’atteggiamento di evitamento, dell’atteggiamento di rinforzo e dell’atteggiamento di indifferenza

  1. Atteggiamento di Evitamento: come già anticipato, due gravi incidenti in pochissimo tempo possono indurmi ad estendere l’idea di pericolosità all’intera flotta della compagnia o alle navi in genere e quindi, a causa della generalizzazione o di determinate paure specifiche che dimorano in me, eviterò  la  nave ma anche il piccolo natante oppure escluderò soltanto da una certa tipologia in su. Per esempio posso accettare di andare su di una piccola barca o un pattìno poiché la distanza dalla riva è limitata e mi sento più sicuro.
  2. Atteggiamento di Rinforzo: l’idea del pericolo può divenire uno stimolo ulteriore per la vacanza, una possibile avventura o un incentivo per persone che tendono ad avere comportamenti “spericolati”. Ciò a   volte può essere dato da una sottovalutazione del pericolo o da tratti della personalità particolari. C’è anche chi invece è stimolato dal poter affrontare le proprie paure.
  3. Atteggiamento di Indifferenza: le persone possono valutare l’eccezionalità degli incidenti e vivere con poco trasporto emotivo la possibilità che si ripresentino, di fatto essi danno per scontata la possibilità di questi eventi e non pensano si possano ripresentare nell’imminente o comunque preferiscono non focalizzarsi sull’idea del disastro ma sul piacere della vacanza.

Quanto l’ansia può influire sull’atteggiamento verso il dubbio di pericolo?

Il livello  personale di ansia può essere un fattore influenzante rispetto all’approccio personale verso il dubbio di pericolo.

Generalmente, persone che provano ansia elevata tendono ad attuare un atteggiamento di evitamento totale, escludendo così la possibilità di dubbio del pericolo che per loro può essere devastante.

Nel caso dovessero affrontare obbligatoriamente la situazione, le persone con ansia elevata possono avere attacchi di panico e forte disagio emotivo per il forte stress che stanno vivendo.

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Dott.ssa LAURA PEDRINELLI CARRARA
Psicologa, Psicoterapeuta
Studio in Via Marche, 71 a Senigallia (An)
Cell. 347/9471337
www.laurapedrinellicarrara.it

laurapedrinelli@libero.it

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